Arsenico, please

L’acqua pubblica nell’orvietano è spesso stata sotto osservazione per la presenza d’inquinanti come l’Arsenico. Vale la pena di ricordare che questa sostanza non è semplicemente tossica ma è un veleno vero e proprio.

In Italia, data la forte presenza di rocce di origine vulcanica nel territorio, la densità di questo elemento nelle acque di falda è piuttosto alta. E’ necessario quindi che chi gestisce le acque per consumo alimentare e più in generale l’acqua pubblica, sia in grado di fornire professionalità e tecnologie per limitarne l’inquinamento. Di solito in Italia si agisce sull’onda dell’emergenza ed attualmente molti comuni del circondario utilizzano il regime di deroga alla normativa vigente che impone il tetto massimo di 10 microgrammi (μg) per litro. Questa deroga permetterà l’utilizzo domestico senza limitazioni per le acque contenenti fino a 20 μg d’arsenico per litro fino al primo gennaio del 2013. Vi è una forte spinta a ridurre nel futuro il limite massimo di arsenico nell’acqua a soli 5 μg/lt considerato dalla ricerca scientifica ben più congruo. Attualmente Orvieto si attesta sui 6/8 μg/lt, con concentrazioni leggermente maggiori per chi è fornito dalle sorgenti del Sasso Tagliato, sono livelli di legge, d’accordo, ma sono borderline a quelli nell’area di pericolo e vanno ridotti ad un terzo, rapidamente. Qui di seguito la tabella del rischio in funzione della concentrazione d’arsenico:

Tra 0 e 10 μg per litro
USI

Tutti gli usi consentiti per consumo umano, incluso bere e cucinare, igiene della persona, degli indumenti e degli ambienti senza nessuna limitazione (acqua conforme al Decreto Legislativo)

Tra 11 e 20 μg per litro
USI

Tutti gli usi consentiti per consumo umano, incluso bere e cucinare, igiene della persona, degli indumenti e degli ambienti.

LIMITAZIONI

Non è possibile utilizzare l’acqua: – come bevanda per i bambini di età inferiore a tre anni e per le donne in stato di gravidanza; – per cucinare cibi per i bambini di età inferiore a tre anni e per le donne in stato di gravidanza; – per reidratare i cibi liofilizzati o per sciogliere latte in polvere o altre polveri alimentari (orzo e caffè solubile, ecc.). Le imprese alimentari devono dotarsi di impianti di potabilizzazione.

Tra 21 e 50 μg per litro
USI

Tutte le operazioni di igiene personale (incluso lavaggio denti) e tutte le operazioni di igiene domestica e degli indumenti. Preparazione di alimenti in cui l’acqua: – non sia ingrediente significativo – sia a contatto con l’alimento per tempi ridotti e venga per la gran parte rimossa dalla superficie degli alimenti (es. lavaggio e asciugatura frutta e verdura, ecc.).

LIMITAZIONI

Oltre alle raccomandazioni di cui sopra è sconsigliato bere quotidianamente e utilizzare l’acqua per la preparazione di alimenti quali brodi, minestre e minestroni o salamoie, per la cottura della pasta, la lessatura delle verdure, preparazioni cioè dove l’acqua sia elemento significativo.

Superiore a 50 µg
USI

Tutte le operazioni di igiene personale, ad esclusione dell’igiene orale e di pratiche che comportano ingestione significativa di acqua. Tutte le operazioni di igiene domestica e degli indumenti.

LIMITAZIONI

Oltre a tutte le raccomandazioni precedenti, si eviti l’uso dell’acqua per l’igiene orale e per il lavaggio, la preparazione e la cottura di alimenti.

In base al Decreto L.gsl 31/2001 il valore limite per l’arsenico è pari a µg 10 per litro, ma, fino al 31/12/2012 è stata concessa una deroga che ammette un valore massimo pari a µg 20 per litro.
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