Finisce il 2016, bisogna essere più uniti

E’ stato un anno difficile il 2016, l’ultimo dei tre anni di Giubileo, con i problemi di sempre acuiti dalle nuove imposte, dal protrarsi di una crisi per la quale nessuno vede più la famosa luce alla fine del tunnel ed infine ci si è messo pure il terremoto.

Proprio per il terremoto come cittadini ci siamo adoperati, al di la di simboli ed appartenenze politiche, a raccogliere fondi e contribuire alla rinascita dei territori colpiti. A tenere i fari puntati come per la questione casette di legno. Ad essere in prima linea con i nostri parlamentari nelle tende a vivere con i colpiti dal sisma se le iniziative sono state efficaci o si può fare di più.

«In rappresentanza del Consiglio Comunale di Orvieto, a nome di tutte le forze cittadine, politiche di ogni orientamento e sociali, e soprattutto dei cittadini ho accompagnato il sindaco Germani e la presidentessa Marini per la consegna a Preci della cucina intitolata a Barbara e Matteo voluta dall’associazione 3.36. E’ importante che le istituzioni elette direttamente dai cittadini siano presenti, e non solo le autorità, ed è doveroso che in casi come questi si metta a parte l’appartenenza politica perchè ad essere presente in questo ed altri casi era la popolazione orvietana tutta che si è stretta intorno a chi è stato colpito, nel vivo ricordo di chi, di Orvieto, è stato travolto nel fiore della vita dai crolli causati dal sisma.

Per me che conoscevo Barbara come maestra di mia figlia Francesca, la più piccina, è stata una commozione che non dimenticherò mai.Se c’è una lezione da questa vicenda è, probabilmente, quella che bisogna stare vicini, più di come in quest’epoca individualista ci vediamo abituati ad essere perchè, sia come sia, di fronte a certi eventi le divisioni semplicemente non dovrebbero esistere.» Lucia Vergaglia, Consiglio Comunale di Orvieto

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