Gestione di un territorio soggetto ad alluvioni

NEGLI ULTIMI ANNI ABBIAMO VISTO ALTERNARSI SICCITÀ E FENOMENI METEOROLOGI ESTREMI CHE HANNO PORTATO ALLAGAMENTI ANCHE IMPONENTI. SIAMO SICURI CHE LA COLPA SIA SOLO DEL CLIMA?

La nuova cartografia delle aree alluvionabili in effetti individua molte zone che sono occupate da stabili residenziali, commerciali ed impianti industriali. I lavori post 2012 di arginatura e difesa attiva e passiva da possibili piene di Paglia, Chiani e torrenti come il Carcaione effettivamente spostano il problema salvaguardando maggiormente ad esempio l’area sottostante la via Angelo Costanzi anticipando luoghi di sfogo e di laminazione lasciando, tuttavia, inalterato il problema del costruito al di sopra del rilevato fluviale e dell’eventuale incremento di massa d’acqua dovuto alle nuove difese idrauliche della zona di Allerona che invece potrebbero tendere a spostare in avanti il problema cioè verso Orvieto.

Inoltre i nuovi argini post alluvione del 2012 potrebbero aver dato un senso di falsa sicurezza ad esempio nelle zone commerciali nuove come quella dell’insediamento Coop che è stato costruito infatti nel 2013.

Nei prossimi giorni in consiglio comunale tornerà la questione del piano regolatore ed a nostro avviso occorre che la questione dell’assetto idrogeologico (nella sua dinamicità) venga seriamente considerato per evitare di dover intervenire in spesa pubblica come è successo proprio nel 2012. In parole povere deve essere un piano regolatore sostenibile e concretamente aderente alle migliori pratiche nei paesi soggetti a dissesto idrogeologico, come il nostro.

Dobbiamo assolutamente evitare che si creino le condizioni riassunte dall’immagine qui sopra.

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