Passeggiata Civica ArcheoNaturalistica

giornata del camminare
giornata del camminare

La Giornata Nazionale del Camminare, patrocinata dal Ministero dell’Ambiente, si svolge anche qui ad Orvieto con la complicità di nojaltri di Orvieto Civica. Quest’evento è uno stimolo, per i cittadini consapevoli, per modificare le abitudini quotidiane. L’idea è quella di avvicinarci poco alla volta al benessere psico-fisico attraverso il semplice riscoprire i nostri centri passeggiando. In effetti basta leggere gli studi dell’OMS per rendersi conto delle positive ricadute del movimento sulla qualità del vivere urbano, già per la semplice riduzione del traffico dovuta alla scelta di muoversi a piedi, in bici o con i mezzi pubblici.

giornata del camminareIl camminare in città, in particolar modo nei nostri meravigliosi centri storici, permette una riscoperta di angoli dimenticati e aiuta a riscoprire un legame affettivo con un tessuto urbano sempre più “alieno” dal nostro vivere quotidiano. Qui ad Orvieto godiamo di un’invidiabile patrimonio di sentieri e percorsi che vanno dal naturalistico all’archeologico circondando il borgo, senza considerare l’interno stesso del borgo e la stessa città sotterranea.

Per la Giornata Nazionale del Camminare il percorso Orvietano sarà l’Anello della Rupe, una passeggiata ArcheoNaturalistica lungo un percorso magnifico di circa 5 km. (1 ora e mezza) adatto a tutte le età.

Mappa dell'Anello della Rupe
Mappa dell’Anello della Rupe
La troverete in distribuzione a Piazza Cahen presso il centro informazioni o l’Edicola

Informazioni di dettaglio: 

[Estratto da OrvietoViva]

Tempo medio del Percorso (ca. 5 km) :  1 ora / 1 ora e mezza

Il percorso si snoda attorno alla rupe di Orvieto in un susseguirsi di saliscendi più o meno ripidi che delineano il perimetro del massiccio di tufo su cui si poggia la bella cittadina umbra. Nel percorso ci sono diverse entrate a seconda da dove partite. Partendo da piazza Cahen e scendendo verso il sentiero chiamato “Le Piagge” si scende lungo la strada che affianca la fortezza dell’Albornoz e si attraversa la bellissima porta Rocca.


orvieto anelloAttraversata la porta si prende verso sinistra, si scende sempre (dunque si devono ignorare le strade in salita) fino ad arrivare ad un cancello posto sulla sinistra. Da qui la strada sale, ci si trova immersi nel verde, in realtà si ha la sensazione di trovarsi in piena campagna, anzi in un bosco con alberi di castagno e profonde boscaglie. Qui la strada poi risale, con dei tratti in forte pendenza.

Dopo questo pendio si scorge una scalinata
  con una staccionata in legno. La si percorre e si arriva ad un attraversamento pedonale: è uno dei due punti in cui si deve attraversare una  strada percorsa da automobili lungo il tragitto.

Passati dall’altro lato si percorre tutta la fiancata della rupe. Camminando, sulla destra ,si scorgono i “tetti” delle antiche tombe etrusche della Necropoli denominata del Crocifisso del tufo. In questa parte di percorso il tufo assume un colore ocra forte, caldo.

La cornice è a dir poco suggestiva. I massi assumono forme imponenti, gli speroni di roccia dirompono e formano scenografie mozzafiato. Ci si accorge anche di una piccola chiesa ricavata in una grotta. Le vicende storiche più o meno leggendarie raccontano fosse il rifugio di un paracadutista americano approdatovi accidentalmente durante la seconda guerra mondiale.

Subito dopo, seguendo il sentiero battuto, si gira l’angolo e ci si trova di nuovo davanti a pareti di tufo. Questa volta però il colore è rosso, forte, denso. Ad altezza d’uomo ci sono delle colombaie (tipiche cavità scavate fin da periodo etrusco per la nidificazione di colombe) . Siamo arrivati ad un altro cancello. Lo superiamo e camminiamo accanto alla chiesa della “Madonna del velo”, appena ristrutturata.

Arriviamo fino a Porta Maggiore e ci rechiamo all’interno del Foro Boario (oggi parcheggio e parte di un vecchio acquedotto medievale che prosegue fino oltre le pendici della rupe e che si narra sia stato il secondo acquedotto a pressione atmosferica costruito al mondo) attraversando la strada per la seconda volta. Questo è un piazzale lastricato con il tufo, al di sotto del quale è stato ricavato un parcheggio multipiano. In pratica siamo sul tetto del parcheggio, il luogo dal quale si possono prendere le scale mobili o gli ascensori fino al centro di Orvieto. Dopo averlo completamente attraversato troviamo le indicazioni per continuare. Superato un piccolo borgo di case si giunge ad un altro cancello. La strada è giusta, lo sorpassiamo e ci ritroviamo in mezzo al verde.

Pochi passi dopo il panorama si apre su La Badia, un ex convento del 1200 con la tipica torre a merli. Il tufo è di nuovo la bella cornice. Qui è più chiaro, del colore dell’argilla. Forse è la parte più fragile della rupe. Si giunge in un giardino naturale fatto di boschi, rocce e naturalmente tufo. In alto si notano centinaia di colombai raggiungibili dall’interno della rupe, attraverso i cunicoli sotterranei scavati dalla natura e da antichi popoli. Giunti e superato il quarto cancello. la strada torna a salire ma la bellezza delle pareti tufacee rende curiosi di andare avanti. Qui il tufo è di nuovo caldo, ocra e i massi spesso assomigliano a volti. Sembra che ci siano decine di volti che guardano.

Dopo qualche minuto ci troviamo davanti ad una strada lastricata . E’una lunga salita al termine della quale si procede tenendo la destra. Già da qui si scorge la torre della fortezza dell’Albornoz sede dei giardini comunali e poi pareti immense di tufo alternate a ampie pareti di pietra e piccole feritoie utilizzati in epoca medievale per difendere la rupe. A sinistra si trova anche una grotta naturale contenente tronchi fossili di 320.000 anni fa. Si prosegue sotto queste pareti, con la bellezza dell’imponente fortezza a fare da sfondo. Da qui si risale una vecchia strada ciottolosa che costeggia il muraglione per arrivare al punto di partenza, ovvero Piazza Cahen.
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1 commento su “Passeggiata Civica ArcheoNaturalistica”

  1. Passeggiare è sicuramente il modo migliore di scoprire un luogo, hai tempo di osservare, di fermarti a guardare negozi o piccoli scorci che altrimenti ti sarebbero sfuggiti e devo dire che passeggiare di sera per Orvieto è uno dei ricordi più belli della mia vita.

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