RURAL PROOFING. UN’OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO

È GIUNTA L’ORA DI COMINCIARE UNA SERIA VALUTAZIONE DELLE POLITICHE PER LE AREE RURALI. OCCORRONO STANDARD E RIFERIMENTI CONDIVISI.

Anni di investimenti nella creazione di posti di lavoro nelle imprese locali, ad esempio, possono essere pregiudicati dalla decisione di chiudere una scuola locale.
Per garantire che i territori rurali possano sfruttare appieno il loro potenziale, tutte le politiche dovrebbero quanto meno puntare nella stessa direzione. Un aspetto doppiamente importante in un’epoca come la nostra, con i bilanci pubblici messi a dura prova e costantemente sotto esame. In tale contesto, il rural proofing può essere un potente strumento per ottimizzare le risorse e garantire il potenziamento e la complementarietà delle politiche, così da ottenere il massimo beneficio col medesimo investimento. Quindi le chiavi non sono soltanto la condivisione e la partecipazione ma diventano anche la capacità di poter valutare gli impatti a breve, medio e lungo periodo.

Il sistema del Rural Proofing

primo passo: il processo di sviluppo della politica
– quali sono gli obiettivi della politica proposta?
– quali sono gli obiettivi o gli impatti previsti?
– quali aree, gruppi o organizzazioni ne saranno avvantaggiate?
– qual’é la attuale situazione e perché non sta dando i risultati previsti?
– in relazione al monitoraggio, analizzare l’impatto della politica di sviluppo rurale,
valutando cosa si sta ottenendo e quali obiettivi non sono stati raggiunti.

secondo passo: sviluppo della politica di rural proofing:
1 – dati a disposizione. Occorre avere a disposizione una base di dati forte e credibile. Questa deve includere:

a) ricerche esistenti o analisi con una dimensione rurale;
b) dati e ricerche commissionati ad hoc,
c) uso delle definizioni o categorizzazioni urbano/rurale per interpretare i dati

2 – servizi erogati e loro disponibilità:
a) la politica proposta influenza la disponibilità di servizi pubblici o privati?
b) la politica proposta farà affidamento unicamente sui servizi esistenti (es. scuole, sistema medico, ecc)
c) la politica proposta sarà basata suo settore privato, o su partnership
pubblico-privato?

3 – erogazione servizi: il costo dell’erogazione dei servizi sarà più elevato nelle aree rurali, ove coloro che ne usufruiranno sono più dispersi sul territorio ed economie di scala sono più difficili da raggiungere?

4 – accessibilità e infrastrutture:

a) la politica proposta influenza bisogni di spostamento, o la facilità o il costo di spostamento?
b) la politica deve fare affidamento su infrastrutture (es. banda larga, strade, ecc) per l’erogazione?
c) la politica proposta pone delle sfide ai margini delle aree amministrative (territoriali)
d) la politica proposta dipende da nuove strutture da costruire?

5 – comunicazione:

a) la politica proposta fa affidamento su una strategia di informazione nei riguardi degli utenti?

6 – economie:

a) la politica impatta sulle economie rurali?
b) la politica influenza industrie, economie rurali o l’ambiente?
c) la politica impatta su lavoratori con salari bassi o part-time, o lavoratori stagionali?

7 – svantaggi:

a) la politica ha come target aree o persone in situazione di svantaggio?

terzo passo: attuazione e valutazione della politica

Cioè quando una politica è stata attuata, è importante che vi sia una prospettiva rurale. E vanno prestabiliti obbiettivi concreti e metriche per la valutazione di avanzamenti, raggiungimento e mantenimento del risultato.

(Fine prima parte)

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