Il miglior sindaco del mondo 2019

LA MIGLIOR SINDACO DEL MONDO SI CHIAMA VALERIA MANCINELLI ED È DEL PD, QUINDI UNA AVVERSARIA POLITICA, MA A LEI ABBIAMO INVIATO I COMPLIMENTI PER I RISULTATI ED IL GRANDE RISPETTO PER AVER PORTATO L’ITALIA IN TESTA A QUESTA COMPETIZIONE.

Miglior sindaco del mondo la prima cittadina di Ancona, Valeria Mancinellie. Questa la valutazione della fondazione londinese City Mayors Foundation relativa al 2018 che pone una italiana in vetta.

Le motivazioni della nomina.
«sotto la sua guida Ancona ha goduto di una forte crescita economica. Dal 2013, nonostante le grosse difficoltà del settore della cantieristica navale, ha creato una partnership tra città coinvolgendo pubblico, privato e popolazione. Ha tenuto il pubblico informato sulle sfide future, sui successi ottenuti e sulle difficoltà incontrate, non facendo promesse esagerate». «Durante il suo primo mandato – conclude worldmayor.com – le strade sono state sistemate, i parchi e gli spazi verdi sono stati ripuliti e le numerose attrazioni turistiche della città, comprese le sue famose spiagge, hanno nuovamente ottenuto recensioni di alto livello. E il settore della costruzione navale, una volta ritenuto moribondo, ha visto un risveglio. Ogni passo ha reso Ancona un po’ più vivibile, ogni passo ha aumentato la fiducia delle persone nel futuro della città».

Chiariamo subito che la Mancinelli è del Pd ma secondo noi va dato onore al merito a chi dall’Italia si afferma nel mondo indipendentemente dalla parte politica a cui appartiene pertanto la nostra portavoce Lucia Vergaglia le ha scritto per complimentarsi. Qui di seguito un estratto della sua lettera.

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Ad Orvieto occorre favorire l’inserimento dei giovani al lavoro.

UNA DELLE CAUSE DELLO SPOPOLAMENTO È LA RICERCA DEL LAVORO DA PARTE DEI GIOVANI. E NON NECESSARIAMENTE UN LAVORO DI QUALITÀ.

Il problema è annoso ed è dovuto alla incapacità di darsi prospettive dal punto di vista occupazionale. Mancano le opportunità? Colpa della crisi?

Certo, c’è anche questo. Tuttavia il nostro comune non è stato in grado di offrire in questi ultimi anni alcun tipo programmazione a favorire un incremento dell’occupazione di qualità nell’agricoltura, ad esempio puntando sulla cosiddetta agricoltura di precisione, ha rifiutato ogni proposta sul riutilizzo dei locali del consorzio crescendo, sulla destinazione degli insediamenti produttivi nella zona di Bardano e più in generale manca della minima idea industriale per quanto concerne i nostri territori. Persino nel terziario ha dimostrato di non avere la minima concezione di quanta occupazione possono fornire i servizi sia direttamente che nell’indotto e probabilmente per questo ha abbandonato e messo in discussione il progetto approvato di portare ad Orvieto un importantissimo ente europeo come il Tribunale unificato dei brevetti. L’unica cosa di cui il nostro comune può vantarsi è quella di avere concentrato negli ultimi mesi i cantieri della manutenzione che avrebbe dovuto fare in questi anni. Un risultato misero e triste ben identificato in questa vignetta.

Anche se qualcuno dirà che è meglio che niente su una cosa dobbiamo essere d’accordo.

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Orvieto in prima linea nel piano RISCHIO idrogeologico

UNA ESPERIENZA IMPORTANTE, NATA DAL CONFRONTARSI CON GRANDI E PICCOLI CRISI IDROGEOLOGICHE, CHE CI RENDE UN PUNTO DI RIFERIMENTO IN UMBRIA ED IN ITALIA. CON IL NUOVO PIANO DOBBIAMO RIPORTARE LA CENTRALITÀ DEL TERRITORIO E LAVORARE SULLA SICUREZZA.

Presidente del Consiglio dei ministri, avvocato Giuseppe Conte, ha dato il via alla serie di azioni relative al nuovo piano Sul rischio idrogeologico ed ad investimenti che superano il miliardo di euro. Secondo la nostra portavoce Lucia Vergaglia, che ha spessissimo trattato questo argomento nel consiglio comunale di Orvieto in riferimento al nostro territorio cuspide tra le regioni Umbria, Lazio, e Toscana è arrivato il momento di mettere a frutto la grandissima esperienza accumulata in questi anni di dissesti ed inondazioni e lavorare per la sicurezza dei cittadini e per l’assetto del nostro circondario di competenza cogliendo questa grandissima occasione. Per questo, come esponenti del Consiglio comunale, abbiamo formalmente ringraziato il nostro primo ministro, illustrando con una lettera personale le tante questioni ancora sospese nel nostro territorio e delle quali ci saranno prossimi approfondimenti.

