Lipari tra dissesto e silenzio dei media

Lipari, settembre 2012
Lipari, settembre 2012

Siamo alle solite, finisce l’estate con il solito alluvione estivo, quello da film Vanziniano del tipo “Sapore di Mare”, insomma il classico di fine estate. Solo che non siamo più negli anni sessanta che un alluvione significa ripararsi in dolce compagnia in una località estiva prima di darsi l’addio fino alle prossime vacanze estive.

Oggi non solo le vacanze estive praticamente non esistono più, ma ogni alluvione è la stessa storia, vien giù un fiume di fango che seppellisce tutto e tutti. L’anno scorso son venute giù le cinque terre, stavolta invece è toccato alle Eolie, in particolare alla stupenda Lipari. Complice la pessima gestione dell’assetto idrogeologico il temporale, fulmineo ma fortissimo, ha portato nelle cittadine e nei fondi rurali autentici fiumi di fango detriti che hanno travolto e sepolto beni e territorio. Persino la locale scuola media di Canneto è stata travolta, gli alunni, 200 ragazzini, hanno trovato rifugio ai piani superiori ed hanno dovuto attendere i soccorsi.

Lipari, settembre 2012
Lipari, settembre 2012

La cosa imbarazzante è però il silenzio che i media nazionali hanno dedicato alla vicenda, praticamente non ne ha parlato nessuno perchè in Italia, dicono, va tutto bene, e ci mancherebbe che ci si debba accorgere che non è solo la terra dei terremoti, ma che manca ovunque una minima attenzione al territorio, un decente, od almeno appena abbozzato, piano d’assetto Idrogeologico. E questo è un silenzio che spaventa. Noi di Orvieto Civica chiediamo che si ponga seria attenzione alla questione dell’assetto del territorio a che eventi simili non possano essere causati da un semplice temporale, per quanto forte ed improvviso possa essere.

Quello del Rischio Idrogeologico Zero è uno di punti da cui partire.

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