Tutti gli articoli di Silvio Torre

MiniCurriculum: Direttore artistico e tecnico di fiere ed eventi (Italian Noir, Cloud City Exib.). Titolare della Piazza Cahen srl. Attivista civico del MoVimento 5 Stelle: fondatore ed "organizer" del MeetUp Orvieto5Stelle Fondatore dell'Accademia d'Arti Medievali detta "Accademia Medievale" e del Fumettour, la fiera itinerante del fumetto. ... un pò di tempo fa lavorava per le aziende del gruppo multinazionale Besana, per gli enti riuniti nel Sorbìo (Istituto agronomico del medieterraneo - UNO macro organizzazione commerciale - ENEA - Università di Bari ecc) e per il consorzio Almaverde Bio. ... tanto tempo fa era un esperto di sicurezza informatica. ... troppo tempo fa studiava geologia (area vulcanologia) e lavorava per Italstrade SpA. ... troppissimo tempo fa voleva fare l'astronauta (e pensate che c'era ancora un programma spaziale). Note caratteristiche: Sognatore, rompiscatole, insonne.

Non siamo mica in vacanza…

UNA SETTIMANA DENSA DI ATTIVITÀ PER RAFFINARE LE PROPOSTE DA PORTARE IN CONSIGLIO, PER COGLIERE SPECIFICHE OPPORTUNITÀ E FONDI EUROPEI, INFINE PER AFFRONTARE PROBLEMATICHE RELATIVE A DIPENDENZE, AZZARDO OD AMBIENTALI PARTENDO DAL CICLO DEI RIFIUTI.

C’è tanta carne a cuocere e tante questioni sospese da affrontare e risolvere. Mentre il dibattito politico stagna sulle formule consuete e ripetute della no all’assistenzialismo e del non è affare delle pubbliche amministrazioni una crisi aziendale, formule che hanno accompagnato la chiusura di Mmanifatture, Electrosys, Tioneed ora Alto e Libreria dei Sette, e mentre nessuno intanto espone un piano concreto per il rilancio di occupazione e Sviluppo di città e territorio che non sia la fortunosa iniziativa di aree interne calate dai progetti europei e dall’ex ministro Barca, tocca sicuramente anche a noi la responsabilità di proporre nuove strade e così stiamo facendo atto dopo atto mettendo in campo iniziative che per noi sono organiche, parte di un mosaico che avremmo potuto è voluto far partire in maniera sistemica nonostante il nostro ruolo di minoranza ma che purtroppo ci siamo visti ripetutamente bocciare spesso proprio chi non ha saputo dare alternative ed ha assistito alle chiusure industriali ed alla perdita feroce di posti di lavoro e di ricchezza cittadina. Quindi oltre alla consueta attività di proposta che ha una sua grande visibilità in consiglio comunale ed un suo percorso alternativo e sottotraccia attraverso le iniziative che facciamo con le commissioni degli uffici con i quali l’attività è molto maggiore rispetto a quello che si vede da giornali e dai video. In questa settimana il confronto ci sarà su tematiche che riguardano ciclo dei rifiuti , azzardopatia e risparmio. Porteremo avanti la questione della linea diretta con l’aeroporto di Fiumicino attraverso la ferrovia. Abbiamo depositato una proposta con linee guida legate anche alla programmazione comunitaria per coinvolgere il terzo settore nella questione dell’accattonaggio in quella sua parte non solo molesta ma patologica che è l’accattonaggio forzato. Stiamo studiando il modo migliore di intervenire sulla questione della geotermia in caso in cui vengano date in Regione le autorizzazioni agli impianti sperimentali ed il governo non ponga veti, a nostro avviso più che probabili: proporremo quindi la creazione di un osservatorio geotermia In quale far confluire cittadini istituzioni e le aziende coinvolte allo scopo di massimizzare la trasparenza e prevenire ogni tipo di problema. Inoltre abbiamo appena ricevuto risposta dal assessore al commercio che sia impegnato a portare in discussione, sin dalla prima convocazione della consulta per lo sviluppo economico, della questione del palazzo dei sette , ancora una volta ringraziamo ed andiamo avanti. Il primo agosto ci sarà la convocazione del consiglio comunale in cui affronteremo i temi del lavoro e dell’occupazione di qualità, dello sviluppo economico cittadino, da ricorso al TAR avverso l’espansione della discarica ed infine di rendere Orvieto Plastic free.

