Orvieto, Umbria. Bisogna schierarsi contro siccità e desertificazione

IL TEMA DELLA RESILIENZADEI NOSTRI TERRITORI VIENE FUORI IN CASO DI CRISI MA MAI IN FASE DI PIANIFICAZIONE.

Oggi 17 giugno si celebra la Giornata Mondiale per la lotta contro la desertificazione, istituita nel 1995 (Risoluzione dell´Assemblea Generale delle Nazioni Unite A/RES/49/1995) per sensibilizzare l´opinione pubblica in materia di cooperazione internazionale per combattere la desertificazione e gli effetti della siccità .

La desertificazione spesso deriva dalla siccità e dalla carenza di acqua, ma le cause più significative sono rappresentate dalle attività umane: le coltivazioni intensive che esauriscono il suolo; la gestione scorretta delle risorse idriche; il sovrapascolamento del bestiame che elimina la vegetazione; l’abbattimento degli alberi, che trattengono il manto superficiale del terreno.

Le conseguenze della degradazione del suolo si riflettono sia sull’ecosistema che direttamente sulle condizioni di vita umana, per esempio accrescendo

l’incidenza di povertà , carestie, esodi migratori, tensioni politiche, economiche e sociali. La desertificazione è una minaccia per le terre aride e semi-aride delle aree più povere del pianeta, che sono anche le più vulnerabili ai cambiamenti climatici; ma sono più di 110 i paesi potenzialmente a rischio di desertificazione. Anche l´Italia è stata inclusa nei paesi potenzialmente soggetti a fenomeni di desertificazione, tanto che il tema è pienamente trattato nella Strategia nazionale di adattamento al cambiamento climatico. Ma questo non basta, come spiegava la ex consigliere comunale Lucia Vergaglia, bisogna che resilienza, transizione e clima entrino di fatto nelle agende dei sindaci.

《Ad Orvieto c’è una grande occasione da cui ripartire: la Carta di Orvieto, un documento relativo al contrasto ai cambiamenti climatici operato dai territori, dai piccoli e grandi comuni, in accordo con i parchi e le aree protette e cioè la proposta per un nuovo Patto dei Sindaci per lo sviluppo equo e sostenibile già propria dal Comitato delle Regioni europee, che lo proporrà alla Commissione per l’inserimento nella programmazione 2020-2030. Questa sarà presentata proprio ad Orvieto questo fine settimana assieme ai 350 sindaci aderenti alla rete #Cittaslow.

Il grande del lavoro fatto in termini di elaborazione della strategia e quello di raccolta e validazione delle buone pratiche diventeranno quindi un punto di riferimento della politica europea ed il nostro centro una vera e propria scuola di amministrazione orientata alla resilienza ed alla capacità di transizione in tempi di cambiamento climatico. E di questo bisogna essere orgogliosi》 Lucia Vergaglia, ex consigliere comunale Orvieto

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