Queste le parole di Giuseppe Conte:

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Ad Orvieto “Se lo diciamo lo facciamo”

INVITO A “SE LO DICIAMO LO FACCIAMO” AD ORVIETO
SABATO 23 FEBBRAIO ORE 16.30 SALA DEL GOVERNATORE, PALAZZO DEI 7.

Sarà un contatto diretto con i cittadini per far conoscere meglio i requisiti per presentare la domanda per accedere al reddito di cittadinanza e comprendere le modalità del nuovo sistema pensionistico quota 100.

Comunque la pensiate sull’operato del Governo questi sono atti normativi approvati e quindi riguardano tutti!
Fare la giusta comunicazione è un nostro dovere e saperne di più è un vostro diritto.
Vi aspettiamo

Giornata mondiale della giustizia sociale 2019

LA FIGURA DI PERTINI PUNTO DI RIFERIMENTO NELLA GIORNATA DEDICATA ALLA GIUSTIZIA SOCIALE.

La giustizia sociale per tutti è al centro della missione globale che l’ONU svolge per promuovere sviluppo e dignità umana. Il 20 febbraio è la data scelta per rammentare all’ opinione pubblica mondiale che occorre raddoppiare gli sforzi di tutti gli Stati membri per assicurare un mondo più giusto ed equo, veramente per tutti.

Vogliamo ricordare le parole in tal senso dell’amato presidente Pertini, a cui è dedicato il nuovo ponte di Orvieto.

Segue il messaggio del Segretario Generale in occasione della prima giornata di questa ricorrenza internazionale:

“In occasione della Giornata Mondiale della Giustizia Sociale, vediamo purtroppo molti luoghi in cui le opportunità sono cresciute solo per pochi, mentre le disuguaglianze sono aumentate per molti.
Le crescenti disuguaglianze minano il cammino della comunità internazionale nel suo sforzo di liberare dalla povertà milioni di persone e a costruire un mondo più equo.
Le falle sono visibili nella caduta del livello dei salari per donne e giovani e nella limitazione dell’accesso a educazione, servizi sanitari e lavori soddisfacenti.
Occorre rafforzare e costruire istituzioni e sviluppare politiche che promuovano uno sviluppo inclusivo. Continua a leggere Giornata mondiale della giustizia sociale 2019

Orvieto e l’Umbria senza credito

NON C’È PACE PER LE NOSTRE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, STRETTE TRA LA CRISI ED IL CREDIT CRUNCH BANCARIO. IL MODELLO REGIONALE NON FUNZIONA PIÙ E L’UMBRIA SCIVOLA ULTIMA IN CLASSIFICA…

Così come con il PIL ed il passaggio della nostra regione Umbria da sviluppata a “regione di transizione” che nel burocratico linguaggio europeo vuol dire semplicemente che non rispetta gli standard minimi comunitari dei luoghi e dei territori in cui c’è sviluppo economico e prospettive.

Questa volta il credito alle imprese sotto accusa e non da parte del MoVimento 5 Stelle o dei consiglieri dei singoli comuni, ma è il rapporto della cgia di Mestre che ha fatto saltare sulla sedia tutti coloro che si sono dovuti sentire dire, nel corso di questi anni, che andava tutto bene e che il sistema Umbria con il suo modello Cooperativo ed imprenditoriale , con le sue banche vicine al territorio, era un esempio di sostenibilità e di sviluppo. Invece è vero il contrario.

Ed è ancora più grave la sottolineatura del centro studi che indica come ci sia un grande iato, una vera e propria soluzione di continuità a fare da netta separazione, crea il tessuto delle piccole e medie imprese a cui si chiedono dei tassi anche doppi nell’interesse da corrispondere al sistema bancario rispetto alla grande azienda. Così mentre diventa quasi Impossibile avviare un processo di innovazione partendo dalle peculiarità territoriali e dalle startup che incontrano le difficoltà a consolidarsi ed assumere anche e soprattutto per la mancanza di un sistema di credito proattivo abbiamo che il grosso della movimentazione interessa i soliti grandi gruppi. In questa regione molto più che altrove. Ed un motivo ci sarà. Alla vigilia della presentazione della relazione di segreteria della consulta per lo sviluppo economico del territorio orvietano Lucia Vergaglia, la nostra voce del MoVimento 5 Stelle è responsabile appunto della consulta sottolinea le tante grida l’allarme lanciate proprio nel consiglio comunale di Orvieto dal gruppo M5S.

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Orvieto si gioca il futuro

UN TREND QUELLO DELL’AZZARDO CHE HA VISTO UN INCREMENTO IMPRESSIONANTE FINO AL 2017 ARRIVANDO A SUPERARE I 1300 EURO ANNUI PER ABITANTE…

Per la precisione €1349 per abitante nel 2017 sommando tutti i giochi gestiti dallo Stato italiano. Un totale di oltre 27 milioni di euro sottratti a quella parte di economia costruttiva e tanto servirebbe alle nostre famiglie ed ai nostri giovani.

