In malafede chi mette in dubbio il Reddito.

LA PRESUNTA MALAFEDE DEGLI ITALIANI VIENE USATA DA SEMPRE PER IMPEDIRE OGNI PROSPETTIVA DI MIGLIORAMENTO SOCIALE.

di Lucia Vergaglia

Tutti i provvedimenti possono fare essere letti con il filtro sapiente della distorsione.
Quindi ci potrebbe essete anche l’imprenditore farabutto che assume per accaparrarsi le mensilità del reddito e licenziare? Certo i sistemi truffaldini e di sfruttamento ci sono e se ne possono sempre escogitare, ma quando il mercato del lavoro pulito diventa concorrenziale e premiante diventa più arduo scegliere di rimanere al buio.
La rivoluzione copernicana del reddito di cittadinanza è quella di investire nei lavoratori perché già dal momento in cui lo si percepisce si entra nel circuito che economicamente e moralmente ci si proietta verso l’occupazione.
In tutti i decenni in cui ho sentito parlare di politiche per lo sviluppo il tema era sempre lo stesso:

creare astrattamente posti di lavoro.

Qui si ribalta la prospettiva e le aziende non sono un vaso da riempire con i soldi pubblici, ma un terrario per far germogliare e sbocciare le potenzialità e trasformarle in professionalità.

Gente, che i tempi siano drasticamente cambiati è innegabile e che il lavoro così come lo conosciamo non esisterà più anche.
Ciò che la mano pubblica è tenuta a fare è creare gli strumenti per affrontare la realtà che ci circonda. Ma non si può lontanamente concepire un ragionamento mediocre sul dato che tanto poi gli italiani siano essi lavoratori che imprese alla fine saranno imbroglioni ed approfittatori: si chiede la patente per guidare ma se poi la si usa per andare in giro ubriachi ed investire le persone non è certo responsabilità né dello Stato che le rilascia, né del costruttore che vende le auto che vanno da 0 a 250 km.
La scelta è sempre in capo a chi agisce e la patente serve anche per guidare le ambulanze che soccorrono!


E anche di questo si dovrà parlare per Orvieto 2019 e per le amministrative in Umbria.


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