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Orvieto Rupe Centro Commerciale Naturale?

Anni di confusa gestione del territorio e delle sue peculiarità hanno contribuito all’incrementarsi della crisi del commercio e dell’incoming turistico di qualità sulla Rupe di Orvieto. Per far d’esempio l’imbarazzante comportamento delle molte guide turistiche che scelgono di portare i gruppi in visita alla nostra bella città incamminandosi a piedi lungo la via Postierla, tra le case in cemento armato della speculazione edilizia seguendo una strada carrabile e priva di marciapiedi, invece che nel centro storico attraverso il corso Cavour, l’antica via dei Mercanti, pur pedonalizzato e ricco di attività.

Così, passeggiando tra gli ormai numerosi locali vuoti su cui le scritte “cedesi” e “fittasi” appaiono sbiadite su fogli ingialliti ci chiediamo se l’amministrazione, tra tutte le sue difficoltà, abbia finalmente deciso far proprie le buone pratiche delle città d’arte che funzionano e prosperano restando vivibili ed a misura d’uomo. Una di queste trae spunto dalle iniziative dell’Unione Europea a favore dei Centri Commerciali Naturali. Mercoledì 14 novembre, il prossimo insomma, finalmente l’Ufficio Programmazione Urbanistica del Comune si rivolge a tutti gli esercenti di Orvieto Centro (commercianti, ristoratori, albergatori, artigiani) e a tutti i cittadini interessati.

Centri Commerciali Naturali, per vivere il centroSperando di superare la vecchia iniziativa di OrvietoTrade alle ore 15,30 presso la Sala Consiliare del Comune si presenterà il progetto delle associazioni di categoria denominato “Orvieto-Centro Commerciale Naturale” emerso dalle riunioni programmate nell’ambito dell’iter del Q.S.V. Orvieto / Quadro Strategico di Valorizzazione. Per il Comune di Orvieto interverranno il Sindaco Antonio Concina, l’Assessore all’Urbanistica Leonardo Brugiotti  e il City manager Rocco Olivadese; per le associazioni di categoria: Fabrizio Trequatrini di C.N.A., Sandro Gulino di Confesercenti, Luigi M. Manieri di  Confcommercio e Danilo Mira per Confindustria.

 Per i cittadini… beh, ci saremo anche noi.

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Politica, una bella parola

Beh… un pò di nodi sono venuti al pettine…..
Però tanto per cominciare ripeto una frase riportata da Massimo Maggi a Spoleto (ben prima del comunicato della Federica Salsi) nell’incontro delle liste regionali: “Noi non siamo una setta, le cose le discutiamo e poi decidiamo”….
Ecco noi “non siamo una setta” ci limitiamo a fare politica, ad annoiare la gente con paroloni come ambiente (la prima stella del programma originale), futuro, acqua pubblica (la seconda stella) decrescita felice li dove vediamo che la crescita incontrollata strangola le vite delle persone ed il territorio, sviluppo sostenibile li dove invece è necessario porre l’accento sulla terza delle cinque stelle del programma originale, approfondiamo temi ostici e tecnici, quasi industriali come la connettività (quarta stella) ed i trasporti (quinta stella). Ci tuffiamo nel coinvolgere al cambiamento persone di tutte le età e di ogni estrazione culturale o sociale, di ogni fede perchè quella del vivere assieme è materia di tutti, si chiama politica ed anche se dopo tutti questi anni vi pare una parola disgustosa sappiate che ve l’hanno fatta odiare per tenervene alla larga, è vostra, nostra di tutti ed è bella, bella quanto lo potranno essere le idee su cui si fonda e l’impegno con cui, giorno per giorno sarà portata avanti
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/11/politica-una-bella-parola.html

Orvieto tra i Gioielli d’Italia

Orvieto partecipa al bando per i Gioielli d’Italia 2012.

Il progetto “I Gioielli d’Italia” è previsto dall’Accordo-Quadro sottoscritto in data 23 settembre 2010 tra Ministro per il turismo, pro tempore e l’allora Presidente dell’ANCI, accordo volto a promuovere il turismo nazionale e a realizzare ogni utile collaborazione al fine di coordinare e rendere sinergiche le azioni di interesse per gli Enti locali, in coerenza con il rilancio del sistema turistico italiano perseguito dal Ministro per il turismo.

Scopo dichiarato del progetto è la promozione del “buon vivere” italiano, contribuendo ad incrementare le politiche di destagionalizzazione attraverso la valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale, turistico, storico-urbanistico, architettonico ed enogastronomico del sistema delle Autonomie locali italiane, sempre nell’ottica del recupero e del rilancio turistico dell’immagine dell’Italia.

