12 novembre, secondo anniversario

Sono passati due anni dall’alluvione del 2012.

Potrà accadere ancora?
Potrà accadere ancora?

Da allora tanti annunci, tanti soldi stanziati, tanti rimpalli di responsabilità tra uffici e tra politici. Nessuna indagine, nessun inquisito, nessuna sicurezza. Come se il fiume non avesse mai scavalcato ponte ed argini, come se tutto sommato dato che non ci sono stati i morti in fondo va bene così. Una nuova normalità che negli ultimi anni qui in Umbria, con i suoi recenti eventi alluvionali “non ordinari” (2005, 2008, due nel 2010, 2012 e 2013 ), e le sue tre emergenza siccità (2003, 2007, 2012) è ormai percepita come consuetudine. E poco importa che climatologi e metereologi confermino per il futuro un aumento in frequenza ed intensità di questi eventi “estremi” e che il solo impatto economico diretto, a seguito delle alluvioni di questi ultimi 10 anni, sfiora il miliardo di euro (tra danni e perdite al patrimonio pubblico e privato). Tutto ormai viene considerato normale, lo sappiamo, lo sanno quelli dei comitati locali ed i tanti cittadini. Sanno tutti che gli eventi si ripeteranno, non sanno quando, non sanno come, ma sono coscienti, tutti, che torneranno a ripetersi.

Altrove già piove di nuovo, è normale, si sa, e la gente in altre regioni ci muore per via di un argine di polistirolo disgregato da un fiume come i giocattoli dei bambini, e di nuovo il minuto di silenzio per le vittime e di nuovo la colpa e del dissesto, mai di un politico o di un progettista, di un professore che ha dato il via libera, della commissione apposita di scienziati, come la “Grandi Rischi” tutta assolta a L’Aquila (ma allora perchè convocarla e pagarla? Perchè decidere sulla scorta di opinioni di cui non sono responsabili?).

E’ così in tutta la nazione ed Orvieto non fa eccezione, la resa sembra istituzionalizzata. Sappiamo che il Paglia può esondare così le istituzioni, per star tranquille, sanno telefonare un allarme a centinaia di famiglie ed aziende e poi facciano quel che vogliono, vadano da amici e parenti, vadano nei due centri di accoglienza, vadano mentre il fiume travolge un territorio trascurato e protetto solo sulla carta.

Noi però non ci arrendiamo, e non vogliamo che le istituzioni ribaltino responsabilità e colpe sui cittadini per poi gridare all’emergenza ed all’imprevedibilità, per poi parlare di “calamità”. In occasione di questa giornata chiediamo all’assessore Custolino ed al Sindaco Germani d’intervenire in commissione e spiegare perchè i soldi stanziati non sono serviti a completare le opere di messa in sicurezza e quali azioni il Comune intenda porre in essere a tutela dei propri cittadini.

E’ doveroso non lasciar sopire la faccenda con il solito inutile minuto di raccogliemento e con le parole di solidarietà, è doveroso mettere in sicurezza il territorio, è doveroso chiarire la catena delle responsabilità.

Gruppo Consiliare M5S Orvieto

Qui di seguito il testo dell’interrogazione

Al Sindaco Germani, resp. Prot. Civile
All’Ass. Custolino, politiche di “Area Vasta”

Al pres. del Consiglio Comunale
Loro Sedi

OGGETTO: Interrogazione a risposta in commissione “12/11: a due anni dall’alluvione”

Premesso che

  • negli ultimi anni qui in Umbria, sono stati numerosi gli eventi alluvionali “non ordinari” (2005, 2008, due nel 2010, 2012 e 2013 ), e le sue tre emergenza siccità (2003, 2007, 2012)

  • il 12 novembre 2014 ricorre il secondo anniversario dell’esondazione del Paglia e del Chiani;

Considerato che

  • climatologi e metereologi confermano per il futuro un aumento in frequenza ed intensità di questi eventi “estremi” a fronte invece di un ridotto apporto totale d’acqua. Meno piogge ma molto più violente;

Ricordato che

  • che il solo impatto economico diretto, a seguito delle alluvioni di questi ultimi 10 anni, sfiora il miliardo di euro (tra danni e perdite al patrimonio pubblico e privato. (Fonte: Centro Funzionale Decentrato – Regione Umbria)

Pone formale interrogazione a risposta in commissione

alle S. V. chiedendo al Sindaco Germani, quale responsabile di Protezione Civile, cosa si sia fatto e cosa si debba ancora fare per la sicurezza idrogeologica dei cittadini e della città, ed al responsabile di Area Vasta, ass. Custolino, notizie in relazione ai lavori previsti e non completati ed ai soldi stanziati e non spesi per l’assetto idrogeologico orvietano anche da altri enti. In tal senso si prega di informare anche sulle intenzioni dell’Amministrazione cittadina per superare l’impasse ovvero se l’Amministrazione reputi che lo status quo rappresenti la migliore delle condizioni possibili.

In attesa di un pronto riscontro l’occasione ci è gradita per augurare buon lavoro e porgere

Distinti Saluti

Cons. Avv. Lucia Vergaglia

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