Interessi privati e pubbliche virtù

Respiro…

Respiro aria pulita, tra gente felice, tra le argentine risate ed il piacevole brusio dei ragazzi che commentano la partita della squadra del cuore mentre vanno a giocare con i colori della propria zona. Supero i bimbi che mano nella mano vanno a piedi alla scuola pubblica vicino casa, al bar ci si saluta, si parla al presente ed al futuro, quasi mai al passato, saluto e vado via che il lavoro non aspetta, via mail oggi devo mandare la conferma all’ufficio delle tasse che loro non mi abbiano sbagliato il conto dell’INaCo, da quando c’è l’Imposta Nazionale Collettiva si fa così. A pranzo il ragazzo del forno ci porta panini, primi ed insalate a km zero, in contenitori biodegradabili (sponsorizzati da una locale azienda ma va bene così).

Sognando un mondo possibile...Il tablet ronza videochiamate e condivisioni di documenti, in ufficio la stampante 3D sforna un prototipo ogni 3 minuti della nuova valvola che abbiamo brevettato (riutilizzabile, segnala le perdite da sola utilizzando IoT (Internet of things, l’internet delle cose e basata sull’hardware open source “arduino” fatto dagli Italiani e diffuso in tutto il mondo), il brevetto adesso non è più una privativa di 20 anni, ma solo di 3, e per i successivi non garantisce esclusiva ma solo rivendicazioni economiche, non più grandi marchi che per anni bloccano il sistema, anzi interi settori industriali hanno ripreso a lavorare dopo che la crisi e la demotorizzazione hanno di fatto innescato la decrescita, che fu però meno felice di quella proposta da Pallante; non rifaremo lo stesso errore, si riprende a vivere e lavorare, senza la frenesia e la crescita fine a se stessa, è così che è scritto nel nuovo trattato Europeo, spinto dagli Italiani a 5 Stelle ed ormai accettato anche dalle forze più massimalistiche dei luoghi dove la democrazia diretta non è ancora cosa fatta.

E’ così che funziona, si vive, ci si contamina gli uni con gli altri, ci sisostiene e si spinge rapidamente verso un futuro migliore, verso l’efficenza, il riuso, la lotta all’obsolescenza (i prodotti devono essere garantiti per 5 anni e compatibili con ricambi standard, ed accessibili con un pinza e cacciavite), i rifiuti sono quasi azzerati, le case hanno la circuitistica che stacca la corrente agli apparecchi sulla linea bianca quando sei fuori casa, il frigo e l’orologio sono nelle prese rosse che restano in corrente anche quando sei via ed addio ai costi di Stand by. L’acqua è tornata pubblica, con la bolletta arrivano le analisi certificate da enti estratti a caso nelle altre regioni, si costruisce solo a volumi zero, si recuperano i distretti produttivi di una volta, le ceneri tossiche degli impianti d’altri tempi sono state raccolte, trattate ed inglobate in resine inattivanti, la produzione agricola si divide in tradizionale (praticamente esclusivamente biologica) e derivata (specie transeniche e mutanti), le due filiere sono rigidamente tenute separate e dichiarate in etichetta. La mobilità personale non è possibile nei grandi centri, è però sostituita con un’immensa presenza di mobilità pubblica, metropolitane sotterranee e di superficie sono sempre aperte e, semplicemente, sono gratuite, gli orari di apertura degli uffici e delle scuole sono elastici e graduali così non ci sono punte di utilizzo dei servizi. Gli autobus ed i tram turistici hanno invece il biglietto, ma i residenti le uscano gratis.
Non se sognare questo od altro per un domani non troppo lontano ancora siano rappresentazioni di pubbliche virtù, ma una cosa è certa: se lavoro per almeno avvicinarmi ad ottenere tutto questo, mettendoci la faccia, il cuore e quel talento che potrei avere, ebbene io so che sto facendo anche il mio di interesse, personalissimo e privato che sia. Perchè è così che funziona, se è qualcosa di buono per tutti, lo è anche per te che fai parte di tutti, e dovresti saperlo già se lavori, se studi, se sogni… se vivi.

Silvio Torre

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