In particolare, si intende promuovere l’ Italian life style avendo come target il turista italiano e i turisti stranieri desiderosi di approfondire anche gli aspetti meno noti dell’offerta italiana. Continua a leggere Orvieto tra i Gioielli d’Italia

Parcheggiare per far la spesa

L’obbiettivo di limitare ove possibile la mobilità privata deve essere bilanciato dal rendere i pochi spostamenti possibili una leva dello sviluppo e del progresso territoriale. Ad esempio il costo dei parcheggi a ridosso delle zone a traffico limitato (ZTL) presenti al centro storico tende a spingere i cittadini verso i centri commerciali NON naturali ed i supermarket dotati di parcheggi gratuiti.

In questo modo la pubblica amministrazione implicitamente ostacola l’attività dei propri centri commerciali naturali, ovvero le vie del corso, le botteghe ed i laboratori storici, i piccoli dettaglianti che operano acquistando sul territorio. Si ostacola anche ogni logica di filiera corta e km zero disincentivando queste attività, con l’altrettanto implicito risultato di far ricadere quanto speso dalla cittadinanza verso i grandi gruppi internazionali piuttosto che sui produttori locali. Nel tempo quindi questo impoverimento ricade anche nelle casse del comune col ridotto gettito fiscale. Il comune per correre ai ripari potrebbe fare come il cane che si morde la coda aumentando ancora i parcheggi a pagamento, strategia assolutamente dannosa che qui ad Orvieto ben conosciamo.

Ticket gratis i primi 15 minuti
Ticket gratis i primi 15 minuti

Le cittadine di molte parti d’Italia hanno da tempo scisso il problema dei parcheggi in due grossi tronconi, sosta lunga e sosta breve. La sosta lunga costa, quasi come da noi, e giustifica i costi degli ausiliari addetti al controllo, della telesorveglianza di sicurezza e porta moneta alla casse comunali. La sosta breve, 15 minuti, è gratuita e si certifica prendendo il ticket dall’erogatore che indica il tempo limite entro il quale portar via il mezzo. Nei 15 minuti vai dal tuo commerciante di fiducia, fai la spesa, prendi il giornale ed il caffè, oppure vai dal farmacista di famiglia e chiedi il generico del prodotto di marca, e poi te ne vai o se decidi di trattenerti, per farti barba e capelli, paghi il giusto.

Il commerciante è contento, la filiera corta potrà funzionare, il comune favorirà gli interessi di cittadini e produttori del territorio. Dovrebbe essere facile, no?

La partita a dama.

Partita a Dama
Partita a Dama

Proprio come in una partita a dama la provincia di Terni è stata mangiata dalla provincia di Perugia, che essendo capoluogo di regione rimarrà l’unica detentrice di uffici e responsabilità.

Il passo successivo sarà la riduzione e l’accorpamento delle regioni? Che succederà? Forse l’Umbria mangerà le Marche? la Toscana, che ha visto una riduzione notevolissima del numero delle province, mangerà entrambe?

Il tutto non solo in funzione della spending review ma anche di una maggiore governance politica in vista di nuovi corposi accessi ai fondi di coesione europei ed in una più ampia ottica di unificazione politica europea. Intanto qui ad Orvieto vediamo la distanza tra noi e le istituzioni aumentare, un passo alla volta, anzi una mossa alla volta. E, comunque la si pensi, non è bello.

Abolire le provincie è un conto, mantenerle allontanandole dal territorio è, infatti, tutt’altra cosa.

Antipolitica

Dopo anni di nani e ballerine, di mignottocrazia (sf: “corruzione che ottiene potere in cambio di favori”, termine introdotto nel 2008 dall’on. Paolo Guzzanti del PdL), di naomigate (2009), delle candidature di “ciarpame e veline” (Veronica Lario, ex moglie dell’on. Silvio B.), dell’olgiettina, del BungaBunga del predellino, delle case a Montecarlo, del fallimento del San Raffaele, delle sentenze sulla scuola Diaz mentre in altro campo si assisteva alla rottamazione, ai Fiorito, ai Lusi, al “lavoro prima di tutto” ma i miei li pago in nero, agli scandali sui costi della politica ed all’inerzia più totale, alle case comprate da moglie e figli con i rimborsi elettorali, agli interessi privati, ai concorsi ed agli appalti fatti per favorire gli amici e gli amici degli amici, mentre il governo dei mai eletti ma voluti dal Presidente, quello che non sentiva buum dagli anni sessanta, è quello che spreme il paese come un limone, pigiando sulle forze sane e sui deboli, sbagliando sistematicamente i conti, eccedendo costantemente nell’uso del potere loro affidatogli con i voti parlamentari di centrodestra, centro, centrosinistra, mentre c’è tutto questo ancora la gente si chiede come mai c’è l’astensionismo e come mai emerga così prorompente il MoVimento 5 Stelle anche tra chi, per propri motivi, non ne conosca o condivida il programma.

