La Regione fanalino di coda

L’UMBRIA È LA REGIONE DEL CENTRO NORD MAGGIORMENTE IMPOVERITA.

E così mentre i soliti espertoni dell’analisi politica cercano di dare delle risposte e felpate a giustificare un risultato elettorale fatto di giustificata volontà di rinnovo, l’Istat ha diffuso il nuovo dato sulla povertà relativa e la situazione in Umbria è sempre più drammatica. Non solo con il 12,6% la nostra regione è ultima in tutto il centronord con un dato più che doppio rispetto alla vicina Toscana, ma per la prima volta il dato umbro è più alto della media nazionale.

Sono venuti quindi meno tutti i riferimenti tradizionali in termini di aspettativa e di potenzialità lavorativa ed economica. Inoltre l’impatto sulle reti sociali che fanno l’ammortizzatore formale oppure informale come le famiglie sono stati tali da averle duramente seriamente stressate e compromesse È questa la vera e nuova emergenza: la tenuta sociale della nostra comunità!

Noi ad Orvieto sin da subito abbiamo sostenuto la necessità di tutelare le realtà industriali come Tione, Electrosys e riportare a nuova vita i locali del consorzio Crescendo. Addirittura abbiamo proposto di attivare una strategia di clustering industriale nel centro Esatto d’Italia che è diventata nota come centro del made in Italy È che purtroppo, per colpa di una certa miopia della maggioranza, è stata compresa solo dagli imprenditori privati che operano nella zona industriale di Bardano. Coworking, sportello del lavoro con il comune che facesse intermediazione in prima persona partecipando ai finanziamenti per le politiche attive per il lavoro e il prossimo due di luglio una intera giornata per approvare le modifiche dello Statuto cittadino che mettano nero su bianco che chiunque voglia amministrare Orvieto debba rispettarne l’impegno statutario adesso che in prima linea per il lavoro. E questo oltre le tantissime scelte legate allo sviluppo come quella di accogliere il Tribunale europeo dei brevetti oppure le iniziative per avviare i centri di riciclo del materiale elettronico oltre che naturalmente il sostegno alla strategia aree interne, a quella del contratto di fiume ed al sostegno delle nostre piccole medie imprese su tutte quelle legate al commercio, all’accoglienza ed al turismo. Sosteniamo Naturalmente le iniziative del MoVimento 5 Stelle nazionale sul reddito di cittadinanza e sull’innovazione ma decliniamo sul territorio anche tutti gli altri punti e buone pratiche che possono rendere maggiormente prosperoso e resiliente alle problematiche come quelle registrate dall’istat e lo facciamo con impegno e dedizione.

Su questa scorta ci permettiamo anche una minima analisi politica sulla possibile risposta che avrebbe potuto è dovuto dare il Movimento in questa fase anche negli altri territori come abbiamo fatto noi: riportare i temi di lavoro, concretezza e reddito al centro anche del dibattito politico locale. Informalmente da molti è stato fatto ma i termini di comunicazione non siamo riusciti a trasmetterlo al meglio nei comuni coinvolti dalle elezioni e dai ballottaggi delle amministrative. Eppure in questa crisi sociale ed economica è questo il tema ed in vista delle europee del 2019 e dei tanti comuni che andranno al voto come ad esempio Orvieto e Perugia. ignorarlo significa dare spazio ai cambia casacche che sono parte del complesso sistema che ci ha portato in questa grave situazione e, soprattutto, non può azionare che quel cambiamento che i cittadini aspettano e che nel 2020 potremmo, se ci impegniamo, riuscire a portare a regione Umbria.

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