Il motociclista dove lo metto?

Una parte interessante dell’incoming turistico della città è quello dei motociclisti. Un pubblico peculiare di viaggiatori. Sono dotati, è vero, di mezzi rombanti e fumosi, ma non rimanendo mai incolonnati nel traffico ed occupando poco spazio al parcheggio rappresentano una di quelle mobilità alternative alle quattro ruote (ed a quell’oggetto bizzarro che è il Suv) che se non incentivate almeno non andrebbero vessate, cosa che qui ad Orvieto accade regolarmente. In effetti la domanda, che  si pone il motociclista Orvietano, così come il viandante è:

Dove posso parcheggiare la moto?

parcheggiare moto in Orvieto è faccenda complessa
parcheggiare moto in Orvieto è faccenda complessa

Capita infatti che ci si debba fermare in zone dove le aree parcheggio-moto siano distanti più di un chilometro (ovvero i 5 posti moto presso San Domenico): I turisti non avendo una cartina aggiornata dei parcheggi moto certo non possono usufruirne.

Secondo il Codice della Strada si possono utilizzare i parcheggi destinati a tutti i veicoli (strisce bianche) quando non siano escluse le due ruote. Come anche i parcheggi a pagamento (strisce blu) dove non hanno modo di porre il tagliando con la certezza che il vento non glielo porti via (o che non glielo porti via l’automobilista appena arrivato).

Quando si posteggia nelle strisce bianche o blu occorre rispettare quanto previsto dallart. 157 comma 2 del Codice della Strada: il veicolo deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Non è possibile inserire la moto perpendicolarmente al marciapiede né a spina di pesce, a meno che non ci sia la relativa segnaletica stradale. Segnaletica che qui ad Orvieto costerebbe davvero poco mettere, ad esempio in rupe, in Piazza Cahen o sacrificando qualche posto auto sotto le scale a Piazza Marconi, od ancora a Porta Romana; questo per non parlare dell’ingiustificabile assenza dei parcheggi allo scalo.

Insomma pare che quello delle moto sia un problema di difficile risoluzione, e non la sciocchezza che sembra a noi comuni mortali. Sono certo che avendo la minima volontà politica basterebbe così poco…

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