Le terre di nessuno

ESISTONO DEI LUOGHI DOVE IL CONFLITTO TRA NORME SEGNA CONFINI PER LE RESPONSABILITÀ E DIVENTA UN FAR WEST DOVE IL COMUNE NON INTERVIENE.

Spuntano recinzioni e capanni, nascono depositi di materiali anche pericolosi e c’è chi ci coltiva in barba ad ogni considerazione della propria ed altrui salute. Sono delle vere e proprie Terre di nessuno qui al centro della nostra città.

I posti li conosciamo tutti e li vediamo ogni giorno quando passiamo bordo fiume o nei pressi dei ponti di autostrade e ferrovie, quando scendiamo dove si vedono le cabine elettriche sulla via del ciclodromo oppure alle spalle dei capannoni dove Chi ha fatto industria o distribuzione nel passato accumulato ogni tipo di materiale di scarto oppure allestimenti che non servono più.

Ci sono due fattori da considerare a fronte di questa mancanza di regole specifiche e quindi dello sviluppo di insediamenti non correttamente normati: il potenziale rischio e pericolo a cui questi nuovi Coloni sottopongono se stessi e gli altri e il disvalore che viene trasmesso alla comunità ed ai beni del territorio per la presenz di questi insediamenti non decorosi.

Fino ad ora tutte le amministrazioni hanno chiuso un occhio. Del resto uno sgombero lascerebbe vuoti e non utilizzati e tantomeno manutenuti e quindi a nostro avviso non è certamente la soluzione. Ma da qui a lasciare praticamente senza regole questa situazione ci passa la stessa differenza che c’è tra l’essere al governo di un territorio e l’essere dei burocrati passacarte.

Questo delle terre di nessuno sarà uno deiprobabili argomenti elettorali del 2019 e per questo abbiamo avviato una campagna di ascolto interessando professionisti ed esperti e raccogliendo le migliori pratiche messa in campo da altri comuni della nostra nazione ed anche qualche esempio da altri paesi.

Se sei interessato all’argomento contattaci.

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