No al piano delle società partecipate

IL COMUNE DI ORVIETO VUOLE MANTENERE LA PROPRIA PRESENZA “STRATEGICA” NELLA S.P.A. DELLE ACQUE. NOI SIAMO PER IL RISPETTO DEL REFERENDUM.

Invece di affrontare fin da subito la questione della ripubblicizzazione delle acque potabili, come era previsto nelle linee di indirizzo del governo della città anche da parte del sindaco Germani, stiamo ancora discutendo delle quote di partecipazione nelle società private che lucrano su questo bene comune a dispetto del referendum vinto a grande maggioranza da chi chiedeva che l’acqua tornasse pubblica. Per questo il MoVimento 5 Stelle ha votato contro il piano delle società partecipate dal Comune di Orvieto.

In ogni caso si trattava di un documento per nulla ambizioso e che non guardava al futuro.

Da parte nostra vengono le parole di Lucia Vergaglia:

《Se manca l’ambizione di far funzionare i tanti bracci operativi di cui il comune disporrebbe e se manca la coerenza con quanto Si è proposto in campagna elettorale nel 2014 e poi non si è voluto realizzare, e nemmeno pianificare, in questi 5 anni allora non vale la pena di fare politica. Ci si limiti ad amministrare il giorno per giorno facendo un concorso per i pubblici uffici. La politica é anche visione, programmazione del cambiamento e realizzazione di quanto promesso. Portare il compitino a casa con appena la sufficienza di non aver fatto troppi danni non merita alcun tipo di premio, al contrario non aver portato quel risultato promesso agli elettori quando si parlava ad esempio di acqua pubblica merita una sanzione da parte di quei cittadini che avevano cuore questa esigenza. Da parte nostra coerentemente abbiamo bocciato l’impianto del provvedimento e ricordato che c’erano le possibilità di fare in modo che gli orbitali potessero nuovamente disporre delle proprie acque in un tempo congruo e ragionevole. Non ci sembrava di chiedere miracoli, tutto e subito, piuttosto avevamo chiesto un percorso programmato fatto di tappe misurabili e neanche questo il sindaco Germani ha ritenuto di voler concedere a chi ritiene che l’acqua sia un bene comune e non una risorsa patronale del proprietario privato.

Siamo delusi ma dobbiamo dire che ce lo aspettavamo. Se toccherà a noi provare a proporre una nuova amministrazione questo tema sarà certamente al centro del dibattito cittadino.》

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