Discarica Le Crete di Orvieto: sconfitta dei cittadini

La questione Le Crete non è una questione locale. Ne è testimonianza l’attenzione della politica regionale e dei gruppi di pressione ad essa legati. Il M5S non ha partecipato agli eventi del passato come la vendita ai privati della discarica, ad un prezzo più che di saldo, e neppure è tra i firmatari dell’allargamento. Le responsabilità politiche verso i cittadini sono tutte nelle mani di partiti a vario titolo rappresentati in maggioranza od in ex maggioranza, anche se mascherati da lista civica.

La soluzione non è semplice dato lo stato di “avanzata decomposizione” delle tutele e delle salvaguardie che si sarebbero dovute mettere in campo da molto tempo, tanto che ormai non bastano i precedenti due pronunciamenti all’unanimità del Consiglio Comunale, rappresentativi della totalità degli orvietani e di tutte le associazioni produttive che quasi fuori tempo massimo hanno fatto sentire la propria voce venendo però trattati da cittadini “spettatori”.

Il M5S ha deciso di non limitarsi a gridare la propria ferma opposizione proponendo alternative a discarica ed inceneritori. Lo abbiamo fatto, lo faremo ancora ma sappiamo che non basta. Protesta e proposta le abbiamo fatte, le facciamo e le faremo in quanto condizioni necessarie per una buona politica, ma oggi queste non sono più sufficienti. E’ necessario un approccio “proattivo” una nuova via. Il comportamento proattivo implica l’agire in anticipo rispetto ad una situazione situazione futura, piuttosto che reagire.

“Il MoVimento è da sempre non solo protesta ma soprattutto proposta e proattività.” Gianroberto Casaleggio.

Significa quindi prendere il controllo e far accadere le cose piuttosto che adattarsi a una situazione o attendere che qualcosa accada. Significa anche muoversi fuori dagli schemi, in contrasto con i modi consueti di fare che fino ad ora ci hanno visti perdenti come con il tribunale, la seconda uscita dell’autostrada, i fondi del Por2 e con le atre situazioni in cui potevamo fare la differenza e invece abbiamo dovuto soccombere facendo proteste fuori tempo massimo, quasi solo di facciata.

Da Orvieto Lucia Vergaglia ha indicato nella terza via dell’azione legale preventiva con la messa agli atti delle responsabilità anche personali delle pubbliche amministrazioni e degli specifici firmatari la scossa necessaria per far muovere le istituzioni e salvaguardare il territorio. C’è bisogno di efficienza e legalità, coloro che non seguendo le opportune buone pratiche, potrebbero  arrivare a creare la condizione emergenziale per superare i vincoli ai calanchi devono sapere che non se la caveranno con delle scuse. Ed in questo la consigliera della rupe non è da sola ma agisce in filiera corta con i portavoce pentastellati europei, nazionali e soprattutto i consiglieri regionali a cinque stelle che a Palazzo Donini, durante il Consiglio, hanno annunciato di “sostenere e far propria la proposta della portavoce orvietana“.

«La Mozione presentata dal CDX e Liste Civiche martedì in aula sul tema dell’ampliamento della discarica Le Crete di Orvieto è condivisibile. Non si parla, come accaduto in passato di CSS e amenità del genere, ma prende atto del fatto che, in effetti, non sussistono le condizioni per il superamento del dissenso all’ampliamento.

andrea liberatiStiamo facendo scivolare questioni verso controversie giudiziarie evitabili. Mentre noi discutiamo altri soggetti continuano a guadagnare. E sono sempre gli stessi.

Nell’Ati 4 lo stesso operatore gestisce la discarica e l’impianto di incenerimento. Recentemente l’onorevole Bratti, del Pd, ha parlato di presunte infiltrazioni di chi aveva rapporti con la cricca. Non è un caso che esista una Commissione di inchiesta a livello regionale, che è arrivata a un punto interessante: si aprirà un tavolo che riesca a registrare e a ascoltare le istanze territoriali. Un tavolo che vede come partecipanti le associazioni, i comitati rappresentativi di quelle realtà.

Se in passato avessimo avuto questa forma di ascolto non saremmo arrivati a questo livello. Negli ultimi tempi vediamo sempre più fragile la cappa politico-giudiziaria che per decenni ha tenuto in frigorifero certe vicende. Sarebbe facile tornare a parlare di rifiuti zero, di tariffa puntuale. Non lo faccio perché siamo ancora nella fase precedente in cui dobbiamo riconoscere i problemi e adottare le misure più incisive, nella fase di allontanamento delle mafie e delle ecomafie. Occorre fare presto.

Facciamo nostra la proposta della nostra consigliera di Orvieto (Lucia Vergaglia ndr) relativamente al fatto che occorre passare ad azioni di responsabilità, a richieste di risarcimento danni. Perché qui qualcuno i danni li sta facendo, li sta portando avanti.» Andrea Liberati, Capogruppo M5S nel Consiglio regionale Umbria

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