In vista della pubblicazione dei dati consuntivi relativi al 2018 e visto che fino ad ora il Trend era stato sempre in crescita dobbiamo giustamente fare una valutazione di quanto il comune abbia effettivamente fatto in campo sociale per controbilanciare questo fenomeno che, raggiunte queste dimensioni, ha probabilmente connotazioni patologiche e certamente socialmente rilevanti sia nel territorio di Orvieto che nella regione Umbria. Lucia Vergaglia pertanto interrogherà l’assessore competente al prossimo Consiglio Comunale.

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Interrogazione acqua pubblica

SI È FATTA MOLTA CONFUSIONE SULLE TARIFFE PER L’ACQUA MA NOI NON DIMENTICHIAMO CHE LA QUESTIONE È UN’ALTRA: TORNARE ALL’ACQUA PUBBLICA.

Il quadro generale: Si avvicina la discussione in Aula alla Camera della nostra proposta di legge sull’acqua pubblica e puntualmente si intensificano gli attacchi da parte di chi ha interesse a mantenere il modello di gestione così com’è, per garantire i dividendi ai privati a scapito degli interessi della collettività.

È riprovato che con la gestione privata e con le società quotate in borsa le bollette aumentano mentre non si fanno gli investimenti per ammodernare una rete vecchia e malandata, che butta via più del 40% dell’acqua che trasporta.

Ma che c’entra l’acqua con la finanza delle società quotate in borsa? Che c’entrano le multinazionali con un diritto da garantire a tutti? Con la legge a prima firma di Federica Daga, facciamo in modo che i capitali esteri non abbiano più accesso alle nostre risorse naturali. Ci è già capitato di dover scongiurare il tentativo di cedere ai privati le nostre fonti idriche e non vogliamo che sulla risorsa più preziosa si facciano altre speculazioni. Basta con i Comuni costretti a razionare l’acqua, basta con le multe dell’Europa per le fognature e i depuratori inesistenti o malandati!

Applichiamo la volontà espressa dal popolo con il referendum del 2011 e cambiamo radicalmente il sistema, con la gradualità e l’attenzione che merita un passaggio così importante.

Nessuno vuole chiudere le multiutility, che hanno altri servizi e mercati da coprire. E nessuno vuole tornare indietro: sta avvenendo in tutta Europa e avverrà presto anche in Italia, l’acqua tornerà nelle mani degli italiani.

La situazione orvietana:

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San Valentino. Peccato che Orvieto sia assente.

LA FESTA INTERNAZIONALE DEDICATA ALL’AMORE HA ORIGINE A POCHI KM DA ORVIETO MA IL NOSTRO COMUNE NON VUOLE ESSERNE PROTAGONISTA.

La festa di san Valentino è una ricorrenza dedicata agli innamorati e celebrata in gran parte del mondo (soprattutto in Europa, nelle Americhe e in Estremo Oriente) il 14 febbraio.
L’originale festività religiosa prende il nome dal santo e martire cristiano Valentino da Terni in Umbria (ed Orvieto è in provincia di Terni), e venne istituita nel 496 da papa Gelasio I, andando a sostituirsi alla precedente festa pagana delle lupercalia. La pratica moderna di celebrazione della festa, invece, centrata sullo scambio di messaggi d’amore e regali fra innamorati, risale probabilmente all’alto medioevo.

Al giorno d’oggi è una ricorrenza che è riconosciuta in quasi tutti i paesi del mondo e che universalmente viene legata ai sentimenti. La nostra Orvieto fa un vanto di essere una città a vocazione turistica eppure, nonostante tale evento internazionale si sia originato a pochi chilometri da noi, non riesce a mettere a fuoco una programmazione legata a San Valentino. Altri comuni invece si vestono a festa.

Inoltre uno dei principali problemi che i nostri operatori del turismo devono affrontare è quello della destagionalizzazione cioè di mantenere vivo l’interesse per il nostro territorio anche in quei periodi tradizionalmente più poveri di visitatori.

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Ad Orvieto manca equilibrio tra i 4 settori.

LE AMMINISTRAZIONI CHE SI SONO SUSSEGUITE HANNO DATO CENTRALITÀ AL SETTORE PRIMARIO PRODUTTIVO AGRICOLO OPPURE IN ALTERNATIVA AL TERZIARIO DEL TURISMO. LE CITTÀ PROSPERE DIVERSIFICANO.

La produzione agricola e zootecnica sono in genere considerati come il settore primario delle economie, l’industria manifatturiera e la trasformazione sono quello secondario mentre i servizi come ad esempio il turismo sono considerati il settore terziario. Si intende per quarto settore, in questo articolo, il no profit ad alto impatto.

È vero che non si può fare sempre tutto e che ci sono delle specializzazioni nei vari territori però, va detto, che a parte poche eccezioni le cittadine che riescono a mantenere la propria prosperità durante i periodi di crisi sono generalmente quelle capaci di una maggiore diversificazione e meno dipendenti da un singolo settore. In pratica manca equilibrio tra i quattro settori. E questo è successo nonostante l’alternanza tra le forze politiche. Qui di seguito un estratto dalla documentazione della nostra portavoce in preparazione per la fase conclusiva delle iniziative sullo sviluppo economico locale.

Lucia Vergaglia, segreteria della Consulta per lo sviluppo economico locale:

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