Nuove criticità per la sanità orvietana

In questi giorni molti studi medici erano chiusi per fare i famosi “corsi di formazione continua obbligatoria”, sugli ingressi c’era il solito cartello scritto col pennarello: rivolgersi alla “Guardia Medica”.

Eppure in futuro non sarà così se vengono confermate le notizie dell’ennesima riforma della sanità che passa per la chiusura proprio dei servizi di guardia medica festiva e notturna  lasciando in carico al 118, cioè al servizio di pronto soccorso, l’assistenza ai malati. L’assistenza sanitaria d’emergenza sarà infatti d’ora in poi garantita solo dalle 8 alle 24 con un taglio di 8 ore nei giorni feriali e di 12 in quelli festivi a fronte del “vantaggio” di poter prenotare le visite invece che attraverso i CUP direttamente dal medico. Come questo però possa impattare sull’annoso fenomeno delle liste d’attesa nella sanità è tutto da valutare. C’è di certo che le soluzioni e le misure che abbiamo proposto diventano più che mai urgenti e vanno approvate rapidamente.

«Innanzitutto dobbiamo considerare che qui ad Orvieto i medici del 118 si andrebbero a trovare a svolgere per l’ampio comprensorio territoriale le due funzioni completamente diverse: i ‘codici rossi’ di emergenza e le visite e prescrizioni per patologie minori. Se così fosse si correrebbe il serio rischio, nell’assistenza medica, di disfunzioni potenziali  molto importanti, con gli operatori stretti tra l’obbligo di intervento immediato in emergenza ed il concreto rischio di vedersi contestare ricorsi al giudice per omissione di soccorso se costretti ad interventi molto differiti nel tempo nelle zone, come la nostra, a notevole estensione territoriale. Non dimentichiamo che alcuni degli impegni del personale del 118 tra cui  trattamenti sanitari obbligatori od anche gli interventi per sospetti ictus ed infarti bloccano medici ed attrezzature anche molte ore. Questo mal si combina con la nozione di letteratura che alcune patologie minori, se non correttamente e tempestivamente gestite, possono evolvere rapidamente in gravità soprattutto nei pazienti più fragili, come bambini ed anziani. Oggi la Continuità Assistenziale, cioè la Guardia Medica, sopperisce a tutto questo, domani con questo nuovo regime di disponibilità del personale, soprattutto in posti ad alta presenza di turisti e personale lavorativo stagionale e temporaneo, si rischia di ingolfare la struttura dell’Ospedale Santa Maria della Stella per la quale, non dimentichiamolo, la politica ha costituito in Comune addirittura una commissione apposita per l’increscioso fenomeno delle liste d’attesa. Commissione che, a nostro avviso, alla presentazione della relazione a cui abbiamo contribuito dovrà anche proporre di prorogare le proprie attività e valutare anche queste novità in arrivo. » Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

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