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La Democrazia va Online

Subito DOPO le elezioni attiveremo il sistema decisionale Liquid Feedback per i nostri territori e per le collaborazioni a distanza.
NON sostituirà gli incontri ed i meetup che resteranno la sede deputata delle decisioni, ma sarà il posto dove si deciderà e condividerà la forma “scritta” di proposte di legge, proteste, richieste d’interrogazioni parlamentari, sia territoriali che in relazione ad altri territori.

Faremo dei corsi in sede per i meno preparati, avremo degli incontri e cominceremo a familiarizzare con gli strumenti che per le successive elezioni Grillo e Casaleggio ci inviteranno ad usare sempre di più. Chi vuole cominciare? si comici ad iscrivere qui (link), poi il 28 partiamo con chi c’è.

liquid 2

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Orvieto: chi vota

Riportiamo dal comune di Orvieto le informazioni relative ai seggi ed al voto di domenica e lunedì prossimi. Cogliamo l’occasione non per chiedervi un voto ma per ricordarVi che la democrazia va esercitata, ed è questo il momento di farlo, se volete un cambiamento o se volete che tutto resti com’è la scelta è Vostra, la rispetteremo ma torneremo ad invitarVi a partecipare.

antipolitica-2COMUNICATO STAMPA n. 102/13 G.M. del 19.02.13

Elezioni Politiche del 24 e 25 Febbraio 2013: i dati sull’elettorato del Comune di Orvieto.
• Le sezioni elettorali scendono a 29 con l’accorpamento della sezione di Benano ad una sezione di Sferracavallo.

(ON/AF) – ORVIETO – La Sezione Demografica / Ufficio Elettorale del Comune di Orvieto rende noti i dati più significativi relativi alla consultazione del 24 e 25 febbraio 2013 per il rinnovo delle due Camere.
Gli Elettori votanti saranno 16.439 di cui 7.713 Maschi e 8.726 Femmine (alle Politiche del 2008 erano 16.929 di cui 7.961 Maschi e 8.968 Femmine; alle Europee del 2009 erano 17.182 di cui 8.056 Maschi e 9.126 Femmine; alle Regionali del 2010 erano 17.076 di cui 8.007 Maschi e 9.069 Femmine).
Il territorio comunale è suddiviso in 29 sezioni elettorali anziché 30. Infatti, la sezione n. 20 di Benano rimasta con soli 44 elettori è stata soppressa ed accorpata con la sezione n. 18 di Sferracavallo (il maggior numero di elettori spetta alla sezione n. 17 di Sferracavallo con 949 elettori iscritti, mentre la meno numerosa è la sezione n. 48 di Prodo con 48 elettori).
I Seggi n.ri 10, 11 e 12 di Ciconia ubicati nella Scuola Media di via dei Tigli, sono trasferiti alla Scuola Materna di Ciconia in via dei Ginepri.
A Sugano il seggio n. 23 ritorna alla sede originale della ex Scuola Elementare mentre il seggio n. 24 di Corbara è allestito presso la sede del teatro situato nel locale adiacente l’edificio della chiesa di Corbara. Continua a leggere Orvieto: chi vota

Tra sondaggi esteri e problemi pratici

Ancora una giornata campale, tra le notizie cui non vogliamo credere dei sondaggi esteri che ci danno numeri troppo grandi da far, davvero esagerati (come nella falsa pagina del Fatto qui sotto)ed i numerosi problemi pratici che ci fanno correre a destra e manca.

sondaggioni

Il dividerci tra i numerosissimo incontri, il rispondere online sulle numerose piattaforme (twitter, blog, forum, pagine facebook, mailing list, hangup e videoconferenze) la gestione delle affissioni, dei permessi, delle attività culturali e l’organizzazione dei rappresentanti di lista con le relative pratiche notariali e burocratiche. Noi non abbiamo le squadre ad hoc ed i fondi dei partiti e facendo tutto in casa la fatica, credetemi, è tanta, la tensione pure. Il piatto al centro del tavolo da gioco è assai imponente, c’è l’occasione di cambiare l’Italia e per paura d’intoppi sono mesi che controlliamo tutto non due ma tre o quattro volte.

rappresentanti di lista

Qui nessuno vuole sorprese, dobbiamo arrivare a Roma per tornare, vincenti, in Umbria e nei nostri territori per amministrare, e sarà un piacere.

