Meetup Orvieto, Umbria. Rispondere alla richiesta di fiducia di Luigi Di Maio

++ IMPORTANTE++ DOMANI SI VOTA SU ROUSSEAU PER CONFERMARE O SFIDUCIARE IL CAPO POLITICO DEL M5S E QUESTA NON È UNA VOTAZIONE A CARATTERE LOCALE.

Sono tempi difficili ma bisogna ragionare con la testa e non di pancia. Neanche noi che ci siamo trovati la lista ingistificatamente bloccata e che siamo ovviamente delusi ed arrabbiati abbiamo chiesto le dimissioni del capo politico. ci mancherebbe.
Ognuno con la sua sensibilità si è detto d’accordo oppure no su alcune delle scelte ma il problema restano le scelte non la persona che le ha fatte.
Ci vorremmo poter confrontare sulle scelte.
Così come quando ci impegniamo da attivisti o portavoce amiamo confrontarci sui temi.
Per questi motivi il partecipare ad un referendum pro o contro una persona è il contrario di quello che vorremmo fare.
E pur rispettando i tanti attivisti e candidati portavoce che stanno facendo pubblici endorsement, se permettete, sarebbe anche molto lontano da quei concetti di democrazia diretta di cui parliamo spesso.
Infine per quanto riguarda i portavoce che fanno pubblici endorsement… anche questo sembra non rientrare, anzi non rientra per niente, nella idea originaria del ruolo appunto di portavoce che è il contrario di quello di megafono.
È comprensibile in questi tempi difficili che si faccia confusione ma il richiamo è doveroso.
Tutti noi parteciperemo al voto avendo quindi ben chiare queste premesse e prendendo un momento di pausa dalle analisi delle problematiche che hanno riguardato i nostri territori e le nostre persone. Lo faremo in piena coscienza e senza condizionamenti.

Qui di seguito le parole di Luigi Di Maio:

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Giornata internazionale dei peacekeeper. Vergaglia: senza i caschi blu dell’ONU il Mediterraneo sarebbe ancora di più una polveriera

SI PARLA TROPPO POCO DEI CASCHI BLU, CHE PER NOI SONO IMPORTANTI NEI BALCANI E PER IL MEDITERRANEO. OGGI È LA LORO GIORNATA.

Nonostante la continua narrazione delle vicende legate al nostro mare interno, il Mediterraneo, soprattutto in relazione alla immigrazione di massa verso l’Europa molto difficilmente l’approfondimento mediatico sulle motivazioni viene affrontato. Insomma si fa più attenzione agli effetti che non alle cause , si preferisce concentrarsi sulla cronaca piuttosto che parlare di politica estera. Eppure l’Italia storicamente è un paese chiave e centrale nel rapporto tra Europa occidentale, quella orientale, il Medio Oriente è l’Africa. In questa giornata dedicata ai caschi blu, ai peacekeeper, vogliamo guardare a ciò che si tenta di fare con la politica per creare delle condizioni di vita migliori per tutti noi in ogni paese.

Questa Giornata Internazionale nasce per rendere omaggio alla memoria e al servizio di tutti quegli uomini e quelle donne che, nel nome della pace, hanno prestato la propria assistenza e in innumerevoli circostanze hanno prestato anche la vita (leggi calamità naturali, incidenti, malattie, violenze di ogni genere ecc.) mentre continuano, in giro per il mondo ad essere impiegati nelle operazioni di peacekeeping sotto l’egida della bandiera blu dell’ONU.
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la Risoluzione 57/129 del 2003 ha scelto il 29 maggio per celebrare la Giornata internazionale dei Peacekeepers.

Attualmente le 16 missioni di pace in cui sono impegnati riguardano non solo la protezione dei civili e la riduzione del rischio che si degeneri nuovamente in conflitti bellici come è capitato anche nella nostra Europa in tempi recenti ma anche a prevenire quell’effetto destabilizzante che le conseguenze di questi conflitti possono avere nei paesi pacifici come il nostro. Le recenti crisi dei rifugiati

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