Dissesto idrogeologico: le strade di Orvieto scivolano.

COME APPARE IN QUESTA FOTO DI VIA CHIANI IN MOLTE ZONE DI ORVIETO RUPE, SFERRACAVALLO, CICONIA E DEL CIRCONDARIO ASSISTIAMO A QUELLO CHE SEMBRA E PROBABILMENTE È IL LENTO SCIVOLAMENTO VERSO VALLE.

Che la città di Orvieto e la sua rupe necessitino di un continuo monitoraggio è una cosa ben nota a tutti i cittadini. Che vi sia una tendenza a minimizzare ad aspettare che il problema diventi macroscopico è una attitudine purtroppo di tanti dei nostri politici.

In questa zona ad esempio non vi sono problemi macroscopici. Un osservatore superficiale potrebbe immaginare che l’asfalto crepato sia semplicemente troppo cotto dal sole e necessiti soltanto di una toppa mentre invece potrebbe immaginare che quel muretto di tufo che accompagna la discesa verso il pacco sottostante abbia subito un qualche urto per essere inclinato verso l’esterno. La realtà a noi sembra essere un’altra. La peculiare geologia del territorio che vede la Rupe tufacea come centro all’interno di una area argillosa si presta a quel fenomeno di lento scivolamento dei suoli e di ciò che vi si ancora, un fenomeno che ha diversi nomi (creeping soil, downhill creep oppure frana lenta a cinematica intermittente, reptazione) e che va gestito.

Vi sono una quantità di strategie e metodi per per rallentarne la comparsa o mitigarne gli effetti. Quantomeno per prevenirle le possibili improvvise accelerazioni nella forma più consueta , macroscopica e riconoscibile di vere proprio frane e crolli. Soprattutto in presenza di sempre possibili ulteriori problemi come i fenomeni alluvionali o quelli di sismicità che in Italia non mancano. Che fare? Queste le parole della nostra portavoce Lucia Vergaglia.

《Innanzitutto va detto che il caso di Orvieto è poco comune persino in una nazione notoriamente soggetta a terremoti e dissesto idrogeologico e come tale occorre una cautela maggiore ed un continuo contatto con gli enti preposti alla gestione di tali rischi ed alle università a cui va proposto è promosso iniziative di analisi, approfondimento e descrizione di rischi e soluzioni.

In questo senso non ci accontentiamo del sapere, come ci ricorda l’ispra che siamo in buona compagnia con gli altri 91 comuni della nostra regione Umbria, Piuttosto ci interessa poter contare sulla grande esperienza acquisita nel passato per affrontare in maniera non statica come ai tempi dell’importante progetto Orvieto ma dinamica e soggetta a continui adeguamenti e verifiche. Perché la messa in sicurezza di un territorio è un processo continuo e non un prodotto che si acquista una singola volta. Questo purtroppo non entra in testa alla maggioranza della politica cittadina che vorrebbe una soluzione definitiva, ma nei tempi lunghi ogni soluzione va comunque verificata altrimenti crea falsa sicurezza ed espone al rischio i cittadini come purtroppo sta accadendo. È soprattutto con il lavoro costante e con l’impegno certosino che avevano i nostri antenati nel fare che continua manutenzione e miglioramento, e nel rispettare quelle dovute cautele come ad esempio non costruire ai bordi di rupe, fiume e nelle aree più famose, che anche con l’aiuto della moderna tecnica possiamo mitigare il rischio ed assicurare prospettive umanamente durevoli. Al contrario chi parla di soluzioni definitive nasconde solo i problemi sotto un tappeto di asfalto, ma i problemi restano sempre li, nascosti ed in agguato. 》 Lucia Vergaglia M5S Orvieto

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