Buoni propositi

Il programma del MoVimento 5 Stelle ormai lo conoscono quasi tutti, così come sono note la genesi di questo nuovo catalizzatore dell’energia politica Italiana sin dai tempi della nascita del blog di Beppe Grillo e dei primi MeetUp.

maggiQui in Umbria in questi ultimi mesi abbiamo dato una grandissima accellerata alle attività legate al 5 Stelle, prima molto accentrate nel gruppo che provò a partecipare alle precedenti elezioni regionali, senza riuscirci, basato su uno dei MeetUp di Perugia. Oggi l’energia politica è maggiore e si muove in tutti i territori. Qui ad Orvieto ci reputiamo fortunati per la grandissima qualità delle persone, dei cittadini, che partecipando alle attività sia pratiche che elaborative stanno rendendo l’Umbria un laboratorio che ha nel programma attuale del MoVimento 5 Stelle il semplice punto di partenza per una proposta economica e sociale nuova e ricca, armonica con i principi della decrescita, attenta alle proposte della cittadinanza e della rete, orientata a quella società del futuro di cui filosofi, donne ed uomini d’intelletto, immaginazione e cuore tanto hanno scritto e sognato.

Questi buoni propositi sono stati illustrati dal candidato Portavoce Orvietano al Senato della Repubblica, Massimo Maggi, alla Rai in occasione del convegno su “Economia e Lavoro Utile” di Perugia, ma questo è solo il principio, e non dubitiamo che nei prossimi giorni e mesi assisteremo ad ulteriori esplorazioni dell’elasticità del MoVimento, e dei limiti di coloro che, pur da tempo iscritti al 5 stelle, nascono come puri protester, ed essendo meno dotati dal punto di vista della capacità proattiva e propositiva sono, paradossalmente, elemento di resistenza e fossilizzazione, da superare in vista delle successive scadenze elettorali.

Nel frattempo gustatevi la storia “animata” del MoVimento che sta cambiando l’Italia e che non si limiterà all’oggi, ma porterà nel futuro quest’intera parte del mondo.

Movimento 5 Stelle Orvieto: Piazzale della Stazione (Ex Dopolavoro Ferroviario), Orvieto Scalo (TR)

Il Pil di Kennedy

Ne è passato di tempo ma ancora non recepito questa straordinaria sintesi che fa il rappresentante di un paese che ha per proprio faro proprio il mercato, in quel luogo, gli USA, questo discorso però non è per nulla rivoluzionario.

Strano a dirsi ma in Italia questo si che è un discorso rivoluzionario eppure dovrebbe essere l’abc della corretta politica, dell’interesse comune, una delle prime lezioni di educazione civica o storia contemporanea.

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

robert-kennedyNon possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani”.

(Robert Kennedy)

Dall’Umbria verso Roma

Siamo partiti è ufficialmente iniziata la campagna elettorale per le elezioni politiche 2013.

Trova le piccole differenze tra la politica ed il paese

Cominciano a comparire i rassicuranti faccioni sui megamanifesti da centro commerciale,da uscita dell’autostrada. Manifesti costosi, pagati con il cosiddetto “rimborso elettorale”, l’ex finanziamento pubblico ai partiti abrogato per referendum e poi tornato (ben più pingue) sotto altra forma.

Cominciano a comparire le centinaia di simboli, appartenenti in larga parte alle stesse persone, cominciano a moltiplicarsi gli incontri televisivi e le interviste non solo dei leader ma anche di astrusi tecnici che spiegano in modo incomprensibile il perchè subure una nuova tassa, o quanto sia giusto che una tariffa aumenti.

Il solito trantran elettorale insomma. Ognuno a dir male di un’altro con cui fino a ieri era alleato, ognuno a dire che è alternativo, ognuno che promette lavoro, sicurezza ai vecchi, opportunità ai giovani… futuro. Ma sono sempre loro, da moltissimo tempo. Sempre loro.

