IPAD – Inopportune Piccole Azioni Didattiche

Ricordate il governo delle tre I (Informatica, Internet ed Inglese), che ci raccontava come questi “visionari”, questi grandi pensatori con lo sguardo rivolto al futuro, immaginassero di svecchiare la scuola d’Italia, quella pubblica intendo, comprando per ogni classe qualche chilo di tecnologia d’avanzo imbottita di software proprietario, ovvero qualcosa destinato a diventare vecchio ed inutilizzabile quando gli alunni finiranno il ciclo educativo. Col governo “tecnico” ci risiamo, abbiamo un ministro che “sogna” tablet in ogni classe e noi che pensiamo: “Ma dai, è un ingegnere e rettore abituato a trattare con aziende che pongono brevetti sui software ed impongono costose licenze d’uso a fronte di tecnologia e servizi che altri danno gratis e con l’accesso ai progetti ed i codici sorgenti, come può fare gli interessi della scuola?”. Beh, almeno speriamo nelle buone pratiche che si posson fare localmente, speriamo che la didattica riconosca che supporti informatici, libri e quaderni son cose diverse e che l’uno non sostituisce l’altro tout court, speriamo che la didattica riconosca che i supporti “proprietari” (per esempio quelli della Apple) hanno l’obsolescenza nel loro dna e quindi una data di scadenza a 2-4 anni dalla prima uscita, senza possibilità di aggiornamento, che il software da prediligere debba essere libero da vincoli, costi e licenze d’uso, che sia possibile lo scambio e la condivisione… speriamo e veniamo smentiti, sempre.

Ad Orvieto domani inizia per la 3G della scuola media Scalza Signorelli una sperimentazione lanciata dalla azienda orvietana Vetrya in collaborazione con 3 Italia.

IPAD, uno degli oggetti che ha reso l'Apple di Steve Jobs l'azienda che fattura quanto il Belgio.
IPAD, uno degli oggetti che ha reso l’Apple di Steve Jobs l’azienda che fattura quanto il Belgio.

Trenta iPad 3 con preinstallate applicazioni sviluppate in accordo con il personale docente, per:

“contribuire ad avvicinare sempre più i ragazzi al mondo della scuola attraverso strumenti e modalità di apprendimento delle nuove generazioni”.
Katia Sagrafena, direttore generale di Vetrya.

Il progetto al via il 24 settembre con la “benedizione” della preside Anna Rita Bellini, è rivolto non a caso ai ragazzi nati negli anni novanta, i cosiddetti nativi digitali (ecco questa frase la riporto ma è una banalizzazione, la solita forma di classificazione delle generazioni che non significa davvero un bel niente. nds).

Le applicazioni sulle quali lavoreranno gli studenti prevedono non solo il supporto digitale dei “libri di testo” realizzati dai docenti in collaborazione con gli allievi, ma anche moduli didattici del corso di studi e soluzioni interattive per sessioni di formazione e comunicazione verso i genitori. In pratica, il tablet diventerà un vero e proprio strumento personale di studio, attraverso il quale sarà possibile operare grazie alla rete mobile di Tre e alla piattaforma di distribuzione di Vetrya.

Alla fine ne verrà fuori un diario di viaggio dei docenti, studenti e famiglie coinvolte nel progetto, che raccontano e mettono a disposizione tutti i materiali prodotti: ebook realizzati con i ragazzi su diverse materie, materiale didattico realizzato dagli studenti e reso disponibile anche su un canale YouTube. Infine si pensa anche all’avvio di un progetto multidisciplinare che dovrebbe portare alla realizzazione di una guida turistica di Orvieto con QR code in italiano, inglese, spagnolo.

Le mie perplessità:

  1. L’Ipad è il tablet proprietario della Apple, è privo delle connessioni standard dei computer (non ha l’USB). Perchè la scelta più chiusa e costosa?
  2. E’ alla 3a generazione il lancio del prossimo modello è già imminente.
  3. Verrà usato come libro, ci saranno sopra dei giochi a quiz didattici e la videochiamata. Delle vere “innovazioni”.
  4. Dovrai avere un contratto (oggi in sperimentazione sarà gratis, spero) con l’operatore telefonico 3.
  5. I dati ed i servizi saranno gestiti all’esterno della scuola dalla Vetrya. Questo è un bizzarro precedente, e non sono sicuro che, se vengono assegnati dei voti, una ditta che non è scuola possa farlo, men che meno che possa farlo in un’altra scuola.
  6. Alla fine faranno una raccolta dei messaggi, temi ecc… in un pdf scaricabile e metteranno un film su you tube ed guida online di Orvieto (sul cui canale qualcuno ci guadagnerà in pubblicità)
  7. Sono assicurati, che succede in caso di malfunzionamento?

E non basta! Ad oggi ci sono decine di migliaia di buone esperienze di digitalizzazione della didattica, moltissime anche in Italia e molte sono a stadi di avanzamento come l’uso di mondi virtuali, piattaforme sociali, cloud computing, self publishing, blog storming, strumentazioni CAM come le stampanti 3d e poi robotica, telecontrollo e simulazioni realistiche; il tutto senza il folle legarsi ad hardware e software proprietario.

Francamente questa piccola azione didattica potrebbe essere, speriamo, un primo passo delle scuole dell’Orvietano per aprirsi a tecnologie e buone pratiche che esistono già da molti anni, tuttavia sappiamo che, quando speriamo, veniamo regolarmente smentiti.

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2 pensieri su “IPAD – Inopportune Piccole Azioni Didattiche”

  1. Grazie per le questioni che poni, Paola, e per le critiche presentate in maniera così “costruttiva”. Certo spiace che tu non abbia capito il senso dell’articolo.

