Il peso dei libri

L’argomento scuola a settembre ed ottobre sarà molto presente nel blog di Orvieto Civica. Il punto è che la sciagurata corsa a rendere obsoleti i libri già di due o tre anni fa perpetrata dagli editori, con la partecipazione involontaria od a volte complice del corpo docente e la benedizione del Ministero, grava sulle spalle degli alunni, delle loro famiglie e del comune. Ma non siamo qui a ricordare che il terzo millennio è arrivato più di 12 anni fa, che online ci sono dizionari, enciclopedie e monografie specializzate tali da rendere obsoleto di fatto qualsiasi sistema scolastico basato su libri di testo. Oggi no, oggi parliamo della campagna contributi economici del comune di Orvieto e della regione UmbriaL'annosa questione dei libri di testo

Qui ad Orvieto il comune ha dato il via alla campagna contributi per l’acquisto dei libri di testo per gli alunni della scuole secondaria di 1° grado e secondaria di 2° grado per l’anno scolastico 2012/2013, i bonus riguardano le famiglie con I.S.E.E. inferiore ad € 10.632,94. 

Considerato l’anno appena trascorso si può scommettere che non saranno pochi. Si noti che la liquidazione dei contributi ai beneficiari è subordinata alla presentazione della documentazione attestante la spesa sostenuta, cioè prima si paga e poi si aspetta il rimborso a fronte degli scontrini; questo significa pure che non vi saranno rimborsati i libri presi da privati, e che voi i testi della classe appena superata non avrete modo di venderli.

In questa forma di mercato contorto, in cui il cittadino ha solo obblighi e l’aiuto di stato arriva direttamente all’editore ed alla catena con cui “propone” i testi ai docenti le vittime non sono solo il semplice diritto alla cultura, la qualità della formazione che scaturisce da testi contenenti le stesse nozioni che hanno formato un Alberto Angela ma diluite in un mare magnum di pagine e supporti digitali atti a giustificare gli esorbitanti costi di edizione, la libertà degli alunni di non portarsi sulle spalle un terzo del loro peso, il bilancio delle famiglie ed i costi che i contribuenti affrontano per sostenere quest’assurdo sistema. La vera vittima finale è la fiducia nel sistema scuola, minato da queste tante piccole ingiustizie e vessazioni.

  • Continuare così? E’ follia. No grazie
  • Tamponare la situazione mettendo un tetto al costo dei volumi? No, grazie. Gli editori moltiplicherebbero il numero dei volumi e saremmo punto e accapo.
  • Ritornare ai buoni libri? Assisteremmo ad una nuova impennata dei prezzi
  • Fotocopiare? E’ illegale
  • Imporre una minor obsolescenza dei libri? Saremmo preda di campagne sull’oscurantismo e sul non volere una scuola all’avanguardia… è risibile ma andrebbe così.

E allora?

Alessandro Volta... era un conte, lo sapevate?
Alessandro Volta… era un conte, lo sapevate?

E allora il sistema va ripensato partendo da realtà meno bieche della nostra, noi di Orvieto Civica stiamo elaborando un documento di proposte basate sulle migliori pratiche delle scuole che nei paesi OCSE risultino eccellenti e sostenibili.

La scuola non è una vacca da mungere!
E’ ora di finirla di foraggiare questa perversa catena di disvalore e puntare su professionalità ed impegno, non su pagine reinventate ogni due anni che tanto continuerà ad esserci Leonida con gli Spartani alle Termopili ed Alessandro Volta continuerà ad essere lui a sviluppare la pila.

PS
Per quest’anno, comunque, il modulo di domanda è reperibile presso i Comuni, le segreterie delle Scuole e si può scaricare dal sito internet della Regione www.istruzione.regioneumbria.it.

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