Il countdown delle elezioni amministrative ed europee fa -5. Vergaglia: i temi comunali non interessavano ai candidati assenti.

ASSENTI 3 CANDIDATI A SINDACO, UN ALTRO È STATO PRESENTE SOLO IN PARTE NONOSTANTE FOSSE CONSIGLIERE. NESSUNO DELEGATO PER LE EUROPEE. EPPURE VOGLIONO ESSERE VOTATI.

In un Consiglio comunale surreale è semivuoto abbiamo proceduto all’approvazione del bilancio consuntivo cioè al conferma della sostanziale correttezza dei conti riportati dalla amministrazione. Assente la capogruppo di Forza Italia e candidato a sindaco Roberta Tardani, presente solo per una parte della adunanza il capogruppo di Sel Tiziano Rosati. Sui banchi del pubblico non c’erano l’ex sindaco adesso candidato Franco Raimondo Barbabella e neppure il più giovane dei candidati, Matteo Panzetta di Casapoud, per occupare il ruolo di primo cittadino. Era l’ultimo consiglio comunale.

L’ultimo momento istituzionale sul quale basarsi per scegliere chi votare alle elezioni amministrative ed anche quale orientamento tenere per le elezioni europee i cui temi sono stati declinati durante questo consiglio. Queste le nostre ultime impressioni dal campo:

《Ieri ero ad un consiglio comunale che non avrei mai creduto possibile. Dei cinque candidati a sindaco di Orvieto è stato presente soltanto il sindaco uscente per la durata del Consiglio Comunale. Signori cari come pretendete di chiederci il voto se neanche siete presenti nei momenti in cui si prendono le decisioni o addirittura siete chiamati a dire la vostra sugli atti del comune ed invece risultate assenti. Era l’ultimo giorno utile per dimostrare il vostro impegno costante e continuo, dall’interno o dall’esterno , per l’istituzione per la quale avete deciso di concorrere. Perché mai non esserci? Non far leggere una giustificazione?

Con questo tipo di mancanze sono i cittadini a non venire rispettati e non solo l’istituzione in sé, una istituzione per la quale però ci si candida. E non mi si dica che la politica si deve fare fuori dai Palazzi. Ci mancherebbe che l’impegno civico non si faccia all’esterno dei palazzi ma poi, nei palazzi, si prendono le decisioni a maggioranza e si sottoscrivono gli atti che danno forza a tutte le belle parole che state dicendo in giro ai cittadini ma che poi vanno rese vive con la legittimazione istituzionale. Altrimenti restano solo belle parole.

Quella di ieri è stata una pagina non buona ed un epilogo inaspettato ed al quale non avrei mai creduto. Nei prossimi giorni si trasformerà tutto in propaganda ma nella realtà dei fatti ci sarà sempre chi avrà sottoscritto gli impegni e chi invece a quegli impegni ha deciso di non essere presente. Personalmente ancora non riesco a farmi capace di questa scelta di non toccare palla.

E parlo con la consapevolezza e la rabbia che la mia stessa forza politica non mi permetterà più di farlo. Avere la possibilità e non usarla già di per sé lo reputerei sbagliato, ma ripeto è una mancanza di rispetto verso i cittadini. Non va bene. Per niente.》Lucia Vergaglia

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