Lo spirito di un Portavoce

QUANDO ERA DIFFICILE ED IN POCHI AVEVANO IL CORAGGIO DI METTERCI LA FACCIA HO AVUTO IL PRIVILEGIO E L’ONORE DI DIVENIRE PORTAVOCE DEL MOVIMENTO PER COSTRUIRE E NON PER PURA PROTESTA.

Di Lucia Vergaglia

Questa è la prospettiva, il progetto, il programma e la rivoluzionaria ambizione nella quale noi abbiamo creduto profondamente.
Ed ora che abbiamo anche al governo gli strumenti che la democrazia ci affida li possiamo realizzare.
È stato un obiettivo proclamato da tutti gli schieramenti che ci hanno preceduto, ma col risultato di conformare le scelte economiche del nostro Paese alle esigenze e alle ricattatorie richieste dell’Ue.
Con l’aberrazione del vigliacco ritornello: << C’è lo chiede l’Europa>>
Un apice di irresponsabilità ed ipocrisie mai toccato prima: avessero affrontare pubblicamente e con un minimo di dovuto e doveroso nei confronti dei cittadini contribuenti:

Ma come tutti i rapporti associativi la regola base è che il vincolo è valido e conveniente se e solo se l’utilità di portarlo avanti è motivo di progresso e benessere per tutti i partecipanti.
Non dico che sia arrivato il momento di forzare la mano per farci rispettare, ma rimanere in un assetto internazionale ignorando o peggio sacrificando l’ interesse di uno Stato membro rappresenta un fallimento dei principi costituzionali, dei trattati e dell’Ue.

Non potrà durare un matrimonio se la parte più forte ti mette in un angolo e ti costringe ad annullare le tue legittime ragioni e aspettative sviluppo della personalità.
Oggigiorno a qualsiasi figlia insegnano il rispetto di sé stessi per stare al mondo e qualora incontrassero una persona che possa esercitare un predominio della serie – Io sono il più forte, IO valgo di più, IO decido su tutto, IO esigo e pretendo che tutta la tua vita debba essere regolata in maniera simbolica e concreta alle mie direttive invalicabili ed autoritarie altrimenti per TE le conseguenze saranno irreversibili, la tua sicurezza sarà a rischio vitale, vivrai in un perenne isolamento perché senza di me non esiti! –
Ebbene io in tutta franchezza non avrei mai potuto assistere inerte a tale scempio senza fare nulla.

I Trattati di Roma, e sottolineo Roma, nel 1957 istituirono una COMUNITÀ il cui fine ultimo era l’integrazione degli Stati firmatari una sorta di solidarietà di fatto attivata sulla base di accordi tra pari in settori specifici al fine di poter giungere gradualmente ad una cooperazione estesa.
Qualcosa è andato storto. Quelli come me intendono rimediare.

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