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Calendario

Non c’è tutto e siamo appena agli inizi ma il Calendario di Orvieto Civica può esservi comodo se siete lettori di questo blog.

Calendario Orvieto Civica
Calendario Orvieto Civica

https://orvietocivica.wordpress.com/calendario/

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Europa 2020: avanti piano

Oltre all’Euro ed al mercato comune uno dei fondamenti dell’Unione Europea è la cosiddetta politica Regionale, ovvero la politica di politica di coesione economica e sociale volta a ridurre le differenze esistenti tra le regioni più ricche e quelle meno avvantaggiate. A tale scopo sono nati i Fondi Strutturali, ovvero quelle piattaforme di finanziamento dei programmi (nazionali, sovraregionali e regionali) che rientrano negli scopi decisi per ogni tranche. Il periodo 2007-2013, in via di esaurimento, ha riguardato:

  • la convergenza degli Stati membri e delle Regioni in ritardo di sviluppo, migliorando le condizioni di crescita e d’occupazione
  • la competitività, l’occupazione e le attrattive delle regioni
  • la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale

Inutile dire che gran parte dei programmi allo stato sono disattesi e che molti dei fondi a disposizione non sono stai spesi e non lo saranno; un vero peccato.

La prossima tranche d’operazioni strutturali avrà una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva:

  • crescita intelligente: sviluppare un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione;
  • crescita sostenibile: promuovere un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva;
  • crescita inclusiva: promuovere un’economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale.
Orvieto verso l'Europa Civica
Orvieto verso l’Europa Civica

La dimensione territoriale e quella urbana sono parti integranti di questi processi per i quali bisognerà avere capacità di visione e qualità di leadership. Solo così Orvieto potrà fare la sua parte, avvantaggiando cittadini, enti ed imprese, senza sprecare l’enorme mole di risorse che altrimenti andrebbero perdute.

Per ora questa città è andata piano e non ha saputo sfruttare le cospique opportunità per, ad esempio, recuperare il patrimonio immobiliare, intervenire sul ciclo delle acque, operare su cultura ed ambiente preferendo le vie, dimostratesi inefficaci, di privatizzazioni e dismissioni.
Verso lo sviluppo Orvieto va avanti piano, le avvisaglie per Europa 2020 sono simili, non siamo fermi ma quasi. Orvieto Civica presenterà e documenterà le proprie proposte ai cittadini, e saranno idee innovative oltre che strumenti per ottenere presto e bene l’agognata crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

Nel frattempo vogliamo ricordare degli obbiettivi Europa 2020 la premessa che fece Barroso due anni fa, ben prima dell’arrivo di Monti: Continua a leggere Europa 2020: avanti piano

Orvieto verso il bilancio 2012

Finalmente abbiamo decantato il mal di pancia per la presentazione del progetto di bilancio annuale per l’esercizio 2012, ovviamente siamo critici, molto critici, questo progetto non ci piace proprio; tuttavia veniamo ai fatti cosicché possiate giudicare.Orvieto, lo Stemma

[Fonte: Sintesi del Comunicato Ufficiale del Comune di Orvieto]

• Le scelte: Imu, gestione parcheggi autobus, avvio sperimentale fino al 31 dicembre dell’imposta di soggiorno, salvaguardia del Sociale. • La proposta è stata approvata oggi dall’Esecutivo insieme alla relazione previsionale e programmatica e allo schema di bilancio pluriennale 2012/2014. • A fine mese l’approvazione da parte del Consiglio Comunale e subito dopo la stesura del previsionale 2013.

in sintesi: PARTE ENTRATA Data l’esigenza primaria di reperire nuove entrate correnti per garantire i servizi da erogare, a fronte dei tagli del governo che per il 2012 superano i 2 milioni, quest’anno l’Amministrazione Comunale ha adottato l’Imu. Altra fonte importante di finanziamento è stata la gestione diretta dei parcheggi che porterà 1,450 milioni di cui circa 200.000 (euro nds) dagli autobus. Avvio sperimentale fino al 31 dicembre dell’imposta di soggiorno. Impegno costante nella lotta all’evasione Tarsu e Ici. Infine, il lavoro più importante di parte entrata è stato quello di rendere certe e stabili le entrate

PARTE SPESA Si è provveduto a ridurre ancora i costi del personale e a razionalizzare la spesa salvaguardando la funzione del Sociale, pertanto: – è stato mantenuto il contributo di euro 27 a cittadino per il piano sociale – è stato avviato il servizio mensa con l’introduzione del “pre-pagato” – è stata appaltata all’esterno (con tutti i costi conseguenti) una linea scuolabus – sugli asili nido, a parità di spesa, sono stati aumentati i posti disponibili – partirà la differenziata anche a Ciconia, Orvieto Scalo, Sferracavallo senza aggravi di costi ai cittadini – il prossimo anno con l’introduzione della Tares, l’Amministrazione Comunale si impegna a rivedere e a differenziare le tariffe con un occhio di riguardo a quei soggetti produttivi maggiormente esposti (ad esempio gli albergatori).

