Flop dell’accoglienza a Piazza Cahen

Superate le polemiche del parcheggione a pagamento in piazza Cahen, con il consueto corollario di prese di posizione dell’amministrazione che rivendica la strategia di una scelta pianificata a monte, che assieme mai lavori per la biglietteria del Pozzo di San Patrizio, con il ripristino dei bagni del Belvedere degli Etruschi e con la gestione “in house” della Funicolare sembrano puntare ad una economia basata sul turismo.

Peccato che dopo tanti annunci i lavori al Pozzo, la gestione della funicolare ed i bagni pubblici siano ancora soltanto sulla carta, che i parcheggi li paghino gli orvietani che vanno agli studi medici e che per il turismo non si sia fatto nulla.

Il Maxischermo giace spento sin dai giorni del corteo storico ed ora resta muto testimone dell’assenza di idee e proposte come un monumento all’incuria, usato a modo di panchina bizzarra per chi stanco si concede riposo dopo aver trovato chiuso l’ufficio turistico.

Maxischermo spento di Orvieto

Davvero bizzarra come accoglienza quella di piazza Cahen, un parcheggio arroventato, un ufficio del turismo chiuso per gran parte delle giornate estive, uno schermo gigante che non manda nulla e come se non bastasse l’unica cartellonistica chiara ed inequivocabile è quella del prezzo del parcheggio.

Il flop dell’accoglienza si riverbera subito nella crisi del commercio al corso Cavour, l’antica via principale della città, troppo spesso scavalcata passando per la via Postierla che dell’antico borgo non ha nulla, ed è anche considerata una delle strade più pericolose della rupe orvietana.

L’argomento è stato affrontato in tutte le sedi, con assessori tronfi che snocciolano dati di successo figli di una lettura parziale e vaga degli anni del Giubileo, e che duramente cozzano con le chiusure di negozi storici e con i tanti fondi commerciali sovrastati dalle scritte cedesi od affittasi, con il QSV partecipato dai cittadini esasperati e regolarmente sconfessato dall’amministrazione ed infine anche dai tanti esperti e consulenti che sono arrivati a chiederlo per favore di fare dell’accoglienza una priorità

Ma il lassismo è la cifra stilistica di questa giunta, con il senso di degrado ed abbandono che in Piazza Cahen va dalle fioriere curate solo dai cittadini di buona volontà, alla discussa rimozione dell’ancor più discusso monumento al Corpus Domini alla vigilia del nuovo Giubileo voluto da Papa Francesco, dalla chiusura settimanale dell’ufficio turistico a quel brutto schermo vuoto, perfetta rappresentazione dell’assessorato che avrebbe dovuto e potuto riempirlo di contenuti.

«Piazza Cahen è solo un’altra occasione persa, ennesima delusione di una Giunta confusa che in una delle città più ricche di storia e bellezza d’Italia riesce a perdersi nell’indecisione, nell’incapacità di fare e nella mancanza di idee e della capacità di metterle in pratica per il troppo impegno tra memorandum internazionali e visite quasi “di stato” ad Expò ed altri eventi.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

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