E’ una questione molto semplice. La casta si è così distaccata dal popolo sovrano che la cittadinanza ha voltato loro le spalle, inoltre ha voltato le spalle anche alle istituzioni, percepite distanti, marcie e sanguisughe.

E’ l’antipolitica praticata costantemente da chi in rappresentanza del popolo ci ha consegnati tutti a vent’anni di berlusconismo, alle fondazioni bancarie prossime al default, allo spread, al “governo tecnico”, agli esodati, alla tav, ai ponti sullo stretto, è l’antipolitica che ha messo in fuga chi onestamente credeva di poter partecipare alle scelte dello stato con il voto, è questa antipolitica a dare ai più quel senso di fastidio, di schifo quando si parla di cose pubbliche.

Portare un programma come quello della Carta di Firenze e come quello del 5 Stelle, stare in mezzo alla gente, seguire con passione la politica locale stando col fiato sul collo agli amministratori, immergersi nei conti pubblici e nelle scelte strategiche delle istituzioni, divenire cittadini “informati” e non semplici sudditi, contagiarne altri… beh, questa sarebbe Politica, con la P maiuscola e nient’altro.

 

Antudo!

La TrinacriaAntudo è il motto usato nelle prime fasi convulse del Vespro siciliano (1282) dagli organizzatori come segno di riconoscimento. Lo stesso termine venne utilizzato durante le rivolte siciliane del 1647, durante i moti del 1820, durante la rivolta antiborbonica del 1847 e durante il separatismo siciliano degli anni quaranta del XX secolo e ripreso negli anni successivi da diversi movimenti autonomistici e indipendentistici nell’isola. Il 3 aprile 1282 veniva adottata la bandiera giallo-rossa, con al centro la Trinacria e che diverrà il vessillo di Sicilia. La bandiera venne formata dal giallo di Palermo e dal rosso di Corleone a seguito di un atto di confederazione stipulato da 29 rappresentanti delle due città.

Antudo allora fu scritto anche nel vessillo.

Oggi il separatismo ha vinto! Sissignori la Sicilia si è separata, si è staccata ed è volata via. L’isola, che ha come prima lista elettorale il movimento 5 stelle, è ormai avanti nel tempo e nello spazio, rappresentativa di una superiore cultura politica e starà al resto d’Italia cercare di raggiungerla alle prossime elezioni, starà a tutti noi poter dimostrare una così esemplare volontà di cambiamento.

La Sicilia adesso ha le sue 5 Stelle
La Sicilia adesso ha le sue 5 Stelle

Domenica si è già detto di tutto e si sono già schiariti la voce i tromboni rimasti senza padrone, tutti quelli che fino a pochi mesi fa erano Berlusconiani DOC ed oggi, che i loro simboli mettono in fuga anche i gatti neri per il senso di sfiga che emanano, hanno speso già quasi duecento mila euro per gli studi d’immagine dei nuovi marchi e logotipi per commercializzare, col nuovo nome scelto da esperti di marketing, le proprie aspirazioni di potere nella repubblica, per fare i gattopardi ed ottenere che non cambi nulla.

Antudo, signori miei, la Sicilia parte verso l’Europa, per cambiarla, l’Italia la seguirà presto. L’astensionismo cederà il passo alla speranza anche qui e allora ci staccheremo da quest’imbarazzante ingombrante passato… Antudo!

Piccole frane crescono

Ad Orvieto tutti noi che ci viviamo o lavoriamo ci siamo chiesti come mai i bordi della strada della Rupe, freschi di cantiere chiusosi neanche venti giorni fa, ci sembrino così bizzarramente privi di griglie per il drenaggio dell’acqua e così… nudi.

Beh, la risposta è semplice. Sono davvero nudi, si guida ad un passo dal terreno, privo di radici d’albero che possano sostenerlo, dei campi che costeggiano la strada. Lo sapevamo, abbiamo dovuto aspettare solo qualche giorno di pioggia per vedere i campi cominciar a venire in strada.

Orvieto frana, una zolla di terra alla volta…

Orvieto frana
Orvieto frana una zolla di terra alla volta…

La Sicilia chiama…

La Sicilia chiama!

Siamo ancora in attesa dei risultati degli spogli ma i numeri sembrano impressionanti.

Domani sarà un piacere leggere i giornali e sentire i discorsi al bar.

Poi, se tutto sarà confermato, i festeggiamenti saranno di rigore e sontuosi. Ce lo meritiamo visto che il prossimo anno non avremo più un attimo libero e non potremmo fermarci a tirar fiato.

Bravo Giancarlo, bravi tutti e un saluto speciale a chi è stato duro d’orecchi.