La tele s’è rotta…

Telecomando, caffè fumante, clic, il puntino rosso si spegne e lo schermo prende vita…
Urla, strepiti, cambi e abbassi il volume che i vicini ancora dormono, inizia lo zapping, finti scandali, reality fatti di persone che nella realtà non incontri mai, film di vent’anni fa, l’ennesima replica della “casa nella prateria”, un calciatore inglese sputa sentenze su cuochi e tradizioni, un vecchietto da lezioni di stile andando vestito come negli anni ’30, col telecomando ti cerchi le news ed ecco le solite polemiche, il solito antifascismo sbandierato a parole da chi va a fare il governo con gasparri e soci, il solito integralismo della casta fatto di slogan per caricare gli animi di tutti contro tutti. La solita farsa sul “non c’è stato un fascismo buono”, ovvio, non c’è stato un fascismo buono, siamo ancora a questo? Siamo ancora a pescare una frase sulla bonifica delle paludi pontine che fu fatta nel ventennio e prenderla per “posizione politica”? Emilio-Fede
Si forma il nuovo governo con Letta, quello PD non lo zio, le consultazioni con il MoVimento 5 Stelle vanno in diretta streaming (cioè su internet) e la televisione le rilancia infinite volte con i commentatori più assurdi e disparati a commentare quanto è più bravo a parlare e com’è profondo la voce del giovane Enrico (PD) nipote del Gianni (PDL) comunicatore di razza. Ma nessuno che parla dei fatti e dei contenuti. Anzi il continuo travisare ed alterare le notizie, per passare informazioni verosimili piuttosto che vere, impoverendo i contenuti semplicemente anticipandoli con smorfie ed aggettivi squalificanti ci porta a pensare “Ma è giornalismo questo? Non sarà che erano più limpidi e chiari i tempi di EMILIO FEDE!”.

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