Orvieto. Le misure anticrisi respinte dalla maggioranza

ALLA FINE SI DEVONO FARE I CONTI CON LA REALTÀ ED È GIUSTO RICORDARE CHE SOLO LUCIA VERGAGLIA COL M5S HA PRESENTATO PROPOSTE ANTICRISI E DI RILANCIO DELL’ECONOMIA. SEMPRE RESPINTE DALLA MAGGIORANZA.

La perdita netta del PIL pro capite, le chiusure continue di commerci e botteghe artigiane le mancate prospettive industriali stando impattando pesantemente sulla vita dei cittadini di Orvieto come del resto in tutta l’Umbria. In questi territori più che altrove.

Non eravamo Cassandre quando nel 2014 proponevamo una strategia di rilancio del comparto industriale locale con la proposta del centro del made in Italy da sviluppare in 5 anni basata su considerazioni concretissime e su punti di forza che abbiamo unicamente noi. Proposte irrise e bocciate. Le industrie però le abbiamo perse.

Non eravamo Cassandre neanche quando depositavamo le proposte di rilancio del Commercio. Proposte bocciate. I negozi chiudono.

Non eravamo Cassandre neanche

quando mettevamo in primo piano la necessità di operare per favore del rapporto privilegiato che hanno certe iniziative imprenditoriali ed il mondo della cultura, almeno sul nostro territorio. Ma anche in questo caso non siamo stati seguiti ed abbiamo perso i contributi dell’art bonus, quelli del mecenatismo internazionale e persino la partecipazione ai bandi relativi ad infrastrutture come il Palazzo del Gusto ma al tempo stesso siamo riusciti a svuotare Palazzo dei Sette e perdere Palazzo del Popolo. Roba da prenderci un premio alla inefficienza ed alla mancanza di visione.

Quantomeno siamo riusciti a limitare i danni ottenendo l’approvazione delle iniziative relative all’accesso alle politiche attive per lavoro alla realizzazione di uno sportello per l’occupazione ed alla modifica statutaria in favore del diritto al lavoro all’interno dei principi di organizzazione relazione del Comune. Tali modifiche rappresentano il quadro giuridico nel quale la prossima amministrazione potrà effettivamente incidere da un lato intermediando domanda e offerta, dall’altro sfruttando a pieno la potenzialità messa a disposizione dal reddito di cittadinanza. Si sarebbe potuto partire anche adesso ma l’amministrazione Non gode del 100% dei voti della sua maggioranza e quindi in realtà e ancora il No che vince. Anzi un sovietico Niet.

《 in parole povere, per farla breve, in questi cinque anni come comunità dei cittadini del territorio irritano abbiamo dovuto assistere ad un impoverimento progressivo ed ad una politica che rinunciava a darsi prospettive per un futuro sostenibile e migliore pur di non ammettere l’esistenza dei problemi che denunciavamo. Dall’ex Grinta M.Manifatture all’acqua Tione, da electrosys a Piazza del Commercio abbiamo gridato forte ed abbiamo proposto soluzioni e vie di uscita , addirittura prospettando metodi di finanziamento e possibili campi di investimento per rilanciare settori facendo tesoro degli errori del passato. Ma il punto è questo: nessuno vuole ammettere gli errori del passato. E così ci siamo trascinati fino ad oggi con un atteggiamento di negazione della realtà ai limiti della psicoanalisi e senza messo in campo Le possibili vie d’uscita. Un lassismo conclamato e la consueta battuta “va tutto bene Madama la marchesa” ripetuta sui social di tutta la politica locale e sbattuta anche nelle pagine dei giornali. Ma non c’è stato nulla da fare e non sono bastati testi, atti formali portati in consiglio, disegni e grafiche facilitate, interventi di esperti e su tutti la disperazione dei cittadini. No signori, non è bastato. Servirà per forza un voto. Servirà per forza un cambiamento vero.》 Lucia Vergaglia M5S Orvieto

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