Mister smith va a Roma – # occupycamera

Nel 1939 Frank Capra, il regista del più famoso “la vita è meravigliosa” che la Rai rimanda ogni Natale, prova a portare i buoni sentimenti in politica, ha girato il film “Mr. Smith va a Washinton” che ricorda moltissimo la situazione odierna per la quale il MoVimento 5 Stelle va ad occupare le camere, simbolicamente, nella protesta #occupycamera.

Mister Smith va a WashintonLa storia è più o meno questa [testo riportato da wikipedia]

Per opera di un gruppo di finanzieri e politicanti è stato presentato al Senato di Washington il progetto di una diga la cui costruzione consentirebbe dei lauti guadagni agli interessati. Accade che uno dei senatori che rappresentano lo stato in cui dovrebbe costruirsi la diga muoia. A sostituirlo viene scelto dai maneggioni certo Jefferson Smith, giovane onesto, ingenuo, lontano dalla politica, che i politicanti confidano di poter muovere a loro agio. Sennonché a Smith, che ignora l’intrigo, viene in mente di presentare un disegno di legge per la costruzione di un campo nazionale di boy-scouts proprio sulle rive del fiume sul quale dovrebbe sorgere la diga. Gli affaristi ricorrono a tutti i mezzi per neutralizzare l’opposizione di Smith e, infine, per liberarsi di lui, l’accusano di disonestà e propongono la sua espulsione dal Senato.

Smith prende la parola per difendersi e smascherare gli avversari e continua a parlare (leggendo brani della costituzione ndr) per ventiquattr’ore di seguito, finché esausto, vinto dalla fatica e dal disgusto, cade svenuto. Ma la battaglia è vinta; il suo più fiero accusatore, oppresso dal rimorso, smentisce sé stesso e proclama la propria indegnità.

Il lieto fine del film è nel pieno stile Capra, ma a ben guardare alcuni critici vi hanno individuato una forma di messaggio amaro, presente anche in altri finali del regista. La facilità è troppo ovvia, quasi banale, tanto da sembrare ambigua e posticcia: la storia è infatti pessimista fino all’ultima sequenza, quando improvvisamente e senza una logica apparente le cose si capovolgono, in maniera poco verosimile e quasi miracolosa (la confessione). Lo spettatore può quindi scegliere: credere al finale e continuare a sognare, oppure considerare realisticamente quanto visto, arrivando a confrontare il mondo reale e quello che dovrebbe essere.

Del resto Smith era da solo a leggere la Costituzione, e contro aveva la struttura dell’America già pronta alla guerra mondiale. Qui siamo in Italia, siamo in un’altra epoca e non c’è un solo signors Smith oggi in Parlamento a leggere la Costituzione… vero?

Silvio Torre

Restate sintonizzati e continuate a seguirci sui Social e sui MeetUp:

Annunci