Noi prestenti ed operativi sul piano regolatore ed assetto del territorio.

DISCUSSIONE PIANO REGOLATORE ED ASSETTO IDROGEOLOGICO. SOLO NOI CI SIAMO.

Questa immagine è emblematica. Nonostante il fallimento del tentativo di far cadere la seduta con la mancanza del numero legale (a cui abbiamo partecipato assieme alla ex maggioranza) il Consiglio va avanti. Ne prendiamo atto e facciamo la nostra parte per verificare che tutto vada secondo legge ed impedire colpi di mano della maggioranza.

Dove sono tutti?

Dove sono tutti?

A questo punto ci si domanda dove sono tutti gli altri. In presenza del numero legale che senso ha mancare?

Con Lucia Vergaglia M5S Orvieto abbiamo sempre convenuto che una cosa è fare opposizione dura, ed anche strategica,ma un’altra è avere atteggiamenti pilateschi lavandosene le mani. In vista di una possibile nuova amministrazione anche la capacità di assumere le responsabilità del territorio è un elemento di valutazione ed esporre il piano regolatore a colpi di mano è semplicemente sbagliato.

E se vi pare poco specifichiamo che che l’obiettivo del contenimento del consumo di suolo nel piano Prg con una legislazione che limita la potestà urbanistica attribuita ai comuni dalla carta costituzionale, dall’altro, per favorire la trasformazione della città esistente, sul modello di urbanistica introdotta con la Legge 1150 del 1942 e riconfermato, con varie forme e terminologie, da tutte le legislazioni regionali. Un provvedimento allora rivoluzionario, che determinava l’obbligo alla pianificazione dell’intero territorio comunale (urbano, agricolo e naturale), con l’obiettivodi gestire il fenomeno, allora prevalente, della crescita demografica e spaziale delle città. Cosa che ora non accade.

Per questo la nostra consigliera Lucia Vergaglia propone pubblicamente di accompagnare in indirizzo all’approvazione di tali atti la questione della destinazione delle aree industriali, a cominciare da quella di Le Crete riducendo la possibilità di espansione del calanco denunciando nel frattempo (e causando l’ira del Sindaco) il fatto che i previsti lavori ai fori di Baschi in combinato con i lavori in aree interne alla Stazione di Baschi lasciano prevedere un imponente traffico merci proprio da quella stazione in direzione di Le Crete e cioè degli impianti di trattamento rifiuti.

A pensar male si fa peccato però visti i tanti problemi e le promesse disattese del passato non c’è nessun motivo di non preoccuparsi. Pertanto il prossimo piano regolatore dovrà comprendere necessariamente anche la gestione delle aree industriali intorno agli impianti Acea Per evitare ulteriori espansioni della discarica.

Su questo quindi noi ci siamo. Anche se da soli.

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