Agli avvelenatori di cani

Cani,

Per alcune persone sono amici di giochi dei loro figli, per altri un vero e proprio membro della famiglia, c’è chi lavora con l’aiuto di questi quadrupedi ed addirittura chi sostiene progetti di pet therapy nei quali i cani aiutano dei malati a recuperare il compromesso stato di salute. Sono nostri accompagnatori da millenni, facevano la guardia alle nostre case e sostenevano il lavoro dei pastori, e lo fanno ancora.I nostri amici animali

A volte sono semplicemente una fidata compagnia, a volte di più. E la cosa è talmente connaturata alla nostra evoluzione sociale che le nostre leggi contemplano tutele speciali e status particolare per le categorie di questi animali d’affezione.

Purtroppo alcuni criminali continuano a farne rappresaglia in una furiosa lotta territoriale e vigliacca ripicca usando come arma i cosiddetti bocconi avvelenati: polpette contenenti ogni sorta di avvelenante oltre a rottami di vetro e metalli taglienti atti a ferire, storpiare ed uccidere con atroci tormenti queste creature.

Noi vogliamo una società sana, pacifica e giusta, in cui chi medita, programma e realizza questi crimini crudeli sia perseguito non solo penalmente ma anche, e lo immaginiamo miglior deterrente, costretto pagarne i danni, economicamente e/o con lavori sociali, non solo alle persone direttamente coinvolte ma anche alla società territoriale ospitante; su questo, per Orvieto, presenteremo un progetto ed una proposta che sia modello anche per altre città.

Ordinanza del Ministero della Salute attualmente in vigore (estratto):

“E’ vietato a chiunque utilizzare in modo improprio, preparare, miscelare e abbandonare esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze tossiche o nocive, compresi vetri, plastiche e metalli o materiale esplodente. E’ vietato inoltre, la detenzione, l’utilizzo e l’abbandono di qualsiasi alimento preparato in maniera tale da poter causare intossicazioni o lesioni. Il proprietario o il responsabile dell’animale deceduto a causa di esche o bocconi avvelenati deve segnalare l’episodio alle autorità competenti tramite il medico veterinario che emette la diagnosi di sospetto avvelenamento. Le operazioni di derattizzazione e disinfestazione, eseguite da imprese specializzate, dovranno essere effettuate con modalità tali da non nuocere in alcun modo alle persone e alle altre specie animali non bersaglio e sono pubblicizzate dalle stesse ditte tramite avvisi esposti nelle zone interessate con almeno cinque giorni lavorativi d’anticipo. Gli avvisi devono contenere l’indicazione di pericolo per la presenza del veleno, gli elementi identificativi del responsabile del trattamento, la durata del trattamento e l’indicazione delle sostanze utilizzate.”

Annunci