Ancora problemi di gestione del ciclo rifiuti

Ancora modifiche in peggio delle condizioni per la gestione del problema spazzatura ad Orvieto. La distribuzione dei sacchetti per le utenze private annunciata in questi giorni sta già causando svariate segnalazioni di completa insoddisfazione della Cittadinanza in merito al metodo di distribuzione.
Famiglie ed anziani dovranno accodarsi nella lontana zona industriale di Fontanelle di Bardano, nonostante le condizioni meteo invernali, in un’area non direttamente coperta da mezzi pubblici le cui strade nascono per trasporto merci con camion ed autoarticolati.

E’ possibile essere così poco lungimiranti? Ce lo chiediamo ogni volta ed ogni volta una sorpresa ancora più negativa, la città purtroppo cambia in peggio.
A fronte di un costo pro capite della tariffa rifiuti ormai significativo nei bilanci familiari ci si aspetterebbe un livello di servizio concretamente vicino alle esigenze della nostra popolazione, una delle più anziane d’Italia. Invece non va così. Si chiede di attrezzarsi con le auto o prendere l’autobus n° 16 con le sue rare corse per almeno avvicinarsi agli uffici tra le industrie ed essere ” accolti ” in una struttura poco funzionale ad sopportare le considerevoli file di cittadini che inevitabilmente si creano data la scarsità di personale addetto e l’inesistente programmazione del servizio distribuzione che riguarda l’intera popolazione. Si è preferito ad un logico e razionale sistema accessorio di servizio, lautamente acquistato dai cittadini, e facilmente attuabile nelle sedi delle aree residenziali, questa inutilmente disagevole modalità.

Sacchetti della differenziata: scelte sbagliate, cittadini costretti ad andare “fuori città” e costi elevati.

La questione dovrebbe essere affrontata immediatamente ripristinando gli altri presidi cittadini per ovviare ai problemi suddetti organizzando una più utile e conveniente distribuzione. Inoltre si dovrebbe prendere in considerazione, in caso di non fornitura dei sacchetti, di produrre uno sconto sulla tariffa legato, appunto, alla mancata fornitura e rendere liberi i cittadini di acquistare in totale autonomia i sacchetti con i risparmi ottenuti in bolletta. In termini di “economia circolare” semplicemente “di sistema” infine costringere i cittadini e le famiglie, con mezzi propri a sostenere i viaggi per andare e tornare dalla zona industriale di Fontanelle di Bardano è una collettivizzazione di un costo che dovrebbe sostenere il Comune o l’ente gestore il servizio rifiuti che porta ricadute come costi, consumi, ore di lavoro perse, emissioni inquinanti. In pratica il contrario della sostenibilità ed anche questo è un segnale di un certo pressappochismo.

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