Il candidato sindaco si elegge online (ed anche il programma)

Forse si voterà ben prima del prossimo anno, od almeno così si dice in giro.

silvio - la nazione 1 marzo 2013In ogni caso ci arriveremo pronti, i progetti ci sono eccome, così come un programma generale in continuo divenire che si arricchisce di giorno in giorno e che viene sviluppato dagli attivisti, originariamente per gruppi di lavoro, ma consolidata questa base si procede via internet in forma di Democrazia Digitale, quale nuovo metodo di partecipazione politica. Lo stesso candidato Sindaco ed i candidati consiglieri non sono ancora stati proposti in “rete”.

Si parte dalle famose 5 Stelle del MoVimento: Acqua Pubblica, Sviluppo Sostenibile, Trasporti e Mobilità alternativa, Connettività per tutti ed infine l’Ambiente che da nostro alleato può, se troppo sfruttato, dimostrare la propria brusca reazione come il caso dell’alluvione del 12 novembre ha voluto ricordaci, per fortuna senza far vittime.

buoni-propositi12Insieme, sin dal primo “aperitivo civico” qui in Rupe, abbiamo delineato in mente piani turistici, un’azione di recupero dell’ex caserma, un piano ciclabili formidabile, marchi locali, recupero del Crescendo ed azioni simili a quelle che Pizzarotti ha proposto a Parma per riportare nella gestione pubblica di qualità, pur mantenendo vive le collaborazioni con le associazioni, alcuni dei beni che si vorrebbe terziarizzare, e mi riferisco ad esempio ai palazzi storici. Se eletti partiremo sicuramente dal bilancio partecipato, che la cittadinanza possa scegliere con un clic responsabile se destinare dei fondi in più ad asili e scuola od all’ennesimo cambio di viabilità. E poi trasparenza degli atti dirigenziali, ridurre tutte le partecipate, recuperarne le competenze. Abbiamo mezzi e capacità, riduciamo questi sprechi e guardiamo oltre, per attrarre lavoro, turismo e sviluppo in piena sostenibilità.

Non possiamo fare a meno di considerare che viviamo una crisi territoriale tremenda che si aggiunge ai problemi nazionali. Ciò che vediamo è commercio strozzato, turismo in calo verticale, mancanza di punti d’aggregazione e di socialità, un tornare continuo, schizofrenico ed incomprensibile sulle decisioni precedenti come per la viabilità della rupe, per il piano parcheggi, per i costi e le tariffe, un’assoluta mancanza di trasparenza nelle decisioni, un’emorragia di consiglieri ed assessori, l’assenza dal piano città nazionale, la sordità della burocrazia, i costi del nido e l’eliminazione della valutazione dell’ISEE, le scuole fatiscenti, i traporti pubblici sempre più scarsi, la mancanza di peso verso le istituzioni sovracomunali, i giovani che van lontano a portare energia e capacità per farle fruttare meglio che qui, i troppi alberghi e negozi chiusi e tutte quelle considerazioni che una persona che vive e che lavora ad Orvieto, di qualunque estrazione politica sia, è sempre costretta a fare. A ciò si aggiunge una visione, una progettualità che non pare avere orizzonti distanti, ne a medio termine, ma solo a breve, solo con le logiche emergenziali, questo impedisce a famiglie, commercio, alla stessa industria di partecipare attivamente all’armonia del territorio, ai flussi di lavoro, all’economia locale, ai rapporti con i territori vicini, alla sostenibilità, allo sviluppo, alla (de)crescita.

Bisogna invertire la rotta, non si può continuare a navigare a vista.

Stay tuned, restate collegati…. ne vedrete delle belle.

 

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