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Il Bookcrossing riparte a settembre

PER RISPETTO DELLA CRISI AZIENDALE DELLA LIBRERIA DEI SETTE E SOLIDARIETÀ CON I LAVORATORI IL NOSTRO BOOKCROSSING CIVICO SI FERMA FINO A SETTEMBRE.

Se potete andate al giardino di carta ed immergetevi nel mondo dei libri fregandovene di quelli che dicono che tanto hanno già chiuso altri e che quindi anche questo, che in fondo è un negozio come un altro, non merita che i cittadini Se ne interessino. Noi vi invitiamo a farlo invece proprio come atto politico. Thomas Mann è presente sul nostro blog Orvieto 5 stelle. Com con una sua frase che ripetiamo spesso E che vuol dire che tutto è politica Quindi anche come Scegliete i libri che leggerete, se dal catalogo di Amazon Oppure sfogliandoli e comprandoli in libreria. In un ambiente che stimola proprio il contatto con gli autori e con i contenuti culturali e di fantasia che la parola scritta , custodita e racchiusa in un libro ha il potere quasi magico di evocare come immagini nella mente di chi legge.

Normalmente noi mettiamo a disposizione a via Felice Cavallotti in libera distribuzione molti volumi per esortare alla lettura e per stimolare il senso di permanenza della parola scritta, cosa che i social ed anche queste parole che state leggendo invece non hanno essendo effimeri momenti non custoditi ma visualizzati sugli schermi che domani staranno visualizzando tutt’altro. Come Movimento 5 Stelle abbiamo fatto sempre un vanto di essere presente in rete, nati in rete e di usare la rete per condividere decisioni. Altrettanto Però noi abbiamo un grandissimo rispetto per la scrittura nella sua forma permanente ed immutabile nel tempo visto che sia per intrattenimento o che sia stata Vergata per lasciare una traccia storica o permettere un approfondimento culturale.

Quindi per questo mese e per il prossimo niente bookcrossing e massima solidarietà , e presenza anche fisica per testimoniare quanto sia importante un certo modo di intendere la relazione tra commercio, cittadini e sviluppo delle comunità.

Fate come Lucia vergaglia e andate alla libreria dei sette

Consumo di suolo e complanare

IL PROSSIMO TRONCO DELLA COMPLANARE VA FATTO A BILANCIO DI SUOLO ZERO, RESTITUENDO TERRA PERMEABILE NEL RISPETTO DELLA NORMATIVA.

Tra il 2016 e il 2017, alla velocità di 2 mq/sec, sono stati persi oltre 52 kmq di suolo naturale in un equivalente orario pari ad una Piazza Navona ogni due ore al giorno, per ogni giorno dell’anno. In Italia, i dati lo confermano, il 7,65% del territorio è stato impermeabilizzato artificialmente con grave rischio per l’ambiente e per una superficie 23mila kmq. Questa cosa a una serie di conseguenze immediate E pone una serie di rischi, come il ruscellamento superficiale che espone ad un maggior rischio in caso di alluvione, ed una serie di problematiche misurabili continue come in quel complesso meccanismo che chiamiamo ecosistema che, per la vita di noi cittadini significa, tra le altre cose, capacità di assorbimento della anidride carbonica , (Co2, uno dei principali gas serra), minore regolazione del ciclo idrologico e del microclima urbano, peggioramento della qualità dell’aria. Tra il 2012 e il 2017 questo degradamento delle condizioni dovuto all’impermeabilizzazione ha procurato, stando ai rapporti appena pubblicati, un danno economico di oltre 2 miliardi di euro.