Infine segnaliamo creazione di qualche posto di lavoro con 5 nuove assunzioni: 1 vigile, 2 conducenti di macchine operatrici, 1 meccanico, 1 autista di scuolabus.

[Il comunicato completo è consultabile sul sito del Comune di Orvieto a questo LINK]

Che dire?

Le esigenze di risanamento sono comprensibili, ed i tagli imposti dal governo sono ben visibili, tuttavia non è la sopravvivenza di se stessa l’obbiettivo dell’amministrazione, proprio no. Continua a leggere Orvieto verso il bilancio 2012

Arsenico, please

L’acqua pubblica nell’orvietano è spesso stata sotto osservazione per la presenza d’inquinanti come l’Arsenico. Vale la pena di ricordare che questa sostanza non è semplicemente tossica ma è un veleno vero e proprio.

In Italia, data la forte presenza di rocce di origine vulcanica nel territorio, la densità di questo elemento nelle acque di falda è piuttosto alta. E’ necessario quindi che chi gestisce le acque per consumo alimentare e più in generale l’acqua pubblica, sia in grado di fornire professionalità e tecnologie per limitarne l’inquinamento. Di solito in Italia si agisce sull’onda dell’emergenza ed attualmente molti comuni del circondario utilizzano il regime di deroga alla normativa vigente che impone il tetto massimo di 10 microgrammi (μg) per litro. Questa deroga permetterà l’utilizzo domestico senza limitazioni per le acque contenenti fino a 20 μg d’arsenico per litro fino al primo gennaio del 2013. Vi è una forte spinta a ridurre nel futuro il limite massimo di arsenico nell’acqua a soli 5 μg/lt considerato dalla ricerca scientifica ben più congruo. Attualmente Orvieto si attesta sui 6/8 μg/lt, con concentrazioni leggermente maggiori per chi è fornito dalle sorgenti del Sasso Tagliato, sono livelli di legge, d’accordo, ma sono borderline a quelli nell’area di pericolo e vanno ridotti ad un terzo, rapidamente. Qui di seguito la tabella del rischio in funzione della concentrazione d’arsenico:

Continua a leggere Arsenico, please

Il Geotermico dell’Alfina ed il suo impatto sul territorio…

Ci si chiede come mai in Italia si è restii a qualsiasi proposta di miglioria e di progresso, anche se si tratta di proposte che contengono in se caratteri molto vicini a quanto il nostro desiderio vorrebbe incontrare. La risposta è semplice: se è troppo bello per esser vero fai attenzione, di solito c’è la fregatura. Per esempio se ci proponessero sul territorio una maggior autosufficienza energetica basata su fonti assolutamente rinnovabili e naturali, come potremmo esser titubanti dal gridare un entusiastico Siiiiii?

Impianto Geotermico

Il fatto: Nei pressi del territorio orvietano, a Castel Giorgio, la società privata Itw Lkw Geotermia Italia ha proposto la realizzazione di un’impianto pilota per lo sfruttamento dell’energia geotermica sull’altopiano dell’Alfina. Il comune ha recepito questo documento il 7 agosto rendendolo, come norma vuole, disponibile ai cittadini che faranno istanza per visionarlo. Costoro avranno poi tempo fino al 6 ottobre prossimo per depositare in forma scritta eventuali osservazioni e rilievi. Sotto la pressione dei movimenti il sindaco di Castel Giorgio ha organizzato un’incontro pubblico (negli aggiornamenti sotto vedrete com’è andata a finire) Continua a leggere Il Geotermico dell’Alfina ed il suo impatto sul territorio…

Liquid Democracy: uno strumento dell’altro mondo

La Democrazia è un concetto semplice e difficile al tempo stesso. Per chiarire l’idea della Democrazia che abbiamo qui è quella in cui il consesso dei votanti, con il voto, delinea gli indirizzi politici nel rispetto delle minoranze e nel quadro di regole previste dalla nostra costituzione, con l’intrinseco scopo di contribuire al progresso della società ed a migliorare la vita degli individui. L’idea stessa di Democrazia, etimologicamente “Governo del Popolo”, ha subito moltissime interpretazioni che potrete sinteticamente trovar raccolte qui su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia

