Proroga MOCA

NEL DECRETO LA RIAPERTURA DEI TERMINI SUAP PER ISCRIVERE LE DITTE CHE TRATTANO MATERIALI IN CONTATTO CON GLI ALIMENTI, COME LE CERAMICHE DELLE AZIENDE DELL’ORVIETANO.

Sono stati riaperti i termini per la comunicazione alla Asl per il Moca, Materiali e Oggetti che possono entrare in contatto con gli alimenti. Si è voluto dare con questo provvedimento una risposta efficace ed immediata alle preoccupazioni di tante aziende che operano nel settore della ceramica e molte sono nei nostri territori.

Ecco di cosa stiamo parlando.

Con il D.lgs. 29/2017 “Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui ai regolamenti in materia di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari e alimenti – MOCA”.

Tutti i materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti (utensili da cucina e da tavola recipienti e contenitori, macchinari per la trasformazione degli alimenti, materiali da imballaggio etc.) e anche i materiali ed oggetti che sono in contatto con l’acqua (ad esclusione degli impianti fissi pubblici o privati di approvvigionamento idrico), sono disciplinati sia da provvedimenti nazionali che europei:il Regolamento CE n. 1935/2004 stabilisce i requisiti generali cui devono rispondere tutti i materiali e oggetti in questione, mentre misure specifiche contengono disposizioni dettagliate per i singoli materiali (materie plastiche, ceramiche etc).

Per quanto riguarda i controlli sui MOCA previsti dal Ministero da parte degli Organi deputati al controllo ai soggetti interessati lungo la filiera (produzione, utilizzazione e commercializzazione), il decreto 29/2017 prevede l’invio, entro lo scorso 2/08/2017, della comunicazione all’ATS competente, di un’apposita dichiarazione relativa alle buone pratiche di fabbricazionedei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari.

Questo obbligo ha lo scopo di creare un’anagrafica nel settore MOCA al fine di consentire alle Autorità sanitarie di svolgere le attività di controllo ufficiale nel caso in cui l’attività posta in essere dall’azienda produttrice sia soggetta all’obbligo di registrazione o riconoscimento ai sensi del Regolamento (CE) n. 852/04 e del Regolamento n. 853/04. Per le nuove attività, la comunicazione dovrà essere fatta contestualmente all’inizio attività, analogamente e secondo le modalità previste per le notifiche degli operatori del settore alimentare

Con la proroga possiamo far rientrare nel ciclo virtuoso quelle aziende che ne sono rimaste fuori. Infatti il 21 dicembre scorso tra le quattro città umbre facenti parte dell’AICC (Associazione Italiana Città della Ceramica). Presso la sala Giunta del Comune di Deruta si è svolto, infatti, un incontro tra i sindaci di Deruta, Michele Toniccini, Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, Gubbio, Filippo Stirati, Orvieto (il Sindaco, Giuseppe Germani assente giustificato per altri impegni istituzionali concomitanti ha seguito le varie fasi dei lavori condividendone lo spirito e l’operatività) ed il Segretario e Coordinatore AICC Giuseppe Olmeti per discutere su alcuni temi caldi riguardanti il futuro della ceramica.

Tra le tante questioni disgli effetti del Decreto Legislativo 10 febbraio 2017, n. 29 (Disciplina sanzionatoria per la violazione di disposizioni di cui ai regolamenti (CE) n. 1935/2004, n. 1895/2005, n. 2023/2006, n. 282/2008, n. 450/2009 e n. 10/2011, in materia di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari e alimenti) rispetto ai prodotti ceramici oltre alla condivisione del progetto “Le vie della Ceramica” tra i quattro comuni di Gualdo Tadino, Deruta, Gubbio ed Orvieto.

In relazione al Decreto Legislativo 10 febbraio 2017, che ha fatto emergere la problematica dei materiali e oggetti in ceramica a contatto con gli alimenti, i sindaci avevano condiviso e sottoscritto un documento rivolto ai parlamentari umbri, che è un appello affinché possano essere prorogati i termini prestabiliti per consentire ad artigiani ed imprese di mettersi in regola con i dettami di legge, viste le difficoltà oggettive che necessitano per effettuare gli adeguamenti. Adesso sono stati accontentati.

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