Cessione Superconti. Tutelare occupazione e commercio.

C’è chi parla di incertezza circa il ricollocamento del personale e delle ditte terze del gruppo Superconti, all’interno di Coop Centro Italia, e c’è ancora aperta la questione della “licenza” da Supermarket di Piazza del Commercio con la necessaria salvaguardia della vivibilità della zona.

E’ necessario ripartire dalla mozione a 5 stelle approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Orvieto il 30 aprile scorso.

Il M5S Orvieto pose la questione non appena vi furono le prime avvisaglie dell’acquisizione della catena Superconti osservando che la situazione quasi monopolio ad Orvieto Scalo da parte di un unico operatore economico non avrebbe certo favorito residenti, l’incremento di posti di lavoro ne incrementato il valore delle superfici immobiliari ed alla fine è riuscito a portarlo in discussione in Consiglio Comunale ottenendo l’unanimità sull’istituzione di una pubblica discussione sulla destinazione di piazza del Commercio e delle licenze supermarket.

E’ arrivato il momento di affrontare quel confronto pubblico interessando anche le forze sociali ed i lavoratori a rischio licenziamento. Ribadiamo che il commercio è e deve essere, uno dei tessuti connettivi dell’organismo socioeconomico orvietano, tale da permettere l’ordinato sviluppo della vita sociale dei cittadini, lo strutturarsi di aggregazioni economiche nei pressi degli esercizi contribuendo al benessere del territorio in una società sana. L’armonizzazione, inoltre, delle richieste degli operatori alle effettive necessità riscontrate dall’esperienza amministrativa deve poter permettere un libero mercato, privo delle patologie dovute a posizioni di rendita e di quelle specifiche abilità nell’infilarsi tra le pieghe di norme e regole che possono legalmente, ma ingiustamente, avvantaggiare alcuni a danno di tutti, affinché tutti gli attori della parte politica dotati del potere di indirizzo debbano, assieme, contribuire ad adeguare a tempi ed esigenze nuove, le regole che influenzeranno consumatori ed operatori di commercio e distribuzione del nostro territorio, nel nostro territorio e per il nostro territorio.

La questione è la spia di una più generale inadeguatezza dell’attuale sistema di regole del commercio e dell’urbanistica, sviluppato nell’orvietano ben prima della liberalizzazione degli esercizi di vicinato dell’era Monti, e ben prima dell’introduzione di centri commerciali sul nostro territorio.

«Il problema che ci si pone innanzi, quindi, è quella di affrontare la nuova situazione per evitare degenerazioni di cui Piazza del Commercio è un segnale d’allarme, così come il degrado che ne è nato e le tante chiusure o cambiamenti qualitativi dei negozi nei dintorni nel Borgo, con la conseguente svalutazione immobiliare. Di fronte a tali sollecitazioni, sapendo che non si può incidere con autorizzazioni e dinieghi, ha chiesto di pervenire ad una linea di indirizzo che prenda in considerazione quello che sta oltre la rupe, richiamando così l’esigenza da parte della Pubblica Amministrazione di permettere al mercato, alla libera iniziativa, di rispondere in modo vitale, senza svantaggiare ingiustamente chi voglia lavorare ed operare e con l’obbiettivo anzi di sostenere imprese ed occupazione, oltre alla qualità della vita ed il valore stesso del quartiere. Grazie al nostro lavoro possiamo e dobbiamo affrontare la situazione. Infatti non siamo impreparati ed abbiamo nella mozione a 5 stelle approvata in primavera lo strumento che ci permette di impostare queste politiche in maniera condivisa ed immediata, sempre ammesso che ci sia la volontà politica di farlo. Noi sicuramente siamo in prima linea.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

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