Precisamente dal Rapporto 2018 dell’Ispra emergono, inoltre, altre criticità e si rileva che quasi il 25% del nuovo consumo di suolo netto avviene all’interno di aree soggette a vincoli paesaggistici, con trasformazioni pericolose anche in aree protette come i parchi.

Oltre a ciò il 6% delle trasformazioni del 2017 si trova in aree a pericolosità da frana ed oltre il 15 per cento in quelle a pericolosità idraulica media.

Anche per questo non sono mancate le grida d’allarme ed anche questo sta accadendo ad Orvieto con la Complanare che avanza nella piana alluvionale e che si pone esattamente nell’area di sfogo del fiume Paglia lascia non pochi interrogativi.

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Braccialetto elettronico COSP. Interrogazione.

ABBIAMO RACCOLTO LE DOVEROSE INFORMAZIONI E VALUTATO LA RISPOSTA DELL’AZIENDA E SUL BRACCIALETTO ELETTRONICO AI LAVORATORI I DUBBI RESTANO.

«Quella del controllo a distanza dei Lavoratori è una materia complessa e per la quale ci sono pieghe normative in cui ci si può infilare, come ricorda un famoso detto, la coda il diavolo. Analizzando la questione nel dettaglio si scorge il problema ed in questo caso il fatto che il braccialetto elettronico possa essere utilizzato come sistema di verifica della produttività e della posizione specifica di un singolo lavoratore. Secondo noi questo è un dato che si ottiene agevolmente incrociando il momento della raccolta che è rilevato dall’apparecchio personale indossato con l’anagrafica cui è connesso il bidoncino, tale anagrafica viene utilizzata anche dal Comune per attribuire eventuali sconti soprattutto sul minore quantitativo di indifferenziato, cioè del sacco nero, permette di conoscere la posizione precisa in tempi precisi. Questo pone una problematica rilevante dal punto di vista giuslavoristico ed andrà, al nostro avviso, normata in maniera decisa potendo considerato controllo a distanza del lavoratore e questo effetto grande fratello è contrario al diritto ed alla dignità del lavoro e del lavoratore. Ma al netto di questa considerazione va detto che il comune non è stato interpellato su tale materia eppure è il committente ed è uno dei firmatari degli accordi, dei contratti e degli appalti che, a questo punto, bisogna chiarire se quantomeno prevedevano l’utilizzo di questo tipo di tecnologia così invasiva e così lontana dai principi della dignità del lavoratore e, secondo noi, così sbilanciata a favore di chi l’azienda la guida. Abbiamo interrogato il sindaco Germani proprio per sapere se da un lato lui era cosciente che sarebbe stata scelta questa strada in cui la tecnologia da miglioramento delle condizioni del lavoratore diventa strumento per tenerlo sotto controllo , e dall’altro se tale scelta aziendale prevista nei capitolati che come comune abbiamo firmato.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Sarà uno degli argomenti in discussione nel prossimo Consiglio Comunale. Aggiungiamo però una considerazione che è quella che una verifica quantitativa, utile anche in azienda per dire quanto sono stati rapiti a fare la raccolta dei bidoncini, potrebbe essere una contrapposizione alla qualità del lavoro ed alla sicurezza di chi vuole una città senza che gli operatori della raccolta e dello spazzamento siano costretti ad inseguire tabelle di marcia facendo a gara a chi accelera di più. Occorre il rispetto dei tempi, ma occorre lavorare bene e con rispetto della sicurezza e della tranquillità dei cittadini.

Incontro associazione nazionale tartufai

SIAMO STATI IN LAZIO ALL’INCONTRO CON L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE TARTUFAI. IN ALTRE REGIONI QUESTO COMPARTO È UN PUNTO DI FORZA DEL TERRITORIO MENTRE DA NOI NON È COSÌ.

Va detto che come Movimento 5 Stelle incontriamo tutti e ci confrontiamo con tutti su tutti gli argomenti. Va anche chiarito che siamo al corrente delle polemiche da parte dell’ex maggioranza che sono nate dalla assegnazione degli spazi a locali esponenti e gruppi di tartufai e che aspettiamo anche noi le risposte del Sindaco su tale argomento però questo non ci deve bloccare dal guardare avanti sullo sviluppo di una tematica che non solo è attrattiva per il nostro territorio ma che rappresenta un fattore di penetrazione in altri mercati che sono alla continua ricerca di peculiarità italiane come appunto questo tipo di prodotto raccolto.

