Lupi: pericolo o risorsa?

Uomini e lupi, una convivenza quasi impossibile in realtà rurali, una sfida per ogni amministrazione che si rispetti ed Orvieto, con i suoi 250 chilometri quadrati di superficie per lo più coltivata o boschiva e con le sue microfrazioni di pochi abitanti, è uno dei luoghi del centro d’Italia dove la politica può davvero dimostrare se intende incidere o subire passivamente delegando ad altri enti la responsabilità.

lupi

In tal senso, avendo ricevuto molte segnalazioni e, soprattutto, proposte di soluzioni dalla cittadinanza, viene a porre la questione “Lupi: pericolo o risorsa?” al Sindaco Germani con una formale interrogazione su come intenda affrontare la questione della presenza di questi predatori selvatici sempre più spesso nelle cronache locali.

Infatti la tanto attesa ripresa delle attività rurali, come l’allevamento, è vincolata non solo dalle recenti vicende delle aumentate tassazioni ma anche da questa minacciosa presenza. Come proteggere e tutelare i legittimi interessi ed al tempo stesso rispettare l’ambiente e la fauna selvatica protetta? Come rispettare l’ambiente e la fauna selvatica al tempo stesso? Come evitare i conflitti con la consueta attività venatoria?

La nostra interrogazione, anche ad una lettura superficiale, contiene in se delle soluzioni secondo noi praticabili ed intorno alle quali trasformare la presenza degli ormai rarissimi Lupi in una simbiotica risorsa. Tuttavia noi siamo una forza di minoranza ed a noi il compito è quello di suggerire, proporre, denunciare e controllare mentre al Sindaco ed alla Giunta va il compito ben più arduo di amministrare nel rispetto delle normative con l’obbiettivo del miglior governo possibile del territorio e della società dei cittadini, attendiamo quindi la posizione di chi ha tale responsabilità con un atteggiamento di totale apertura.

Qui di seguito il testo dell’interrogazione.

Al Sindaco Dott. Giuseppe Germani
Al pres. del Consiglio Comunale
Dott. Angelo Pettinacci

OGGETTO: Interrogazione a risposta in aula “Lupi: pericolo o risorsa?”

Premesso che

Ai sensi del vigente Regolamento di Polizia Veterinaria le responsabilità in tale ambito ricadono nell’ambito comunale al Sindaco ex DPR n. 320/1954;

considerato che

La presenza di branchi di lupi nelle nostre campagne rappresenta un’emergenza per tutte le attività legate alla pastorizia e/o ai piccoli allevatori di bestiame, presenti nelle Frazioni dell’Orvietano, dove gli attacchi ai greggi sono divenuti ormai quasi quotidiani; i dati relativi alle aziende e/o ai piccoli allevatori sulla perdita dei capi di bestiame, ovini, bovini ed equini forniscono dei dati allarmanti sull’impossibilità di proseguire tali attività, per i costi onerosi che gli stessi hanno sostenuto in termini di perdita dei capi di bestiame e di messa in sicurezza dei recinti per la tutela e il prosieguo delle attività di allevamento;

In particolare che

stando ai recenti fatti di Canonica, frazione di Orvieto, relativi ai danni di una nostra azienda zootecnica dove i lupi entrati nel recinto hanno compiuto una vera e propria mattanza, tra ovini trovati morti e ovini abbattuti successivamente alle ferite gravi riportate, si aggiunge la presenza dei lupi nel centro abitato della Frazione di Corbara, dove i lupi sono riusciti ad oltrepassare un recinto che si presumeva in “perfetta sicurezza” sbranando le pecore all’interno custodite;

Pone formale interrogazione a risposta orale in Consiglio

alla S. V. chiedendo se intenda:

  • farsi promotore presso gli Enti Istituzionali Regionali, Provinciali, Corpo Forestale dello Stato e Prefettura, di un tavolo tecnico od altra formula collaborativa volta a definire e stabilire, attraverso le rispettive conoscenze, il supporto necessario per gli allevatori e per tutti coloro che intendono intraprendere nuove attività legate all’agricoltura e all’allevamento di bestiame, tenendo presente che la nostra città ha tra le principali vocazioni proprio quella dell’agricoltura e dell’allevamento di bestiame, per la sua vasta composizione in forma di frazioni del territorio, e che tali attività potrebbero rappresentare soprattutto per i giovani una nuova fonte da cui attingere lavoro;

  • richiedere alle autorità competenti Provinciali, il contenimento del numero dei lupi presenti nelle nostre campagne attraverso, a titolo di esempio, la cattura degli esemplari e il loro trasferimento in ambiti territoriali diversi dove la loro presenza può essere tollerata;

  • Iniziare un percorso proattivo, insieme agli enti competenti, per identificare, delimitare ed attrezzare un’area protetta, selezionandola tra le zone non destinate alla caccia di cui all’Art 21 della 11/02/1992 num. 157 (Legge sulla Caccia), in cui tale specie possa divenire da problema a risorsa come ad esempio un’oasi od un parco intorno al quale far confluire politiche di sviluppo naturalistico.

In attesa di un pronto riscontro l’occasione ci è gradita per augurare buon lavoro e porgere

Distinti Saluti

Cons. Avv. Lucia Vergaglia

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