Il Belvedere a pezzi

Sulla strada statale Umbro Casentinese c’è il “Belvedere” che è tanto costato alle tasce degli orvietani.

Chi c’è stato sa che sta cadendo letteralmente a pezzi. Non è una banale questione di decoro urbano resa pomposa notizia in mancanza d’altro, non è l’erba d’estate che cresce rapida od un palo dell’illuminazione danneggiato dai lavori di manutenzione stradale.

collage belvedereNossignori, ci sono crepe nella pavimentazione e nella struttura, distacchi del terreno dai manufatti e tutti quei segnali premonitori di gravi problemi strutturali e rischi per il bene e, speriamo di no, per la cittadinanza ed i visitatori.
Il M5S di Orvieto doverosamente segnala il problema all’autorità il problema ed interroga sindaco ed assessore competente sulle responsabilità e sulle azioni per rendere nuovamente fruibile e proficuo il Belvedere.

interrogazione belvedere
Qui di seguito il testo dell’interrogazione:

All’assessore al Patrimonio Avv. A. VINCENTI

Al Sindaco

Al pres. del Consiglio Comunale

OGGETTO: Interrogazione a risposta orale “Belvedere di Orvieto: quali prospettive?”

Premesso che

  • Nel 2005 è stata siglata la Convenzione tra la Fondazione ed il Comune di Orvieto per la gestione del “Belvedere di Orvieto”, struttura realizzata dal Comune con il contributo esclusivo della Fondazione su un terreno donato dalla Fondazione stessa situato al km 24+800 della Strada Statale Umbro – Casentinese.

  • Il primo 1° marzo 2009 la stampa locale titolava “Riapre la terrazza di Orvieto su Orvieto” descrivendo così l’evento. “Il Belvedere di Orvieto ovvero punto di informazione turistica e di ristoro all’insegna della piacevolezza della vista e del gusto, realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e gestito dalla società strumentale Orvieto Arte -.Cultura – Sviluppo Srl. Luogo di incontro intorno al quale ruoteranno anche quest’anno i sapori e i profumi tipici della nostra terra oltre ad una serie di appuntamenti dalla primavera all’autunno 2009. Riapre infatti la struttura situata al km. 24+800 della Strada Statale Umbro-Casentinese, una delle maggiori direttrici del flusso turistico cittadino, con un transito di circa 70.000 viaggiatori stranieri ogni anno.”

preso atto che

  • Nel 2011, concluso il rapporto con il gestore, il Belvedere di Orvieto è rimasto chiuso al pubblico in attesa di essere inserito nell’ambito dei siti che sarebbero dovuti essere gestiti dal Palazzo del Gusto, con destinazione d’uso quale location per eventi all’aperto, nell’ambito del progetto di riqualificazione della struttura sulla base del Protocollo d’Intesa siglato nel 2011 tra la Fondazione, il Comune di Orvieto e la Provincia di Terni.

  • In data 18 giugno 2011 l’ass. Marco Marino rispondeva ad interpellanza a firma Belcapo e Gialletti inerente i motivi della successiva chiusura al pubblico del bene con tali parole “per quanto è al momento di mia conoscenza avendo avuto diversi momenti di confronto con fondazione CRO, la struttura è rimasta di proprietà della fondazione. Vi è stata una regolare gara di appalto per la gestione del bene che, non mi risulta che non sia aperta al pubblico. Se lo è al momento, forse per lavori tecnici e di ristrutturazione. Non dipende comunque dal Comune. Mi accerterò e mi riservo una successiva comunicazione anche per iscritto”

  • In data 15 ottobre 2012 il consigliere Gialletti poneva nuova interrogazione in cui esponeva lo stato di abbandono del bene tornato alla gestione comunale con queste parole “essendo tornato alla completa gestione comunale, si registra un notevole stato di abbandono e di incuria che tralascia ed ignora la funzione propria del Belvedere, quella cioè di favorire la scoperta di tutto ciò che Orvieto propone ai cittadini e ai turisti che ogni giorno arrivano nella nostra città”.

Verificato che

a seguito di ispezioni eseguite personalmente dal consigliere interrogante si è rilevato oltre lo stato di degrado e di abbandono anche la fessurazione verticale (crepe) nella sezione nord della struttura, la fessurazione della pavimentazione nel lato nord della struttura, l’abbassamento del suolo in queste aree ed il distacco del terreno dai marciapiedi e massetti ad est della struttura in quello che sembra un lento movimento franoso (creeping soil o downhill creep) verso valle, nella direzione della rupe.

Pone formale interrogazione

alle S. V. chiedendo quale ente si stia occupando della manutenzione di detta area, qual’è la condizione attuale di sicurezza o rischio per i visitatori e quali prospettive di valorizzazione sono attualmente allo studio per rilanciare e salvaguardare il bene e l’investimento fatto dai cittadini.

In attesa di un pronto riscontro l’occasione ci è gradita per augurare buon lavoro e porgere

Distinti Saluti

Cons. Avv. Lucia Vergaglia

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