Il Geotermico dell’Alfina ed il suo impatto sul territorio…

Ci si chiede come mai in Italia si è restii a qualsiasi proposta di miglioria e di progresso, anche se si tratta di proposte che contengono in se caratteri molto vicini a quanto il nostro desiderio vorrebbe incontrare. La risposta è semplice: se è troppo bello per esser vero fai attenzione, di solito c’è la fregatura. Per esempio se ci proponessero sul territorio una maggior autosufficienza energetica basata su fonti assolutamente rinnovabili e naturali, come potremmo esser titubanti dal gridare un entusiastico Siiiiii?

Impianto Geotermico

Il fatto: Nei pressi del territorio orvietano, a Castel Giorgio, la società privata Itw Lkw Geotermia Italia ha proposto la realizzazione di un’impianto pilota per lo sfruttamento dell’energia geotermica sull’altopiano dell’Alfina. Il comune ha recepito questo documento il 7 agosto rendendolo, come norma vuole, disponibile ai cittadini che faranno istanza per visionarlo. Costoro avranno poi tempo fino al 6 ottobre prossimo per depositare in forma scritta eventuali osservazioni e rilievi. Sotto la pressione dei movimenti il sindaco di Castel Giorgio ha organizzato un’incontro pubblico (negli aggiornamenti sotto vedrete com’è andata a finire)

centrale geotermica
Esempio di centrale geotermica

Coincidenze ad orologeria: a settembre c’è stato un incontro a porte chiuse tra i responsabili del progetto e l’amministrazione, inoltre il comune di Castel Giorgio, ancora memore dei terremoti del 1957 e del 1962, è stato declassato nella mappa del rischio sismico della regione; senza questo passaggio dubitiamo che sarebbe stato anche solo ipotizzabile far l’impianto.

Il precedente illustre, Latera:

Dagli appunti “GEOTERMICA, a futura memoria” dei ricercatori del Velza forum di Bolsena.

Campo geotermico di Latera; impianto “pilota” di tipo a ciclo binario; acqua dominante; temperature a 190-240°, con valore medio di 210°; 5 pozzi produttivi e 4 pozzi a reiniezione; profondità dei pozzi di estrazione o produttivi da 1450 a oltre i 2500 metri con temperature che arrivano a 350° e pressione di 400 PAm; centrale messa in funzione nel 1999.

Clic. Funziona.
Il 21 maggio 1999 a Latera si inaugura “MUSEO DELLA TERRA” Un’esposizione sulle origini culturali e geologiche del territorio attraverso documenti, testimonianze, immagini e strumenti. Presenti autorità, regionali e locali e autorità dell’Enel compreso il l Direttore Enel Energie Rinnovabili Paolo Pietrogrande. (Fonte: comunicato stampa ENEL).
Clic. Funziona? 
La centrale geotermica di Latera inquina? È quanto si chiedono i cittadini del centro dell’Alto Lazio, visto l’allarme che si sta diffondendo sulle emissioni prodotte dall’impianto……. “ (Fonte: Il Messaggero di mercoledì 21 Luglio 1999)
Clic. Funzionava.
“Ieri mattina Montefiascone si è svegliata sotto una invisibile cappa di un fetore insopportabile. Le finestre sono state richiuse in tutta fretta e la gente ha cominciato a tempestare di telefonate il Comune, la società del gas e il distretto della Asl. Solo più tardi si sono conosciute le vere cause del fenomeno che, per il timore più che fondato che possa ripetersi, non lascia la gente tranquilla. E’ accaduto che una corrente d’aria ha portato fin sul colle falisco le esalazioni di acido solfidrico e di altri gas emanate dalla centrale geotermica di Latera….. L’Enel pare che abbia installato una centralina per misurare la portata dei gas nel territorio gradolese ma l’ente elettrico rassicura che tutto è sotto i limiti consentiti dalla legge. Per Montefiascone è la seconda volta che si ripete questo strano e allarmante fenomeno e anche qui la gente non è affatto tranquilla. Intanto, una interrogazione parlamentare sulle emanazioni solforose della centrale di Latera è stata presentata da un gruppo di deputati ……” (Fonte : Il Messaggero di giovedì 22 Luglio 1999)

Non so se avete capito cosa sia successo: eruzione di gas del 21 luglio 1999; frana nel settembre dello stesso anno; eventuali e vari altri “incidenti di percorso” o anomalie tecniche nello stesso periodo.
L’eruzione produsse una nube tossica che perdurò per qualche giorno facendo respirare alle popolazioni lacustri tutto quello che si poteva respirare. I quotidiani locali dell’epoca riportano che parecchie persone si sono rivolte all’ospedale di Montefiascone per problemi respiratori, nausea e infiammazioni agli occhi, ma nello stesso tempo viene smentita la presenza nella nube tossica di elementi chimici altamente pericolosi. Però, se abbiamo messo insieme i pezzi di questo puzzle, abbiamo capito che in aria c’erano: acido solfidrico, mercurio, acido borico, arsenico, anidride carbonica (sempre presenti: il filtro per il loro abbattimento non era stato ancora messo a punto) e vari altri gas chimicamente ricombinati (come ad esempio ammoniaca, che tra l’altro ha un odore particolarmente pungente e riconoscibilissimo/fluoro: oltre 5 volte il limite consentito/ arsenico: oltre 110 volte il limite consentito/ va precisato inoltre che l’ anidride solforosa era 100.000 volte il limite consentito). Nel sottosuolo erano andate a finire, veicolate dall’acqua, le reiniezioni di sali e gas chimicamente ricombinati tra loro in quantità imprecisate ed altamente nocive che avrebbero potuto anche contaminare le falde acquifere.

