Consegnato il marchio Unesco. Inizia la fase 2.

IL MONTE PEGLIA RICEVE LA ATTESTAZIONE FORMALE PER LA RISERVA MAB UNESCO. NOI CI AVEVAMO CREDUTO E NON CI SIAMO ACCONTENTATI.

Adesso si sono svegliate tutte le forze politiche che prima avevano derubricato questa iniziativa per il riconoscimento della Riserva M A B UNESCO per la biodiversità del Monte Peglia a semplice certificazione di bellezza dei luoghi. Ma va bene così. Meglio farle le cose e meglio ancora essere in prima linea e farle bene da subito.

Ad Orvieto il progetto è stato presentato dalla NOSTRA Portavoce Lucia Vergaglia che in qualità di presidente Pro tempore della seconda commissione ha illustrato l’iniziativa al consiglio comunale per ottenere un voto deliberativo per rafforzare la presenza di Orvieto nell’appoggiare dello sforzo del comitato promotore guidato dall’avvocato Paola.

Nel corso delle settimane e dei mesi che sono seguiti, nel silenzio attendista delle tante formazioni di pressione politica del nostro territorio, abbiamo provveduto non solo ad informare sull’iniziativa ma soprattutto dai da un canovaccio di riferimento su quella che sarebbe potuta essere sin da subito la seconda fase nella quale si elabora la governance e si lavora per intercettare economicamente quanto serve per intervenire lavorativamente sul territorio. Non a caso è stata presentata l’iniziativa anche nella Consulta per lo sviluppo economico orvietano, di cui Lucia Vergaglia cura la segreteria.

Al tempo stesso però abbiamo voluto approfondire la materia in sede Europea basandosi sulle buone pratiche elaborate in regioni a noi affini è dalle quali partite allo scopo di intercettare quanto serve per dare uno Startup ad un progetto che potrebbe essere davvero di ampio respiro con investimenti tutt’altro che irrilevanti.

Rientra quindi il nostro modo di operare non in una amministrazione di una decrescita forzata dalla crisi ma in un articolato e saggio impegno per rispondere alla richiesta di sviluppo sostenibile, di tutela e cura di quello che abbiamo avuto in eredità territoriale e di far tesoro delle nostre naturali inclinazioni come cittadini e come territorio abbracciando l’intera complessità delle questioni che vanno oltre l’attività tipica dei consiglieri comunali o, per dirla meglio, superando quel modo di fare politica puramente da notai che si limitano a certificare quello che viene portato dalla Regione o dalla giunta che amministra.

“Per riportare il lavoro sul territorio tutelando e migliorando al tempo stesso le condizioni di vita dei cittadini bisogna creare le condizioni perché funzioni al meglio quello che c’è e facendo tesoro di ogni risorsa. Quello del UNESCO ad esempio non è un risultato ma un punto di partenza formidabile. Al contrario aspettare come un Godot le ipotesi di sviluppo che sarebbero dovute essere Aree interne e contratto di fiume è un errore da non ripetere.” Lucia Vergaglia

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