La risposta all’Associazione Librai Italiani

IL BOTTA E RISPOSTA CON LA ALI-CONFCOMMERCIO CHE RAPPRESENTA I LIBRAI ITALIANI HA COINVOLTO I CONSIGLIERI COMUNALI. ECCO LA RISPOSTA DI LUCIA VERGAGLIA.

In settimana scorsa l’appello del presidente di Ali Confcommercio, Paolo Ambrosini, a difesa della Libreria dei Sette, è stato inoltrato anche ai consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione; in tale missiva oltre all’esortazione a risolvere la contingenza della chiusura della libreria il presidente Ambrosini ricordava l’importanza della politica della città e le vicende della Scuola Librai Italiana, nata ad Orvieto nel 2006 su iniziativa dell’Associazione Librai Italiani (Ali-Confcommercio), dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e della Fondazione Centro Studi della Città di Orvieto.  Nel ricapitolare gli elementi caratterizzanti la propria azione culturale la portavoce del M5S e come segretaria della Consulta per lo Sviluppo economico in seno al comune, Lucia Vergaglia, ha voluto invitare l’Associazione Librai ad un incontro qui in città e discutere anche della Scuola Librai. Proposta che però è stata respinta da Ambrosini. Qui di seguito il testo della lettera e dell’invito.

 

Oggetto: Politica Culturale ad Orvieto

Egregio sig. Presidente,

in riscontro alla Sua del 3 dicembre c.a. Vs. Prot. N° FF125, inoltrata a tutto il Consiglio comunale ancorché rivolta al Sindaco Giuseppe Germani, mi corre l’obbligo di precisare che la questione non investe la sola Libreria dei Sette ma si pone come elemento critico per la nostra cittadina. Intervengo quindi nella mia duplice veste di consigliere comunale, ahimè di minoranza, e di segretaria della Consulta cittadina per lo sviluppo economico per la quale ho inserito nell’ordine dei lavori la questione specifica della gestione Campino della Libreria dei Sette (http://www.orvietonews.it/politica/2018/07/16/m5s-orvieto-la-crisi-della-libreria-dei-sette-sia-discussa-63398.html) e più in generale un insieme di iniziative per rafforzare l’ecosistema delle piccole librerie locali.

Personalmente, come in altre vicende, ritengo che la missione culturale del Comune e quella dello sviluppo economico e commerciale debbano evitare di sovrapporsi, soprattutto negli spazi storici come quello del Palazzo dei Sette. Non è però anomalo in altre realtà osservare forme perequative nelle quali i gestori che godono di posizioni favorevoli negli spazi pubblici restituiscano una sussidiarietà di servizi.

Tale proposta però noi non la abbiamo ricevuta neanche in forma di bozza da valutare.

Aggiungo che la crisi si è concretizzata in questi anni in cui il trasferimento dei corsi della Scuola Librai a Roma ha sottratto il territorio di una realtà prestigiosa, culturalmente e lavorativamente feconda. In questo senso mi permetto di chiedere la Sua disponibilità ad un incontro presso la nostra Consulta per analizzare i motivi per i quali ci fu la scelta di quel trasferimento e valutare se sia possibile coniugare le esigenze della Vs. iniziativa formativa con la missione culturale e di sviluppo economico del nostro Comune.

Ciò sarebbe auspicabile.

In attesa di un Suo cortese riscontro l’occasione è gradita per augurare buon lavoro e porgere

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