Già il 15 settembre nella seduta n.668 del Senato della Repubblica -XIII Legislatura– il sen. Capaldi si rivolgeva ai Ministri dell’ambiente, della sanità, dell’industria, del commercio e dell’artigianato e per il turismo per chiedere “di conoscere: prioritariamente se le emissioni della centrale di Latera possano provocare pericoli per la salute e, se così fosse, l’immediato blocco dell’esercizio della stessa; se le strutture pubbliche interessate all’attività di controllo e monitoraggio (Ministero industria, ASL, provincia, Arpa) ricevano formali istruzioni onde consentire al sindaco di Latera, in qualità di autorità sanitaria locale, di essere informato sulla reale entità delle emissioni ed immissioni della Centrale e di eventuali conseguenze di carattere ambientale e sanitario” . Ma: “a norma dell’articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 10a Commissione permanente (Industria, commercio, turismo): 3-03062, del senatore Capaldi, sulla centrale termoelettrica di Latera (Viterbo).
Fonte: http://www.senato.it
Il 7 marzo 2000 nella seduta parlamentare n. 688 si svolge un’altra interrogazione parlamentare sull’ emissione di gas inquinanti dalla centrale elettrica di Latera. Ma…. “Il sottosegretario di Stato per l’industria, il commercio e l’artigianato, on. Turci, asserendo che il Governo ha bisogno di tempo per approfondire la questione, chiede di rinviare la risposta in altra data. Il presidente acconsente, ai sensi dell’art. 131 del regolamento.
Fonte: http://www.camera.it/_dati/leg13/lavori/stenografici/sed688/pdfs001.pdf

L’Enel-Erga vede, provvede e rassicura.
Ma……il 26 marzo 2002 la produzione viene interrotta: “l’Enel anzichè dotare la centrale di purificatori di fumi, già esistenti sul mercato, decise, unilateralmente, di chiudere la centrale adducendo che i costi per adeguarla erano eccessivi e non giustificavano il suo mantenimento operativo per scarsa remuneratività” (Fonte: inchiesta de Il Tempo del 14 maggio 2003). Nel frattempo il Comitato per la difesa della salute e dell’ambiente aveva chiesto il coinvolgimento di esperti internazionali per una perizia di valutazione sull’impatto ambientale. Lo stesso comitato sosteneva che sostanze chimiche nocive venivano reiniettate nell’acquifero ed immesse in aria senza controlli o monitoraggi. (Fonte: Il Messaggero del 7 maggio 2002)

Le denunce portano all’ istituzione di un processo a carico di Enel-Erga da tenersi presso il Tribunale di Montefiascone: il processo inizia il 9 ottobre del 2003 ma poi…..il 7 novembre dello stesso anno porta all’ assoluzione del direttore della centrale Enel di Latera, Baldacci ed del responsabile del cantiere, Neri, accusati di inquinamento ambientale in relazione all’ipotesi di immissione di gas maleodoranti nell’atmosfera. La difesa ha sostenuto la loro innocenza in quanto i miasmi maleodoranti sono continuati anche dopo che la centrale termica di Latera era stata chiusa. Per questo non potevano essere ritenuti responsabili visto che tale situazione di disagio, anche dopo la chiusura, è rimasta. (Fonte: Il Tempo del 7 novembre 2003)

(Come dire che ormai il danno era stato fatto e non era reversibile, dimostrando così la propria colpevolezza )

Nel 2004 , “…..in seguito alla forte opposizione della stessa Amministrazione Provinciale e dei Comuni che gravitano nella zona del lago di Bolsena, l’EnelGreenPower ha presentato istanza di rinuncia al progetto di riapertura dell’impianto di Latera….. Al no della Provincia si è aggiunto quello dei sindaci della zona che proprio in virtù dei rischi ambientali connessi, hanno puntato i piedi contro ogni ipotesi al riguardo. A questo punto l’Enel non ha potuto far altro che rinunciare al progetto.”
(Fonte: Il tempo)

E non è solo per i piedi puntati dei sindaci o per i no della Amministrazione provinciale, o per il Comitato di difesa di salute pubblica o per la scarsa remuneratività che l’Enel ha rinunciato alla riapertura della centrale, smantellandola…

Considerazioni sull’altopiano dell’Alfina: Dall’altopiano le ricadute di eventuali ritorni tossici in forma di nube possono raggiungere i territori circostanti sia nella direzione di Bolsena che quella di Orvieto, che… beh, date un’occhiata alla mappa qui sotto e capirete quanto sia vicino il problema. Ovviamente lo stesso dicasi per eventuali inquinamenti delle acque e per i movimenti franosi ed i microterremoti.