Confronti a margine dell'incontro Nazionale tartufai
Tartufai con Lucia Vergaglia M5S

A seguito dell’incontro sono emerse una serie di problematiche, e mancanze, delle leggi attuali e delle norme locali e regionali tali che promuoveremo proprio da Orvieto una serie di interventi di livello regionale e di tutela dei nostri prodotti.

Come al solito concludiamo dicendo “Scusate se è ma siamo ancora all’opposizione”

Stop fontane abbandonate

INDECOROSO L’ABBANDONO DI QUEI FONTANILI UNA VOLTA GUIZZANTI DI PESCI ROSSI NELL’ACQUA IN MOVIMENTO. METAFORA DI UNA CITTÀ SEMPRE PIÙ TRISTE E SPENTA.

C’erano una volta e ora non ci sono più gli specchi d’acqua in cui i pesci rossi si avvicinavano e saltavano quasi fuori a cercare le mollichine gettate dai bambini. Alla Fortezza Albornoz, a Fontana secca e nei giardini di piazza Angelo da Orvieto la scena era quasi quotidiana. Invece dalla gelata del 2013 i pescetti sono quasi del tutto scomparsi ed anche le fontane hanno smesso di godere di buona salute.

Qualcuno ha paventato una questione economica con sempre meno acqua o addirittura disseccarsi i nostri Fontanili , parte del Decoro urbano e del piacere di goderci certe parti della città in cui il lento fluire dell’acqua accompagnava momenti di tranquillità al posto del rombare delle auto. Eppure fu proprio il MoVimento 5 Stelle di orvieto, durante la campagna elettorale, a proporre di rendere a circuito chiuso le nostre fontane in modo da contenerne i costi e per metterci una gestione più oculata della risorsa idrica.

Invece come capita sovente si è preferito il lassismo dell’abbandono, ad esempio ai giardini di piazza Angelo da Orvieto, al posto dell’ impegno di aver cura dei beni pubblici. Eppure non abbiamo ridotto il personale impegnato che a questo punto viene pagato per dover seguire meno cose, certamente meno Fontanili.

Football americano. Una scommessa vinta.

NATA DA UNA NOSTRA PROPOSTA A FIRMA ALBERTO TAVANI QUELLA DEL RILANCIO DEL VINCE LOMBARDI CON IL FOOTBALL È STATA UNA SCOMMESSA VINTA.

Il prossimo weekend, Castel Giorgio tornerà ad essere il centro del Football americano italiano, con l’evento che di fatto chiude ufficialmente la stagione agonistica 2017-2018 dedicata al tackle. In campo al Vince Lombardi stadium sabato 21 luglio, alle ore 21.00, le stelle del Campionato di Terza Divisione, mentre domenica 22 luglio alle 18.00 sarà la volta della Seconda Divisione, entrambe le sfide con la formula ‘Nord contro Sud” in collaborazione tra il Comune di Castel Giorgio, la FIDAF e sede del MUFA, il Museo del Football Americano italiano che durante il weekend aprirà gratuitamente.

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Mozione Orvieto Plastic Free

RACCOGLIAMO LA SFIDA DEL MINISTRO DALL’AMBIENTE E LA SOLLECITAZIONE DI #CITTASLOW PER LIBERARE LE NOSTRE CITTÀ DALLA PLASTICA.

Una mozione per rendere Orvieto città Plastic free è stata depositata da Lucia Vergaglia del MoVimento 5 Stelle e sarà discussa nel prossimo Consiglio Comunale.

La Plastic free Challenge (#PFC) è una iniziativa ambientalista sostenuta dal ministro dell’ambiente Sergio Costa che chiede a tutti gli enti pubblici di mobilitarsi e fare a meno della plastica usa e getta. Inoltre in questi giorni le città appartenenti al movimento cittaslow International, su iniziativa del Presidente dell’associazione e sindaco della città di Pollica dottor Stefano Pisani, stanno lanciando a loro volta iniziative per liberare dalla plastica i borghi ed i territori più belli, non solo d’Italia.

