Occorre un codice etico

LA VICENDA DEI BRACCIALETTI COSP HA SOLLEVATO QUESTIONI IMPORTANTI RIGUARDO LA QUALITÀ E LA DIGNITÀ DEL LAVORO PER CHI VIENE PAGATO CON I NOSTRI SOLDI.

Abbiamo inserito i principi di qualità e dignità del lavoro all’interno dello Statuto cittadino di Orvieto città per la costituzione.
Dobbiamo essere quindi conseguenti nel ricercare anche nei contratti con i nostri appaltatori il raggiungimento della miglior qualità dell’occupazione possibile ed anche in questo senso i consueti atteggiamenti pilateschi delle amministrazioni non vanno più bene.
Invece bisogna essere presenti e portare i capisaldi statutari a costo di redigere un codice etico per i prossimi appalti e, ove possibile, nei contratti di servizio.

Un codice che comprenda alcuni aspetti deontologici su cui dalla Regione Umbria il comune di Orvieto non intende transigere e che diventi parte fondante degli accordi tra il nostro ente ed i privati che intendono lavorare con noi a prezzi di mercato ma, per dirne una, nel pieno rispetto della dignità del lavoro.

Quello del codice etico da far firmare agli appaltatori è una delle buone pratiche che seguono con successo anche altri comuni in Italia. Un meccanismo legalmente utile che viene in soccorso in quei casi dove si scoprono postille nei contratti di dubbia interpretazione e che rappresenta anche un punto di riferimento da parte di chi quei contratti li redige.

Non sarà naturalmente una bacchetta magica e non risolverà tutti i problemi che una attenta amministrazione dovrebbe comunque sapere affrontare, Però ad esempio in certi giorni ci sarebbe stato molto utile e non avrebbe reso necessarie interrogazioni e successive polemiche.

Insomma vale anche la pena di riportare una politica fin troppo da addetti ai lavori ai vecchi adagi ed alla saggezza di chi dice che Prevenire è meglio che curare.

Stiamo depositando la nuova proposta come ordine del giorno ed atto di indirizzo politico, uno degli ultimi che potremmo fare in questa consiliatura dato che demanderebbe all’amministrazione la concreta realizzazione e considerato i tempi lunghissimi a cui ci ha abituato la Giunta di Giuseppe Germani potremmo dover aspettare di nuovo senza doverle vedere la effettiva attivazione di tale strumento Però il dibattito è opportuno che cominci sin da subito con il contributo di tutte le forze politiche e, come si diceva una volta, sociali e culturali.

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