Orvieto e l’Umbria senza credito

NON C’È PACE PER LE NOSTRE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, STRETTE TRA LA CRISI ED IL CREDIT CRUNCH BANCARIO. IL MODELLO REGIONALE NON FUNZIONA PIÙ E L’UMBRIA SCIVOLA ULTIMA IN CLASSIFICA…

Così come con il PIL ed il passaggio della nostra regione Umbria da sviluppata a “regione di transizione” che nel burocratico linguaggio europeo vuol dire semplicemente che non rispetta gli standard minimi comunitari dei luoghi e dei territori in cui c’è sviluppo economico e prospettive.

Questa volta il credito alle imprese sotto accusa e non da parte del MoVimento 5 Stelle o dei consiglieri dei singoli comuni, ma è il rapporto della cgia di Mestre che ha fatto saltare sulla sedia tutti coloro che si sono dovuti sentire dire, nel corso di questi anni, che andava tutto bene e che il sistema Umbria con il suo modello Cooperativo ed imprenditoriale , con le sue banche vicine al territorio, era un esempio di sostenibilità e di sviluppo. Invece è vero il contrario.

Ed è ancora più grave la sottolineatura del centro studi che indica come ci sia un grande iato, una vera e propria soluzione di continuità a fare da netta separazione, crea il tessuto delle piccole e medie imprese a cui si chiedono dei tassi anche doppi nell’interesse da corrispondere al sistema bancario rispetto alla grande azienda. Così mentre diventa quasi Impossibile avviare un processo di innovazione partendo dalle peculiarità territoriali e dalle startup che incontrano le difficoltà a consolidarsi ed assumere anche e soprattutto per la mancanza di un sistema di credito proattivo abbiamo che il grosso della movimentazione interessa i soliti grandi gruppi. In questa regione molto più che altrove. Ed un motivo ci sarà. Alla vigilia della presentazione della relazione di segreteria della consulta per lo sviluppo economico del territorio orvietano Lucia Vergaglia, la nostra voce del MoVimento 5 Stelle è responsabile appunto della consulta sottolinea le tante grida l’allarme lanciate proprio nel consiglio comunale di Orvieto dal gruppo M5S.

《La situazione delle nostre imprese è molto chiara ed è stata riportata in tanti momenti alla attenzione dei cittadini nella sede del Consiglio comunale che avrebbe dovuto e potuto intervenire. Dai problemi di compressione del credito alla Electrosys alla questione che ho iscritto all’ordine del giorno relativa alla Cassa di Risparmio di Orvieto e che ha dato il via a tante iniziative pubbliche come la costituzione di comitati di risparmiatori, dal riconoscimento dello status di regione di transizione alla nostra Umbria, che vuol dire che siamo stati declassati e squalificati dall’albo delle regioni sviluppate, all’attuale rilievo che solo i soldi chiamano i soldi e che Pertanto il credito bancario tende ad andare soltanto nella direzione delle grandi aziende al prezzo migliore mentre le banche alzano l’interesse per quello che è il tessuto produttivo vivo e vitale con sede fiscale ed interessi di filiera sui nostri territori. Forse l’unica cosa che realmente ha avuto qualche risvolto positivo è stato il famoso progetto di microcredito portato avanti anche con i fondi messi a disposizione dei tagli degli stipendi dei parlamentari del Movimento 5 Stelle. Uno sforzo vigoroso ma insufficiente per aziende che devono raggiungere una massa critica e aver bisogno di una solidità finanziaria concreta per poter accedere ai bandi europei oppure alle gare delle nostre pubbliche amministrazioni. Il sistema delle aree interne su questo tema non ha toccato palla ed inoltre, brucia dirlo, anche la politica locale non è stata capace di incidere e lasciare il segno nonostante fosse nelle proprie possibilità ed anche parte del proprio dovere. Ai signori che hanno detto no ai tanti proponimenti di sviluppo ed alle iniziative di ampio respiro come il piano per il centro del made in Italy a Fontanelle di Bardano cioè nel centro esatto d’Italia andrà chiesto durante la prossima campagna elettorale dove erano e cosa hanno fatto per impedire che si arrivasse a questo punto. Ai signori che in Regione hanno la possibilità di dare impulso ed indirizzo alla Gepafin ed a Sviluppoumbria andrà chiesto cosa hanno fatto per il territorio orvietano. Ed andrà seriamente è verificato e soppepesato tutto ciò che diranno.》 Lucia Vergaglia M5S

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