Chi c’è di nuovo? Beh, nonostante le piccole trappole, l’anticipare scientificamente a febbraio le elezioni e lo scempio della raccolta delle firme c’è un nuovo MoVimento che si mette in politica. A parte Beppe Grillo delle facce che verranno elette non ne conoscete quasi nessuna…. quasi, qui ad Orvieto i due candidati del MoVimento 5 Stelle potreste averli incontrati al mercato, a scuola, in tabaccheria, dal meccanico o dal giornalaio. Perchè sono come Voi, sono dei Vostri, sono comuni cittadini, scelti da altri comuni cittadini tra comuni cittadini. Gente che sa quanto costa la vita, che sa quanto è dura lavorare e quanto è lo è ancora di più stare senza lavoro, gente che ha studiato, ma che non è figlia di professori importanti ed inseriti che subito gli trovano l’incarico. Gente normale, che vuole solo che la gente normale possa vivere bene, più che dignitosamente in una società giusta, libera, senza i pesi di debiti, corruzione, burocrazia. Cittadini che hanno un programma…  Oggi, qui ad Orvieto, noi cominciamo a parlarne.


Ricordate: Non Vi chiediamo il voto, Vi chiediamo di informarVi.
http://www.facebook.com/Umbria5Stelle
http://umbria5stelle.com/

Commenti Comunali sul 2012

Marco Frizza, presidente del Consiglio Comunale di Orvieto, ha tracciato un bilancio delle attività poste in essere nelle 22 sedute di quest’anno. Un bilancio sul quale si dovrebbe rispondere parola per parola e nel contenuto, e dovrebbe farlo o poterlo fare ogni cittadino.

gonfaloneRaramente però può accadere, molto raramente, ed in generale in occasioni informali. Ovviamente le sedute sono state pubbliche e non nego alcuni interventi di grande valore, sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Tuttavia è palese la mancanza di contatto con il tessuto della città di quanto avviene in consiglio, lo scollamento è evidente. Al di la dello snocciolare i temi discussi nei singoli momenti consiliari si sarebbe dovuto guardare alla qualità dei risultati. Quelli considerati positivi sono retromarce, un rivedere le decisioni precedenti prese dagli stessi consiglieri, il dimezzamento delle tariffe dei parcheggi, il continuo cambiare il piano traffico ne sono solo gli esempi più evidenti ed il no al terzo calanco sono gli esempi più evidenti.

In pratica, a parte il recepimento di decisioni d’altre autorità, non Orvietane, su alcuni asset democratici strategici come il Tribunale e l’Asl, ed a parte la triste decisione di mettere infrastrutture territoriali poderose fuori dal controllo della cittadinanza, come la (ex) caserma, l’attività consiliare è stata tutto un decidere, agire per poi ripensarci e tornare sui propri passi; forse potremmo dedurre che tempo e denari non manchino qui in Orvieto a giudicar da tanto fare, n’est pas?

Ebbene, caro presidente, forse avreste potuto ipotizzare una via alternativa che Vi avrebbe risparmiato il fare scelte in contrasto con quelle della Vostra cittadinanza. La via più elegante, la conosce bene, si chiama Bilancio Partecipativo e permette a tutti i cittadini d’intervenire nelle scelte tattiche e strategiche prima di stendere un bilancio preventivo, così si evita quest’assurda tela di Penelope del fare e disfsare che i cittadini, oggi, prima pagano e poi subiscono. A Parma, un sindaco a 5 Stelle appena eletto lo ha subito reso possibile, in 200 giorni tutta la cittadinanza è stata coinvolta ed ha partecipato. 200 giorni…

Cassa Dis-Integrazione

Tanto tempo fa in un luogo lontano lontano, Basilea, si decidevano le regole tecniche per le quali una banca, locale, potesse o meno sostenere le imprese. Siamo già in crisi, la vita già è durissima, ma allora quando firmavano i trattati questi esperti forse non lo sapevano, forse non l’immaginavano, o semplicemente forse nelle crisi e nel bagno di sangue delle classi medie e basse loro hanno qualche interesse, questo decidetelo voi.povertà

Il 1 gennaio è finalmente partito il nuovo regolamento , fantasiosamente chiamato Basilea III, e prontamente molte ditte si son trovate con l’acqua alla gola ed hanno dovuto fermare le attività o ridurle. Poco male, in Italia ci sono gli ammortizzatori sociali, c’è l’istituto della cassa integrazione… c’era, in effetti i soldi stan finendo anche li, visto che sono stati utilizzati con ampie deroghe per favorire alcune imprese giganti, male interpretate come strategiche, ed adesso per la piccola e media c’è poco.

