Scontro pari opportunità

Ad Orvieto la “Commissione pari opportunità” è prevista per Statuto cittadino, era stata messa a naftalina nei precedenti anni di consiliatura ed è ripartita grazie alla pressione di Lucia Vergaglia che ne chiese l’attivazione sin dal primo giorno d’insediamento del Sindaco Germani. Formata a fine 2014, e solo dopo aver minacciato l’intervento della Commissione di Garanzia in una lettera aperta,  quale Commissione paritaria ad oggi composta da Pettinacci (Pd), Tardani (Forza Italia), Timperi (PD) e Vergaglia (M5S) ha cominciato a lavorare ed esattamente un anno fa si è formalmente insediata; sin dal primo giorno il M5S, che è decisamente rompiscatole come gruppo, ha posto l’attenzione al non limitarsi alla parità di genere: per noi è necessaria un’agenda d’inclusione delle politiche ugualitarie e di sostegno e la stipula di un patto cittadino contro ogni barriera, a partire da quelle architettoniche fino a quelle culturali.Purtroppo il rapporto con l’Assessore alle Pari Opportunità, che rappresenta il governo della città, non la proposta politica, non si è mai del tutto sviluppato, anzi sono nati dei contrasti quando abbiamo esposto il problema della pari accessibilità nelle scuole.

campagna contro le barriere architettoniche e culturaliUn problema che esiste e che viene rappezzato con accessi separati per chi ha difficoltà, il che occasionalmente è comprensibile, ma se è la regolarità il fatto che tutti i bambini entrano ed escono dall’ingresso tranne “quelli li” secondo noi non va bene ed è discriminatorio. Purtroppo le figure dell’Assessore alla Scuola e quello alle pari opportunità coincidono nella persona dell’Avvocato Cristina Croce e la conseguenza è stata che da quel momento le attività della Commissione sono ferme, gli incontri rinviati sine die ed ogni comunicazione è divenuta laconica e monotematica fino all’annuncio di ieri da parte della Giunta di una nuova Commissione Pari Opportunità come se non esistesse qui ad Orvieto:

«E’ ormai in corso di definizione il Regolamento Comunale della costituzione della Commissione per le Pari Opportunità, organismo già esistente in diverse Amministrazioni Italiane che verrà presto istituita in conformità con quanto stabilito dal Ddl n, 163 del 25/02/2013 “Norme per le politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra donne e uomini” della Regione Umbria.»

«Ce lo aspettavamo: ogni volta che qualcosa tende a funzionare,ed è scomoda, la si ingolfa in un regolamento, in una barriera architettonica, che ne limita attività e capacità entro quei confini in cui si parla di “genere” e si condanna la violenza di “genere”; intendiamoci ciò è sacrosanto ma non basta proprio per niente, caro Assessore Croce: così si accontentano alcune associazioni ma poi?

Vede Assessore le Pari Opportunità, secondo noi e sulla scorta dell’evolversi dei tempi, non si limitano ai generi ma, in qualità di vero e proprio principio giuridico oltre che di civiltà, significano a permettere liberamente, in assenza di limitazioni o vincoli, alla partecipazione economica, politica e sociale di un qualsiasi individuo indipendentemente (oltre che dal genere) dalla propria religione, convinzioni politiche, razza, etnia, disabilità, età ed orientamento sessuale, ovvero quelle che solitamente sono indicate come diversità e questo è il solco nel quale porteremo il nostro contributo, contrariamente a chi fino ad ora ha preferito alla condivisione dei diritti lo sponsorizzare il “Dividi et Impera” su cui hanno marciato tante volte le politiche stantie ed inconcludenti degli ultimi anni.

Noi l’azione di proposta, fattiva e concreta, la già stiamo facendo e continueremo, che a Lei, Assessore, piaccia o no anche in quella Commissione Pari Opportunità a cui non ha contribuito, con cui da mesi non tiene dialogo e contatti e che ha deliberatamente scelto di ignorare a danno della pluralità di voci dei cittadini anche più svantaggiati che abbiamo dimostrato di non voler dimenticare e di volere includere esplicitamente a tutti i livelli nella dialettica istituzionale.

Probabilmente per questo Lei, Assessore, desidera una “Commissione Croce” più conforme alla sua visione e specificamente “regolamentata” arrivando addirittura a far intendere il contrario della verità quando annuncia che la Commissione da tempo esistente secondo Lei deve ancora essere istituita. Questo suo negazionismo e l’assenza di dialogo non contribuiscono all’affermazione dei diritti, ma invece ne ostacolano l’esercizio, e questa Sua scelta è una pura delusione di chi ha creduto Lei fosse libera e svincolata da logiche del passato.» Lucia Vergaglia, capogruppo M5S Comune di Orvieto, Commissione Pari Opportunità

 

Annunci