Solidarità abusata

Solidarietà, forse non vi è noto, è un sostantivo che deriva dalla parola francese solidaire ed ha come suo significato principale quello etico-sociologico.

Sta correntemente ad indicare un atteggiamento di benevolenza e comprensione, ma soprattutto di sforzo attivo e gratuito, atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di un aiuto.

 Solidarietà è benevolenza e comprensione, ma soprattutto di sforzo attivo e gratuito, atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di un aiuto.
Solidarietà è benevolenza e comprensione, ma soprattutto di sforzo attivo e gratuito, atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di un aiuto.

In pochi giorni c’è stato l’alluvione, una tragedia annunciata, poi lo sciopero generale trasformato nel solito pestaggio organizzato da parte di quarantenni in tenuta antisommossa (che in premio hanno ricevuto lo sblocco del turn-over, c’è bisogno di giovani in salute per menare le mani).

Naturalmente c’è stato il solito coro di solidarietà pelosa e sbavosa.

Chi è solidale con l’agente scivolato sul sangue altrui, chi è solidale con l’incapace al comando che ha causato gli scontri ed adesso sarà inquisito e contemporaneamente promosso, chi è solidale con chi ha perso tutto e promette e prometterà sostegno fino alle elezioni.

Uno schifo dopo l’altro. Si stanno perdendo di vista le comuni cause d’incapacità politica che sottendono a tutto questo e contemporaneamente viene chiesto uno schierarsi con o contro come se fosse etico e lecito lo stesso permettersi di chiederlo. Ebbene NO!

Non chiedetemi di esprimere solidarietà
a chi ha saccheggiato il territorio
a chi ha guadagnato sull’emergenza
a chi sapeva e non ha detto
a chi si berrà le promesse elettorali dei soliti noti
a chi ricomincerà e ricostruirà pur sapendo che se non si cambia succederà di nuovo
a chi è venuto con la divisa antisommossa a difendere il potere dagli studenti che chiedono di studiare
a chi spara i lacrimogeni in faccia a lavoratori che chiedono di lavorare
a chi deride in tv le mamme che chiedono di crescere i figli
a chi ha nei suoi appetiti donne che chiedono di non essere oggetti
a chi accusa ingiustamente quegli affamati che chiedono di mangiare
a chi respinge popoli che chiedono di emigrare dalle guerre.
a chi subisce un attentato ma quelle guerre le causa, le foraggia, ci si arricchisce
Non chiedetemi di esprimere solidarietà
a chi difende in armi un cantiere in montagna pagato bene a mazzette.
Non chiedetemi di esprimere solidarietà a chi pesta un ragazzino di 10 anni
Non chiedetemi di essere dalla parte del forte, soprattutto quando non è nel giusto.
Se siete così senza vergogna da osare chiedere quest’ingiustizia non meritate posti di potere, sarà un piacere ricordarvelo ad elezioni fatte.

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