Greenwashing AdT Orvieto

Alla fine era come diceva il M5S Orvieto e come dimostrato negli eventi dell’Osservatorio Le Crete; alla prossima assemblea biennale generale di Friends of the Earth, che si terrà dal 3 al 6 ottobre nello Sri Lanka, l’organizzazione italiana Amici della Terra verrà espulsa dalla federazione internazionale, perchè accusata di connivenza con il fronte dell’energia sporca, per il quale farebbe opera di greenwashing ovvero di dare una patina di credibilità ambientale, come ad esempio con le recenti questioni dell’inceneritore per le quali abbiamo chiesto che il Comune si pronunci vietandone la costruzione.

 green-washing-inceneritoriQuando abbiamo posto la questione dello “pseudoambientalismo” in ordine alla presenza di associazioni come Amici della Terra (e non solo loro) ai tavoli del “Contratto di Fiume” e di “Aree Interne” sapevamo già come la storia sarebbe andata a finire. Ora che è ormai certa la scarsa componente pro ambiente di queste strutture semi partecipative in cui hanno voce prevalentemente, quando non esclusivamente, gli stakeholder, i titolari di brand internazionali come la compagine locale “AdT Orvieto”, i cittadini devono impegnarsi sul come fare salvaguardia territoriale non attraverso questi strumenti, ma proprio dalle iniziative a vario titolo legate ai fondi di Aree Interne ed alle scelte del “Contratto del Paglia” fortemente investite ed appesantite da tale zavorra.

«Voglio ricordare che quella del greenwashing, di collateralismo agli inquinatori, è l’accusa più infamante che una compagine per l’ambiente possa ricevere, e considerato che non sono state smentite le accuse anche da noi formulate, anzi rivendicate con forza a più riprese dai rappresentanti locali, non possiamo che impegnarci a fare ancora più trasparenza e chiarezza, mantenendo al tempo stesso un’adeguata distanza e separazione, come già per Le Crete, auspicando che questo gruppo sostenuto da ENI ed Enel nelle sponsorizzazioni e che sostiene l’incenerimento previsto nello SbloccaItalia e la costruzione degli inceneritori sia espulso e che gli iscritti italiani, per esempio quei politici che siedono in Consiglio Comunale che hanno avversato il M5S nella vicenda “Le Crete”, restituiscano le tessere chiedendo lo scioglimento dell’associazione, non solo l’azzeramento delle cariche come probabilmente accadrà.

In conclusione siamo lieti che l’azione internazionale contribuisca a chiarire una situazione, quella orvietana, confusa dalle tante voci contraddittorie. Ora quali sono le forze ambientaliste e quali quelle che hanno invece strumentalizzato ambiente ed associazionismo tradendone i principi ispiratori e puntando chiaramente ad influenzare opinione pubblica e politica approfittando della dote di autorevolezza che il marchio internazionale assicurava loro. Se si trattasse di merci saremmo di fronte ad un caso di contraffazione con tutte le conseguenze sul piano legale che questo sta a significare. E’ ora di voltare pagina.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

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