Testa o croce? In questi casi non si può lanciare una monetina e decidere se impegnare il proprio territorio, e quelli circostanti, ad affrontare un’avventura del genere. Non basta certo portare il professore o l’esperto compiacente a dir che si, si può fare e che tanto i terremoti non si posson prevedere. Neppure basta assicurare l’utilizzo di tecnologia all’avanguardia (sperimentali?) e di avere piani e strategie di uscita. Quello che bisogna fare è decidere con chi quel territorio lo vive e con i vicini che potrebbero esser coinvolti (è il caso, ad esempio, di Orvieto). Nessuno di noi è aprioristicamente contro, ci mancherebbe, solo che quest’azione è partita d’estate, con molti sottintesi, priva del necessario coinvolgimento della cittadinanza ed avrebbe proseguito così senza le molte denunce di cittadini informati, movimenti ed associazioni locali. Siamo lieti che il sindaco sia tornato sui suoi passi ed abbia promosso l’incontro pubblico, anche se a ridosso della scadenza dei termini. Chiediamo un rinvio ulteriore di 45 giorni per la presentazione delle controdeduzioni di parte che, anche qui ad Orvieto, riteniamo d’esser in diritto di fare, visti i precedenti, ad esempio, d’inquinamento.


I principali aspetti dell’impatto ambientale derivante dalle attività geotermiche sono sintetizzate nei seguenti punti.

• Aspetto paesaggistico – naturalistico. Relativo alla possibile modifica del paesaggio in seguito ad interventi operativi
• Inquinamento acustico. Questo aspetto si riscontra durante le perforazioni e può essere limitato mediante sistemi di insonorizzazione e sospendendo i lavori nelle ore notturne, quando necessario.
• Microsismicità. Può essere causata talvolta dalla reiniezione di fluido nel sottosuolo. Si tratta in genere di eventi rilevabili solo dai sismografi. Avere un atteggiamento cautelativo durante lo svolgimento di questa operazione, quale una scelta oculata dell’ubicazione dei pozzi reiniettori e un attento controllo del volume dei fluidi reiniettati, riduce sensibilmente la probabilità dell’evento.
• Subsidenza. Consiste nell’abbassamento del livello dei terreni superficiali che può verificarsi in seguito alla sfruttamento di un campo geotermico; è stato risolto il problema con l’adozione di un sistema di pozzi di reiniezione che ripristinano la pressione nella roccia serbatoio.
• Rischi legati alla perforazione. Sono di natura diversa, non frequenti ma possibili, i principali sono: – eruzione: violenta fuoriuscita di vapore o gas ; – eruzione vulcanica indotta: molto rara, se ne è verificata una in Islanda in seguito ad una perforazione in una zona vulcanicamente molto attiva; – eruzione freatica per vaporizzazione: indotta a piccola profondità quando la pressione del vapore del sottosuolo è superiore al peso dei terreni sovrastanti.
• Inquinamento chimico. I fluidi (acqua o vapore) relativi ai pozzi geotermici sono caratterizzati dalla presenza di gas in percentuale variabile; si tratta soprattutto di CO2 e H2S che rappresentano una costante quando si opera in aree vulcaniche. Questa caratteristica dei fluidi geotermici rende necessaria la presenza, nei cantieri di perforazione, di strumenti di rilevazione che segnalano l’eventuale fuoriuscita dei suddetti gas.
• Emissioni degli impianti geotermoelettrici. Le emissioni degli impianti geotermoelettrici sono riconducibili alla componente in fase vapore rilasciata in atmosfera dalle torri di raffreddamento, essendo i condensati regolarmente reiniettati in profondità ed i fanghi e le incrostazioni raccolti e smaltiti in idonee discariche. Le emissioni in atmosfera di alcuni tipi di impianti geotermoelettrici sono per lo più: H2S, H3BO3 (acido borico), Hg (mercurio). Le ricerche si sono concentrate soprattutto per ridurre quanto più possibile l’H2S, costituente principale delle emissioni in questione, e nel 2002 è entrato in funzione il primo impianto AMIS (Abbattimento Mercurio e Idrogeno Solforato) sviluppato all’interno dell’ENEL Green Power. Nel sistema AMIS l’abbattimento dell’H2S è ottenuto con ossidazione catalitica dell’acido solfidrico a SO2 che viene poi assorbita dall’acqua del circuito di raffreddamento ed abbattuta tramite processi che avvengono naturalmente grazie alle caratteristiche chimiche delle acque geotermiche.Il mercurio è, invece, abbattuto mediante assorbimento su carboni attivi; questo sistema permette di abbattere fino al 95% del Hg presente.”
Fonte: http://www.minambiente.it

Aggiornamento:

  • La seduta straordinaria organizzata dal comune è… beh, è andata deserta:
    Delibera di C.C. n. 39/2012-VERBALE DI SEDUTA DESERTA [Scarica]
  • La data del 6 ottobre è passata. Speriamo che le osservazioni tecniche depositate abbiano efficacia.
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