Liquid Democracy è uno strumento informatico atto ad eseguire votazioni. Ovvero, potenzialmente, è uno strumento per effettuare delle scelte democratiche, anche via Web od attraverso i terminali mobili (Apps).Liquid Feedback

E’ possibile utilizzarlo in gruppi od anche in futuro per large quantità di persone con l’obbiettivo di ottenere esperienze di quella che si definisce Democrazia Diretta. Vediamo come funziona.. Continua a leggere Liquid Democracy: uno strumento dell’altro mondo

Parcheggi con Ticket Premio

La stupidità e la malaeducazione non sono considerati handicap
La stupidità e la malaeducazione non sono considerati disabilità

Auto, autocarri e suv spiaggiati nei posti riservati agli invalidi, sui marciapiedi, in seconda fila e quando le auto della fila se ne sono andate via apparentemente piantati lì, come barche a remi alla fonda portate lontano dalla marea e trattenute solo dall’ancora.

Ogni giorno vediamo veicoli nelle posizioni più assurde, e non mi riferisco a chi, per brevi momenti, accosta per comprare sigarette e caffè, mi riferisco a chi davvero parcheggia dove gli pare e come gli pare.

Cosa fare per costoro, impermeabili ad ogni forma di invettiva verbale e, spesso, irridenti le multe che comunque ricevono. Noi vogliamo aiutarli, consigliarli affinchè ritrovino uno spirito del vivere comune…

Un’idea che avemmo ai tempi dell’università (ricordatami dal buon Alessio Paesano) era quella di premiare i peggiori parcheggi lasciando loro un certificato di premio in bella vista sul parabrezza, in breve tempo gli habituè della sosta selvaggia presero un più urbano stile di guida ed una miglior capacità di disporsi in parallelo al marciapiede. A chi va di stamparsi un pò di copie di un certificato come quello qui sotto chiedo di essere così gentili e cortesi di consegnarlo solo alle vetture, ed ai guidatori, che davvero meritino il premio. Nessuna raccomandazione, per carità

Premio Pessimo Parcheggio
Premio Pessimo Parcheggio

L’acqua dell’orticello di casa

Un’apparente dicotomia nella proposta politica delle forze più vicine ai temi dell’ecologia, dell’efficienza energetica e del vivere comune può manifestarsi nell’apparente tranquillità dei temi più scontati e di buon senso. Chi si preoccuperebbe, ad esempio, di un orticello nel giardino di casa o del condominio? Nessuno dovrebbe no? Anzi c’è chi, come il Movimento 5 Stelle, auspica una sempre maggior creazione di orti che permettano di puntare ad una maggior sostenibilità alimentare ed ad una riduzione degli spostamenti per la spesa. Anzi in tempo di crisi poter risparmiare qualche soldino per zucchine e pomodori, fragoline, per prezzemolo e basilico, per gli agli, le melanzane e per le cipolle è di certo meritorio quindi avanti con gli orti, saremo anche certi della presenza o meno di fertilizzanti e pesticidi, saremo sicuri della provenienza e saremo certi che comunque sono a chilometro zero.

Però l’orto va innaffiato… anche spesso. Ora se avete un impluvium per la raccolta d’acqua piovana, beh in questo caso finché piove siete a posto (zanzare a parte che comincerete a produrre in quantità industriale, sempre che non avveleniate l’acqua con pesticidi vari che poi finiranno nell’orto), in un’estate come questa del 2012 rimarrete comunque rapidamente a secco, e l’orto con voi, giusto il mese prima del raccolto.

Che fare? Usare l’acqua del rubinetto? Beh… questo invece cozza con ogni politica di risparmio idrico e spesso cozza anche con le ordinanze dei sindaci che in ogni estate secca prevedono multe salatissime per l’uso non alimentare o strettamente igenico? Usare strategie a bassa tecnologia come i vasi a riserva d’acqua? Gli stessi sindaci vi ordineranno di svuotarle o multeranno, nelle riserve sottovaso infatti si annidano le larve delle zanzare ed ogni estate l’ordinanza contro la proliferazione degli insetti, fatta su proposta dell’ASL, non manca mai.

Orti alternativiInsomma un problema apparentemente semplice ma che in realtà investe diverse sfere del vivere della comunità e personale.

