Osservatorio permanente sulle dipendenze

Soddisfazione per l’inclusione all’unanimità della portavoce M5S Lucia Vergaglia all’Osservatorio Permanente sulle Dipendenze.

L’Osservatorio è una delle politiche comunali di area vasta e copre l’intera Zona Sociale 12 della Regione Umbria, ovvero l’area dell’Ufficio della Cittadinanza che ha come capofila il Comune di Orvieto.

Assieme agli altri consiglieri orvietani, Martina Mescolini, Tiziano Rosati, Claudio Di Bartolomeo e Roberta Tardani ed i partecipanti dei comuni di Allerona, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Monte Gabbione, Monteleone di Orvieto, Parrano e Porano, da quest’anno, affronterà le attività dell’Osservatorio che non si limiteranno più alle sole tossicodipendenze ma, anche, ai nuovi e gravissimi risvolti sociali delle new addictions, le dipendenze comportamentali.

vittoria-osservatorio-dipenL’impronta che noialtri proveremo dare all’Osservatorio parte dall’attualissimo lavoro di Francisco Alonso-Fernandez del 1999 sulle dipendenze sociali, o legali, e quelle antisociali e punta ad agire sui tre livelli di osservazione, risposta e proposta.

E’ importante partire circoscrivendo i fenomeni comportamentali socialmente accettati e culturalmente comprensibili come il consumo di droghe legali (tabacco, alcol, alcune specifiche categorie farmacologiche, doping sportivo ove permesso etc.) ed altre attività normalissime come il mangiare, lavorare, fare shopping (anche online), giocare, guardare la televisione, dare la caccia allo sconto, telefonare, l’utilizzo dei social network ecc. che possono sfociare in comportamenti compulsivi incontrollabili divenendo vere e proprie dipendenze, tali da avere risvolti ed impatti sociali ancor più che personali.

Sono già ampiamente circoscritte in ambito normativo le dipendenze da droghe (oppiacei, cocaina ed altre sostanze pricotrope) e le vere e proprie manie di compiere attività illegali (rubare, incendiare, vandalizzare, knockout game,  stuprare, ecc.) tuttavia,  Alonzo-Fernandez, ci indica le nuove forme di dipendenza, quelle senza droga, quali legate ed accellerate dall’innovazione tecnologica e dalla nuova civiltà dei consumi e della competizione che, da una parte, genera stress, alienazione e noia e dall’altra stimola la tendenza all’immediata gratificazione, fornendo al tempo stesso, e qui è la novità, gli strumenti e le opportunità.

La valutazione è che nel processo necessario e positivo del progresso tecnologico le abitudini delle persone e delle comunità possano cambiare, ma altrettando accade nella capacità di resistenza e nella qualità della risposta in situazioni patologiche.

Per capirci partiamo da internet, proprio uno dei punti di riferimento del MoVimento 5 Stelle, che viene definito in una grande varietà di modi e per ciascun gruppo sociale od individuo ha utilizzi e significati diversi. E’ certamente un efficace strumento di lavoro, di svago, di socializzazione, ma può anche assumere, ad esempio, il valore di un realtà parallela o alternativa a quello reale, nel quale il soggetto può sperimentare nuove forme di comunicazione o relazione (ad esempio nei giochi online e nei social network, usando la propria personalità od interpretandone altre con i cosiddetti avatar), che, ove sia già presente la condizione patologica, o la sensibilità a sollecitazioni patologiche, amplificano disagi personali, che certamente nascono da problematiche più profonde e nascoste. Quest’aspetto della rete (come della tv o delle relazioni con specifici gruppi sociali come, ad esempio, le sette) non è un male in se, ma permette la condizione ad alcune patologie di esprimersi più compiutamente e manifestatamente. Naturalmente questo è solo uno dei punti di contatto con, ad esempio, il gioco d’azzardo, ormai accessibile anche sui telefonini, in ogni bar ed in sale gioco che pubblicizzano vincite milionarie. Non permetteremo quindi che quest’importante strumento che Comune e Regione hanno messo a disposizione dei cittadini diventi, come succede altrove, un semplice altoparlante per demonizzare questo o quell’atteggiamento o tecnologia, confondendo la causa con l’effetto; secondo noi l’Osservatorio deve effettuare un testardo, tignoso e costante lavoro di osservazione, risposta e proposta.

Osservazione: l’Osservatorio decodificherà queste situazioni sulle varie parti del territorio, nelle tante stratificazioni sociali, economiche e di storia e tradizione locale. In questo c’è parte del nostro impegno. L’altra parte è nel contributo al combattere queste situazioni; infatti ormai il campo di battaglia contro le dipendenze personali, soprattutto per il risvolto sociale che queste hanno, si svolge a tutto campo. Noi, con i mezzi che abbiamo, faremo la nostra parte di osservazione,  analisi, ascolto, studio e reportistica.

Risposta: sappiamo che nelle nuove dipendenze la spinta psicologica costringe, in maniere malsane, alla ricerca dell’oggetto o dell’attività senza i quali l’esistenza stessa perde di significato per l’individuo che lascia, progressivamente, da parte tutto il resto. Noi vorremmo delle comunità di individui che si sentano inclusi, parte di un tutto e che possano liberamente scegliere di partecipare con gli altri, ove possibile, alla crescita comune. Le dipendenze limitano anche queste libertà. In quest’ambito proporremo delle iniziative informative, formative, di approfondimento ed, ove necessario, sociosanitarie. Questa è la parte attiva e di risposta al problema.

Proposta: infine ci proponiamo proattivamente di istruire una serie di capisaldi e linee guida per le azioni amministrative e di governo tali da ottenere un ecosistema sociale sempre meno sollecitato ad inseguire ossessivamente risultati e prestazioni, dove la libertà personale non sia confusa con l’arbitrio o sia prevalente quel “ribbellismo conformista” che spinga violare specifiche regole per dimostrare un qualcosa come la diffusione dei video delle malefatte su internet od il cyberbullismo. Un ecosistema urbano vivibile in cui le occasioni di accedere e contattare, o peggio di esser chiamati e contattati, da proposte che diano dipendenza possa essere, in modo legale e conforme alle esigenze della cittadinanza, limitato e gestito. I primi passi saranno certamente nelle iniziative contro le Ludopatie data l’evidente ampiezza e pervasività del fenomeno, anche alla luce dei recentissimi provvedimenti discussi ed approvati all’unanimità dalla nostra assise comunale e, nota incoraggiante, provenienti dai più diversi schieramenti e forze politiche. Questa sarà l’attività dedicata alla proposta sociale e culturale che questa istituzione, a nostro avviso, potrà fare.

I colloqui per attivare quest’Osservatorio sono partiti stamattina, negli uffici del Comune di Orvieto. C’era il sole ed è un buon giorno per iniziare.

In bocca al lupo alla nostra Lucia, e grazie a tutti coloro che vorranno partecipare.

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