Silvio Torre (Meetup Orvieto 5 Stelle). Gli inceneritori puliti sono una bufala.

“UNA PATETICA BUFALA”. NON SOLO NON ESISTONO INCENERITORI CHE NON LASCIANO RESIDUI MA PER FARLI SOPRAVVIVERE HANNO BISOGNO DI UNA DISCARICA ATTIVA COME QUELLA DI LE CRETE.

A questa vicenda degli inceneritori ci siamo avvicinati non solo come meetup ma anche come comitato eco-orvietano ben sapendo che qui sul territorio insistono alcune associazioni che definiscono se stesse ambientaliste e che invece si propongono di impiantare un inceneritore.

《A questa vicenda degli inceneritori ci siamo avvicinati non solo come meetup ma anche come comitato eco-orvietano ben sapendo che qui sul territorio insistono alcune associazioni che definiscono se stesse ambientaliste e che invece si propongono di impiantare un inceneritore.

Lo scontro è durato anni ha coinvolto quello che a suo tempo sarebbe dovuto essere Istituto civico che avrebbe dovuto controllare tutta l’impiantistica del ciclo dei rifiuti presente sui calanchi orvietani; mi riferisco al osservatorio Le Crete, che in origine fu una mia proposta e che poi è stato sfruttato dalla politica per altri scopi senza più toccare la palla dell’ambientalismo tant’è che in questi ultimi anni non ne avete sentito parlare in città neanche da quelli che se ne appropriarono.

Nel frattempo anche su impulso del meetup da parte della portavoce Lucia Vergaglia sono state portate per il M5S una serie di iniziative volte alla prevenzione degli inceneritori ed al blocco dell’espansione della discarica virgola tutti i temi che sono tornati agli onori della cronaca con l’aver chiesto in anticipo approfondimenti su cosa volesse fare la Lega di Salvini e se per caso avesse intenzione di proporre gli inceneritori durante le elezioni locali ed in vista di quel regionali e di quelle che coinvolgeranno la capitale Roma alla quale occorre disperatamente una soluzione per l’accumulo dei rifiuti dopo gli incendi degli impianti trattamento a freddo. Et voilà Salvini dal palco per le esplicitamente di valorizzazione dei rifiuti e della loro trasformazione in energia che tradotto significa voglio mettere un inceneritore E so perfettamente che gli inceneritori per loro natura devono andare vicino alle discariche. I candidati locali non colgono la pericolosità della situazione ed alle prime critiche sui sono rispondono stizziti che era un falso e che Salvini non avrebbe mai detto niente del genere salvo poi vedersi i video ed i virgolettati dei giornalisti che li smentivano impietosamente. Così hanno organizzato l’unico contrattacco che potevano ripetendo questi mantra come fossero una preghiera:

  1. Sappiamo che Salvini vuole i termovalorizzatori che secondo noi non sono inceneritori e comunque non ha detto che farà un inceneritore precisamente proprio davvero qui ad Orvieto quindi potrebbe farlo altrove.
  2. Le nuove tecnologie permettono un incenerimento pulito come ad esempio nel caso di Copenaghen dove c’è addirittura un inceneritore con un campo da sci in cima.

Tutto ciò è molto bello ma bisogna sgombrare il campo delle bufale. Innanzitutto hai voglia a chiamarli termovalorizzatore sono inceneritori dei rifiuti ed escono ceneri e fumi. Le ceneri sono un rifiuto speciale che va in discarica come quella di Orvieto ed i fumi sono considerati PER LEGGE rifiuto tossico che nel linguaggio della burocrazia significa che sono materiali di scarto che possono causare la morte, lesioni o difetti di nascita in creature viventi. Il pericolo di questi materiali aumenta in base alla loro facilità di dispersione e contaminazione, costituendo a lungo termine un rischio per lo stesso ambiente causando fenomeni di inquinamento idrico o del suolo o atmosferico come piogge acide e nevi chimiche.

Se il famoso osservatorio Le Crete non fosse stato scippato e strumentalizzato , tra l’altro così male da doverlo scartare nel 2017, avrebbe potuto essere lo strumento di pubblica conoscenza e fare una proposta alternativa come ad esempio i trattamenti a freddo che abbiamo indicato come comitato eco orvietano. Purtroppo la politica per l’ambiente è faticosa e non incontra gli interessi dei gruppi finanziatori. Inoltre è difficile da strumentalizzare nel caso si voglia proporre uno scambio politico durante la campagna elettorale romana dicendo ad esempio che in Umbria ci sono le possibilità di portare i rifiuti della capitale. Non c’è bisogno di grandi esperti politologi per capire che quella sarà la vera battaglia che può permettere alle forze politiche basate sul radicamento territoriale di affermarsi in maniera strutturata e strutturale. Sulla scacchiera Nazionale quindi Orvieto diventa molto importante per gli interessi di tutti meno che degli orvietani. Detto questo è comunque lecito in democrazia che ogni forza politica faccia quelli che reputano essere le migliori strategie, e voglio dirlo chiaramente che non c’è niente di illegale in quello che ha proposto Salvini. Solo che è il contrario di quello che sarebbe opportuno fare nell’ interesse della nostro ambiente, del nostro territorio e per la prosperità delle nostre imprese e dei nostri cittadini.