Ma non vorrei, come molti, limitarmi a porre il problema su quanto detto qui sopra, la mia personale proposta civica, infatti, è:

  • Formazione: Incentivare l’attività di creazione degli orti di casa fornendo un contributo in termini di formazione con adeguati e moderni corsi di orticultura da giardino e, perché no, da balcone organizzati col contributo del comune e proposti in manifestazioni pubbliche ed, in forma di poster ed argomento di studio, nelle scuole.
  • Modernità: Incentivare l’uso, in vaso, dei Polimeri Super Assorbenti (SAP), materiali comunemente usati in giardinaggio che permettono l’assorbimento, ad esempio durante le piogge, di grandi quantità d’acqua per poi cederle al terreno lentamente quando questo diventa molto secco. L’incentivazione avverrà con un voucher, un buono, richiedibile annualmente per abitazione in comune atto a coprire il 50% della spesa fino ad un tetto massimo da fissare in rapporto alla misura dell’orto.
  • Risparmio: Incentivare anche l’uso dei gocciolatoi per limitare il consumo generale d’acqua durante il periodo di libero utilizzo favorendo quindi il riaccumulo in falda. Contributo alle spese su presentazione e valutazione progetto.

Il Paradosso di Jevons

Nel 1865 William Jevons, nel suo libro The Coal Question, osservava che il consumo inglese di carbone era cresciuto dopo che James Watt ebbe introdotto il motore a vapore (alimentato a carbone), che aumentava notevolmente l’efficienza energetica del precedente motore di Thomas Newcomen. Ci si attendeva secondo buon senso una diminuzione  del consumo dovuta al risparmio di carburante che questi motori permettevano ma non andò così, anzi…

Il “Paradosso di Jevons” afferma che “i miglioramenti tecnologici che aumentano l’efficienza con cui una risorsa è usata possono fare aumentare il consumo totale di quella risorsa, invece di diminuire”.

In realtà nelle teorie economiche attuali non è affatto considerato un paradosso ed è generalmente considerato tacito che l’aumento di efficienza si traduce normalmente in una diminuzione di costi che, in genere, aumenta i consumi. In pratica i consumatori s’ingolosiscono del bene output di questa maggiore efficienza, che avrà quindi adesso un minor costo, e ci si avventano sopra, a condizione che la domanda del bene in questione sia sufficientemente elastica.Il Paradosso di Jevons e le auto ibride

Infatti se la domanda è rigida, una variazione di prezzo non indurrà sensibili variazioni nel consumo dell’output, e quindi indurrà una diminuzione del consumo dell’input della risorsa. Viceversa se la domanda è elastica, quindi variazioni nel prezzo producono significativi aumenti nel consumo dell’output, ci saranno incrementi anche nell’input. Si tratta di quello che viene chiamato ‘effetto rebound’. Ogni politica civica che punti a strategie di efficienza e risparmio dovrà confrontarsi spesso con problematiche che possono sfociare in effetti apparentemente paradossali come quelli che descrive Jevons, facendo tesoro delle esperienze del passato per non trovarsi impreparati in futuro.

Traffico permettendo

Orvieto è una cittadina interessante, spesso ignora e passa sopra a problemi vitali come l’arsenico nell’acqua del rubinetto e poi, poi si va ad impelagare ed arrovellare in furibonde discussioni sul traffico… già proprio sul traffico, e magari sulle sue gravissime conseguenze come l’inquinamento acustico e quello atmosferico, troppo spesso, ed a sproposito, utilizzate come leva di pressione per ottenere dei velleitari cambi di viabilità, assolutamente non inseriti nel quadro delle esigenze Orvietane e senza neanche un’idea della città futura desiderata.

Giornata normale a Torino, giornata fluida a Roma, Napoli o Milano

Chi non conoscesse questo territorio sappia che parliamo di uno dei comuni più estesi d’Italia e con i suoi ventunomila abitanti riesce a raggiungere la densità abitativa di ben settantacinque (75) abitanti per chilometro quadrato. Senza arrivare a San Giorgio a Cremano, piccolo comune del vesuviano, che con i suoi undicimilacinquecento (11.500) abitanti per chilometro quadrato rappresenta il record opposto, direi che il traffico, ad Orvieto, può essere soggettivamente percepito come problema da chi abita nella strettoia dove il furgoncino passa con due manovre ma non ci sono proprio i numeri per definirlo problema insormontabile, men che meno fonte d’inquinamento costante.

Se poi ci facciamo il problema del traffico all’orario d’ingresso a scuola od alla chiusura uffici ebbene queste sono problematiche logistiche ed organizzative che si possono affrontare a monte senza ingolfare l’agenda politica della mobilità. Già, perché proprio qui si finisce a giocare la partita, sulla mobilità, e quest’argomento è totalmente integrato nelle prospettive di sviluppo e sostenibilità di Orvieto.

Traffico permettendo potremmo affrontare i problemi di mobilità nel dettaglio, ma nel quadro complessivo, e trasformare i punti critici in vere opportunità.