    Comunque in merito alle tue risposte tecniche ti preciso:
    Le “corbellerie” che citi erano estratte dai progetti del ministero dell’istruzione e dagli organismi europei preposti.
    Se usi il WIFI l’operatore 3 non ha senso, ergo neanche il costo USIM e quello del modello di IPAD con USIM. Parrebbe ci sia spreco.
    Siamo nell’epoca del cloud computing (da molti anni, e lo dicevo nel pezzo, lo riporto nel video), non certo in quella dell’e-book.
    IPAD mini è in uscita, spiacente, dalle fabbriche cinesi della Pegatron, nota per il mancato rispetto delle norme sul lavoro, su contratto Apple e con la scocca nera.
    Che il modello di business di Apple sia il più chiuso di tutti non lo dico io, lo dice la Apple, ed in tema di open source nel “pubblico” la questione andava almeno fatta notare e, vedo, la cosa ha urtato qualche suscettibilità.
    Quella che il servizio “distribuzione” del software sia gestito dalla società Orvietana di comunicazione era notizia stampa.

    Ci sono altri strafalcioni dovuti, immagino, all’impreparazione tecnica, ma non son qui a far di consulenza ICT.

    Sulle considerazioni che van nel personale, beh, eccome se sono genitore; in questo senso, Paola, ti sei arrogata di attaccare la persona e non i fatti presentati ne le opinioni o le domande, un comportamento, mi dicono, censorio.

    In conclusione davvero non so se sei una delle persone coinvolte nel progetto del quale esprimevo i dubbi che ho tutt’ora, nel caso lo fossi direi che hai confermato che si tratta del solito sperpero, in effetti hai confermato tutte le mie perplessità.

  2. A parte la nota faziosità di questo blog, invece di premiare l’iniziativa della Scuola media promossa da vetrya e 3 come solito fare si critica e non si costruisce mai nulla.

    Vengono formulate delle domande “al vento” e senza alcun senso.
    Tipiche di chi è abituato da sempre criticare anche le cose più logiche, che a mio parere possono far crescere e non far scrivere queste corbellerie (i “mondi virtuali”, le strumentazioni CAM, le stampanti 3d, ecc…).

    Ma veniamo a soddisfare la scienza infusa di chi predica male e pratica scrivendo altrettanto male:

    Domanda
    L’Ipad è il tablet proprietario della Apple, è privo delle connessioni standard dei computer (non ha l’USB). Perchè la scelta più chiusa e costosa?

    Risposta
    Non serve alcuna connessione standard. Le connessioni di oggi si chiamano Wi-Fi. L’USB (che peraltro iPad ha con un apposito adattatore) non serve per questo tipo di applicazioni. Siamo nel 2012.

    Domanda
    Perchè la scelta più chiusa e costosa?

    Risposta
    Quale chiusa? Esistono altri tablet con oltre 200.000 apps? Android? Costi simili. Prodotti non paragonabili. Costosa? Paghi tu? Paga la scuola?

    Domanda
    E’ alla 3a generazione il lancio del prossimo modello è già imminente.

    Risposta
    Veramente? Non lo sapevo. Lanciano un altro iPad dopo il 3°? Leggi bene. E’ il retina display. il 3°.

    Domanda
    Verrà usato come libro, ci saranno sopra dei giochi a quiz didattici e la videochiamata. Delle vere “innovazioni”.

    Risposta
    Da sempre il tablet è usato come libro. I giochi, quiz didattici e la videochiamata sono presenti da tempo (segui con un po di impegno la Apple, invece di pensare solo e sempre al mondo open source). Devve “vere innovazioni”…..quali? La videochiamata? Esiste da quando è stato inventato l’UMTS.

    Domanda
    Dovrai avere un contratto (oggi in sperimentazione sarà gratis, spero) con l’operatore telefonico 3.

    Risposta
    Quale contratto? Vedo che purtroppo non sei un genitore. Scrivi, scrivi, scrivi e spera.

    Domanda
    I dati ed i servizi saranno gestiti all’esterno della scuola dalla Vetrya. Questo è un bizzarro precedente, e non sono sicuro che, se vengono assegnati dei voti, una ditta che non è scuola possa farlo, men che meno che possa farlo in un’altra scuola.

    Risposta
    Quali dati? Non hai ben capito l’uso dei tablet a scuola.

    Domanda
    Alla fine faranno una raccolta dei messaggi, temi ecc… in un pdf scaricabile e metteranno un film su you tube ed guida online di Orvieto (sul cui canale qualcuno ci guadagnerà in pubblicità)

    Risposta
    E qui si raggiunge l’apice della scienza umana. (….sul cui canale qualcuno ci guadagnerà in pubblicità). Usi YouTube? Sai come funziona? Il modello di business non lo fa la Scuola, ne la ditta che ha promosso l’iniziativa, ne tantomeno un operatore come 3. Quanti billion guadagnerà Google con i video della Scuola di Orvieto? Questi saranno rebus che solo in pochi riusciranno a risolvere.

    Domanda
    Sono assicurati, che succede in caso di malfunzionamento?

    Risposta
    Per il mondo, per i cittadini e per chi (i pochi) che hanno il privilegio di leggere quello che scrivi credo che questo tema sia di fondamentale importanza. Che succede se sono oppure non sono assicurati? Se si guastano? Ancora una volta bisognerà chiedere al genitore.

    Dopo aver perso del tempo a rispondere a questa “Inopportuna Piccola Azione Didattica”, consiglio di combattere battaglie di ben altro tipo e non denigrare sistematicamente tutto quello che di buono viene fatto per la Città.

    Paola

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