Il MoVimento 5 Stelle sostiene da sempre la causa ambientale come motore di un nuovo sviluppo sostenibile e come segno di rispetto per i beni comuni e pertanto, a prima firma Lucia Vergaglia, è stata depositata in Comune una mozione per rendere Orvieto Plastic free entro pochi mesi.

Qui di seguito il commento della capogruppo M5S:

«Chi meglio di noi che viviamo in una delle città più belle immaginabili, circondati da una natura fiorente, ma all’ombra di una discarica tra le più grandi del centro Italia, può capire l’importanza della tematica ambientale? Lunghi decenni di consumismo hanno abituato le generazioni alle logiche del usa e getta che nel passato non esistevano ed il cui peso diventa palese anche solo guardando gli interi calanchi riempiti e poi coperti da ciò che abbiamo buttato soltanto in questi ultimi anni. Peraltro ad un costo economico elevatissimo. E vi è di più: l’utilizzo delle plastiche usa e getta, che in Italia si stima in un numero difficilmente immaginabile, quasi centoventimila tonnellate l’anno, è un vero e proprio schiaffo al buon senso ed all’intelligenza data la semplice considerazione che il principale vantaggio delle plastiche è la loro resistenza allo scorrere del tempo, la loro durevolezza, e costruire tale materiale durevole, non biodegradabile, ciò che deve essere immediatamente buttato e decomposto significa voler saturare le discariche e stressare i sistemi di riciclo.

È arrivato il momento di sterzare con atti concreti partendo dal divieto per l’utilizzo sui nostri territori di questi materiali usa e getta a partire dalle plastiche di piattini e bicchierini in attesa di normative stringenti relative ai materiali utilizzati nella produzione di prodotti non recuperabili oppure riutilizzabili. Questo è un compito alla portata immediata di una amministrazione che, Come si è visto nelle altre città slow, può agire anche per ordinanza sindacale o per scelta e deliberazione consiliare come noi proponiamo in questo caso. Naturalmente però il criterio non deve essere punitivo e basta ma deve accompagnare i cittadini e gli operatori economici in modo da ottenere i massimi risultati senza vessare nessuno. Diamo quindi indicazioni per un periodo di elaborazione della regolamentazione e di informazione ai cittadini , ed a seguire un ulteriore periodo per l’esaurimento delle scorte di magazzino dei nostri operatori economici in modo da non arrecare loro alcun nocumento.

Già nel medio periodo la somma di alcuni provvedimenti, il cosiddetto combinato disposto, come ad esempio il divieto di utilizzo dei prodotti usa e getta, la promozione dell’utilizzo con il vuoto a rendere , le norme anti spreco già attive nelle mense e nel reso delle merci di chi opera nel mercato alimentare potranno da un lato alleggerire di qualche costa i cittadini e dall’altra a rendere Orvieto un esempio di decoro e pulizia concreta e non solo apparente come invece rischia di essere.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto.

M5S sulla crisi della Libreria dei Sette.

IMBARAZZANTE VALZER DELLE RESPONSABILITÀ DI UNA AMMINISTRAZIONE CONFUSA CHE NON DA MARGINI A CHI PORTA VALORE IN CITTÀ.

Aperta nel 1922 la storica libreria rischia la chiusura entro questa estate e sono già partite le lettere di licenziamento. il titolare Riccardo Campino da tempo pressa l’Amministrazione per ottenere un aggiornamento dei canoni oppure la possibilità di trasformare in Caffè Letterario la propria struttura che è ospitata nello storico palazzo dei Sette , centro esatto della Città di Orvieto.