Con urgenza, i parametri Basilea son stati rivisti, limati, aggiustati un pò dai geni della finanza strategica e del mondo bancario, pungolati dai politici sotto elezioni o forse per semplice spirito civico, questo decidetelo Voi. Intanto registriamo 28 milioni di ore di “lavoro” in cui è intervenuta la Cassa Integrazione solo nella nostra regione, ed osserviamo nel nostro piccolo qui ad Orvieto, il dramma della Mmanifatture cui l’Imps ha negato ‘accesso a queste risorse. Scioccante per le operaie, persuase a resistere e tener duro pare con alcuni sindacalisti che affermavano che i ritardi nell’erogazione dei fondi fossero dovuti a “ritardi burocratici”, in assenza di questi fondi probabilmente dovrebbe pagare l’azienda, ma con i parametri di Basilea come la mettiamo? Continua a leggere Cassa Dis-Integrazione

Kennedy, la stampa libera e le società segrete

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Largamente applicabili anche all’Italia di oggi i passi salienti dell’americanissimo discorso che il 27 Aprile 1961 il Presidente John Fitzgerald Kennedy pronunciò al cospetto dei massimi rappresentanti della Stampa USA (la American Newspaper Publishers Association) riuniti presso l’Hotel Waldorf-Astoria di New York. Un discorso sulla necessità della libertà di stampa per la partecipazione politica e l’impegno dei cittadini, un discorso appartenente all’era della guerra fredda ma, per me, stranamente calzante anche in quest’epoca in cui le elite del mondo bancario-finanziario plasmano il destino delle nazioni sovrane quanto e forse più di eserciti e credi religiosi, un’epoca in cui le decisioni politiche sono prese lontano e di nascosto rispetto ai luoghi della democrazia, a porte chiuse.

«La parola segretezza è in sé ripugnante in una società libera e aperta e noi come popolo ci opponiamo storicamente alle società segrete, ai giuramenti segreti, alle procedure segrete. Abbiamo deciso molto tempo fa che i pericoli rappresentati da eccessi di segretezza e dall’occultamento dei fatti superano di gran lunga i rischi di quello che invece saremmo disposti a giustificare. Non c’è ragione di opporsi al pericolo di una società chiusa imitandone le stesse restrizioni. E non c’è ragione di assicurare la sopravvivenza della nostra nazione se le nostre tradizioni non sopravvivono con essa.

Stiamo correndo un gravissimo pericolo, che si preannuncia con le pressioni per aumentare a dismisura la sicurezza, posta nelle mani di chi è ansioso di espanderla sino al limite della censura ufficiale e dell’occultamento. Non lo consentirò, fin dove mi sarà possibile. E nessun membro della mia Amministrazione, a prescindere dal suo alto o basso livello, civile o militare, dovrebbe interpretare queste mie parole come una scusa per imbavagliare le notizie, soffocare il dissenso, occultare i nostri errori o negare alla stampa e al pubblico i fatti che meritano di conoscere. Continua a leggere Kennedy, la stampa libera e le società segrete

La città dei Sogni

La città dei sogni“Non si può governare una città senza sogni, senza idee, senza strategia, senza utopia, senza una visione. Non si può amministrare una città con approssimazione, incuria, mancanza di prospettive. Non si può dirigere un municipio immaginandolo un’isola, scollegato dal territorio, dai vicini, dalla nostra Nazione e dall’Europa. Non si può custodire una località senza rispettare, conservare, valorizzare e diffonderne lingua e tradizioni locali. Non si può vigilare sulle ricchezze locali e sui propri concittadini senza coraggio, senza scelte, senza intelletto. Non si può far progresso di un paese senza favorirne e promuoverne le migliori caratteristiche, gli aspetti più esemplari, le storie più meritevoli.

Di colui che occupa una poltrona come se fosse lì per caso, come se dovesse solo tenere in ordine una stanza, come se dovesse solo aggiungere un divieto, una telecamera, privatizzare un servizio e tagliare qualche diritto, noi, non vogliamo più saperne…”

Qui, ora, ovunque, sempre.