Quanto all’esempio di Copenaghen Alberto Zolezzi, che è il vice capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, ha voluto fare qualche chiarimento a favore degli italiani che ancora stanno a sentire la favoletta che esistono inceneritori puliti.》Silvio Torre, fondatore Meetup Orvieto 5 Stelle

In questi giorni sta girando una ennesima bufala che è relativa agli impianti di ultima generazione come quello di Copenaghen che ospita addirittura una pista da sci sul tetto e che è stato riportato in Italia nel marketing politico ai tempi delle iniziative di Renzi come il modello a cui riferirsi. Ecco su questo il nostro portavoce Alberto Zolezzi la tocca piano.

di Alberto Zolezzi, vice capogruppo MoVimento 5 Stelle Camera

Oggi vi racconto la verità sul tanto decantato “super inceneritore-pista da sci” di Copenhagen. Un inceneritore che l’ex Ministro dell’ambiente della Danimarca Ida Auken favorevole al riciclo e all’uscita dall’incenerimento, intervistata da Report definì “uno scandalo”.

La campagna di marketing a favore di questo inceneritore venne lanciata nel 2016 per promuovere le politiche di Renzi. Già allora venne prontamente smontata da esperti come Enzo Favoino, che ha ben spiegato lo scontro attuale tra chi vuole bruciare e chi vuole recuperare materia e sul caso danese gli “scenari finanzari incerti sono già evidenti nel caso dell’inceneritore di Amager Bakke a Copenhagen, Un impianto che sta già alimentando dubbi, perché non sanno cosa bruciare“.

Altri articoli sulla stampa straniera, definiscono questo impianto come “Copenhagen’s dirty, white elephant” , L’elefante sporco e bianco di Copenaghen”, parlano di “insostenibilità dal punto di vista economico” , “costi spaventosi” , “sovradimensionamento”, denunciano le operazione di lobbying che hanno preceduto l’approvazione del progetto in una nazione che brucia circa il 60% dei propri rifiuti( altro che ricicloni) e della forte difficoltà a rispettare i parametri europei del 50% di riciclo materia previsti dalla diretta 2008/98. Quella danese è una “questione che brucia“.

Ma non è finita. E’ ora di smentire altri luoghi comuni e ritrovare un po’ di sano orgoglio nazionale.

COPENHAGEN BRUCIA MOLTO E RICICLA POCO
I dati di Ecosistema Urbano 2017 e della Commissione Ue ci dicono che gli inceneritori delle grandi metropoli europee bloccano lo sviluppo di raccolte differenziate spinte. La Copenhagen del ‘super inceneritore’ secondo il report il 23,7% di raccolta differenziata, Vienna al 30% circa , Berlino è calata dal 42% al 27%, Parigi il 18%.

BRUCIARE NON ELIMINA DISCARICA
In Danimarca dove ci sono tantissimi inceneritori (ben 26 in un paese di 6 milioni di abitanti) mediamente la produzione di rifiuti è pari a 700 chilogrammi annui. Tra le più alte d’Europa. In Danimarca viene bruciato il 60% e quindi a smaltimento vanno 420 chilogrammi pro capite. Visto che gli inceneritori producono il 25% di ceneri da smaltire in discarica, a smaltimento in discarica vanno 105 chilogrammi annui.

IL MODELLO TREVISO
Il ‘Modello Treviso’, oggi applicato a quasi un milione di cittadini che propone il Contratto di Governo ? Produce 363 kg pro capite annuo, di cui oltre 86% differenziato quindi solo 50 kg/a pro capite per il trattamento meccanico biologico pre smaltimento. Ulteriormente ridotto arriva a 45 kg a testa . L’obiettivo industriale al 2023 è il 96% di differenziata e arrivare a 10 kg /abitante annuo di rifiuti urbani da smaltire. Dieci. Chi è che chiude inceneritori e discariche e apre imprese del riciclo che creano migliaia di posti di lavoro? Il ‘Modello Treviso’. Che il Governo Conte vuole portare in tutta Italia. Anche al Sud. In Campania si differenzia già il 52% dei rifiuti, con province virtuose come Benevento al 70%, Avellino e Salerno oltre il 60%.

GLI INCENERITORI BLOCCANO L’INNOVAZIONE
In Danimarca invece gli inceneritori bloccano l’innovazione e il riciclo. L’ex ministra danese Ida Auken lanciò il programma “Dall’incenerimento al riciclaggio i rifiuti considerati come una risorsa. Visione di una Danimarca senza sprechi”. Aveva programmato la transizione da incenerimento a riciclo. La lobby che brucia non ha gradito

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