L’ex assessore al bilancio del Comune, in un extra petitum, ha dato in passato il parere non richiesto alla proprietà della libreria di intervenire sui costi anche del personale, ristrutturando così il proprio bilancio in maniera maggiormente sostenibile anche se a scapito di servizio e qualità che, leggiamo all’interno della documentazione prodotta dall’ufficio cultura del comune di Orvieto, ha dignità però di centro culturale cittadino. In questo caso tale ristrutturazione, che poi vuol dire licenziare almeno parte del personale, va a danno degli interessi della città , e non ci vuole un genio per capire che questo specifico tipo di librerie ospitate negli spazi di prestigio delle città d’arte e turistica rappresentano, a volte nel l’inconsapevolezza di amministratori e cittadini, una parte di servizi pubblici considerati essenziali e quindi parte del dovere delle amministrazioni. Su questo va infatti doverosamente fatto un approfondimento: è compito dei comuni promuovere la crescita culturale di cittadini e territorio, una parte delle nostre tasse serve proprio a questo e dovrebbe essere portata avanti per cui una politica atta a favorire proprio le attività culturali , non nella parte commerciale ma nell’insieme di quelle iniziative che le fanno da corollario come ad esempio gli eventi e le attività a ricaduta diffusa magari fatte assieme alle scuole. Ma non solo: in una città il cui indice di vecchiaia è elevatissimo un presidio attrattivo per le giovani copie con i figli o per quei segmenti di persone che amano il commercio di vicinato al posto degli acquisti online e dei centri commerciali è un elemento su cui, in tema di sviluppo economico, vanno anche fatte delle valutazioni piuttosto che rifugiarsi in un lassismo in tempi di crisi inconcludente se non dannoso. E’ paradossale infatti che mentre lo stesso Comune approccia la destinazione del Palazzo del Popolo, ribattezzato Palazzo dei Congressi, per un pugno di spiccioli e mentre mette a bando il Belvedere, con la sua infrastruttura tra cucina, montacarichi e forni dal valore di centinaia di migliaia di Euro a poco più di trecento al mese, non prenda neanche in considerazione il confronto con la storica libreria.

Qui di seguito le parole della capogruppo Lucia Vergaglia.

«Come Movimento 5 Stelle siamo in prima linea nello specifico caso della richiesta di un confronto con la proprietà della Libreria dei Sette e la conferenza dei capigruppo, espressione politica della cittadinanza, abbiamo dato la nostra disponibilità così come almeno un altro capogruppo dell’opposizione. E questa disponibilità l’abbiamo ribadita anche durante il confronto per decidere se mettere o meno all’ordine del giorno della prossima riunione tale tematica. Purtroppo siamo rimasti soli e la maggioranza che oggi il sindaco Germani, sbagliando, convoca in una riunione di partito confondendo quindi il proprio ruolo istituzionale con quello di Capo politico, invece non ha dato il proprio assenso. A questo punto siamo noi a dover richiamare l’amministrazione chiedendo l’immediata convocazione della recentemente approvata consulta per lo sviluppo economico, fortemente voluta dall’attuale assessore al commercio Cotigni. In alternativa a questo per noi lo strumento previsto dalla legge regionale il Qsv che però l’amministrazione Germani ha smesso di convocare quando si è vista regolarmente mettere in minoranza. Così come abbiamo ribadito quando siamo stati gli unici ad opporci alla proposta Cotigni, che vediamo come una tardiva duplicazione ma che adesso che è stata approvata abbiamo non solo il diritto ma il dovere di chiedere che diventi uno strumento fattivo e non l’ennesimo poltronificio pre elettorale e prenda di petto la soluzione dei problemi. Insomma meno chiacchiere e più responsabilità da parte di chi è in maggioranza e di chi è al governo della città. Aggiungo, nel caso in cui fosse necessario, che il MoVimento 5 Stelle non intende lavarsene le mani e personalmente sono a disposizione per presiedere al tavolo di confronto in seno al quale vorrei portare le seguenti considerazioni:

  • Corretta Risposta alla Crisi: la crisi la subiscono anche le altre realtà commerciali in edifici privati. Non si deve incorrere in slealtà verso chi opera appunto nel mercato privato ed in tale senso ricordo che è stato approvata una risoluzione di previsione di sgravi IMU per favorire la calmierazione degli affitti degli immobili ad uso commerciale. Quindi il nostro comune riconosce la crisi del commercio e la necessità di abbassare i canoni nel privato, nel rispetto degli equilibri di bilancio. Sarebbe contraddittorio, oltre che ingiusto, non prevederlo quando la proprietà è pubblica.
  • Evitare Rischi legali: il Comune quasi regala il Palazzo del Popolo ed il Belvedere, nonostante siano immobili di pregio, con delle caratteristiche uniche e dotati di strumentazioni ed impianti costosi, al tempo stesso rifiuta il confronto economico per i soli spazi della Libreria. Anche questa palese “dissonanza cognitiva” sfiora la contraddittorietà dell’azione amministrativa e, pertanto, in punta di diritto espone l’Amministrazione ed i dirigenti al rischio di difendersi civilmente al Tribunale di Terni persino in un possibile coinvolgimento in solido durante le possibili vertenze con i lavoratori.
  • Limitare le perdità di opportunità: il grosso della clientela della storica libreria, comprendendone tutte le articolazioni che vanno dal “Giardino di carta” alla Mondadori ospitata nelle sale degli Archi oltre al negozio fronte strada non è il pubblico dei 350 euro annui per famiglia di volumi scolastici ma quello dei lettori e delle famiglie con bambini. Entrambi i gruppi non hanno realtà concorrenti paragonabili sul territorio e pertanto potrebbero ridurre i propri passaggi al centro storico con un impatto sensibile sugli introiti comunali tra parcheggio o trasporto, ed ovviamente al commercio di prossimità. Marcatamente più sensibile nei periodi meno turistici. Tale questione di perdite di opportunità andava stimata carte alla mano prima di rinunciare al confronto.
  • Proporre progetti alternativi: il Palazzo dei Sette nel suo complesso necessita di un rilancio e di una connessione diretta con la città che non si limiti al puro commercio e ne sfrutti al massimo ogni potenzialità. La proposta dell’ufficio cultura, poi ritirata dal Sindaco, comprendeva alcuni costi nascosti come quelli di Standard Facility Management per l’adeguamento a struttura museale, ex Art. 150 D.L. 112/98 comma 6, relativa ai criteri tecnico-scientifici e gli standard minimi da osservare nell’esercizio delle attività, in modo da garantire un adeguato livello di fruizione collettiva dei beni, la loro sicurezza e la prevenzione dei rischi che se ottemperate a norma potrebbero raggiungere cifre ragguardevoli anche stimabili in un milione di Euro. A fronte di una mancanza di un piano finanziario dettagliato e sostenibile occorrerà quindi garantire sul tavolo la presenza di alternative.
  • Avviare un periodo transitorio: siamo a fine consiliatura ed i cittadini dovranno pronunciarsi anche sulla validità delle proposte per il commercio e per il centro storico da valorizzare dei prossimi candidati. Non è neanche corretto avviare quindi adesso nuovi progetti che ingessino o, peggio, vengano aboliti a giugno 2019. Il confronto deve vertere sul superamento della crisi, sulla transitorietà dell’intervento pubblico e sul lasciare ogni opportunità al prossimo governo cittadino per quanto concerne Palazzo dei Sette. Non si deve cogliere una crisi per motivi di propaganda o prendere in ostaggio i destini dei lavoratori. Si può predisporre una strategia pluriennale, ma intanto va affrontato il problema dando la risposta positiva per superare il periodo negativo. Non è il momento di fingere piani a lungo termine che in 4 anni non sono neanche stati presi in considerazione od immaginati, figuriamoci progettati..

Al netto di queste che sono le considerazioni su come agire assieme a chi sta subendo la crisi va la mia personale e la nostra solidarietà ai dipendenti dell’azienda in crisi che insieme a tante altre realtà commerciali, cooperative ed industriali si vedono mettere a rischio concreto di licenziamento e questo è un dramma che non solo loro e le loro famiglie ma tutto il nostro territorio non può più permettersi.» Lucia Vergaglia, Movimento 5 Stelle Orvieto