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Vergaglia(M5S): estremamente attuale l’inchiesta di Lattanzi.

“I PADRINI DELL’UMBRIA” DI CLAUDIO LATTANZI È UNO SPACCATO CRUDO DELLA NOSTRA REALTÀ DESCRITTO CON ASCIUTTO LINGUAGGIO GIORNALISTICO, NON UN ROMANZO MA DURA REALTÀ.
“L’Umbria del buon governo rosso è ormai un mito scolorito dal tempo e da una profonda questione morale che sta travolgendo gli eredi del partito comunista...”


《Questo è uno dei principali titoli che ho conosciuto dell’amico Claudio Lattanzi giornalista di Orvieto è sempre attento alla questione della criminalità che si è lentamente ma costantemente affermata nella nostra regione Umbria. Assolutamente asciutto Nei testi non si presta a facili giochi per diventare una sorta di Romanzo Criminale quanto piuttosto è un’operazione di risveglio collettivo per uscire da quel incantesimo per il quale la questione morale è sembrata per anni essere un patrimonio indiscusso del partito che fu di Berlinguer e per la quale non fosse necessario che venissero messe in discussione le amministrazioni dei discendenti di quel partito. Purtroppo l’esperienza ci insegna che la verità è tutt’altra persino qui nella regione di San Francesco. Il carico insulti e denigrazione che ha dovuto subire l’autore oggi viene sanato dalle realtà processuali e dalle intercettazioni che divengono pubbliche. Un lavoro che invece di essere denigrato, quello di Lattanzi andava invece preso ad esempio. E con grande grandissimo rispetto spero possa completarlo raccontando anche le vicende di questo ultimo periodo chiudendo un ciclo e permettendo anche alla cultura che proviene appunto dall’epoca di Berlinguer, od anche di Pertini, di potersi finalmente affrancare dai preconcetti di presunte superiorità morali dichiarate e poi tradite dai propri rappresentanti e, come in un doloroso rito di passaggio all’età adulta, rialzare la testa ed essere parte con tutti noi di un rinnovamento e di una pulizia della nostra regione. Ed anche per questo, anche grazie a Claudio Lattanzi, il rinnovamento potrebbe e dovrebbe partire da Orvieto. 》Lucia Vergaglia, M5S Orvieto.

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Lucia Vergaglia M5S. Pensieri di fine mandato

UN BLOB DI QUESTI ANNI DA CONSIGLIERE DELL’OPPOSIZIONE COMPRESSA TRA EX MAGGIORANZA E MAGGIORANZA, TRA VITTORIE INATTESE E RISULTATI INSPERATI, NON SENZA QUALCHE SCOTTATURA CHE ANCORA BRUCIA.

(di Lucia Vergaglia)

Quando ho deciso di raccogliere alcuni pensieri sparsi di fine mandato sono stata sconsigliata nel parlare di quello che non sono riuscita a fare , delle sconfitte che hanno costellato la mia personale azione dall’opposizione perché oggi la comunicazione, si dice, dovrebbe semplicemente dare i messaggi positivi.
Come sempre ascolto tutti ma devo valutare le cose per come personalmente riesco ad interpretarle ed i vantaggi di una comunicazione impersonale secondo me non giustificano la rinuncia ad una comunicazione completa, a spiegare perché è come si è arrivati a un certo punto ed anche a far capire le sottili differenze che ci sono tra l’intenzione di voler fare da portavoce e le più umane passioni e sensibilità di una persona come me impegnata nella politica e nelle istituzioni.

Forse la componente è quella che mi caratterizza di più, più quella della specifica competenza professionale, ed ancora di più della approfondita ricerca e studio delle materie che ho dovuto e voluto affrontare e discutere come portavoce di parte, eletta rappresentante di tutti e come cittadina in prima persona. E per quanto sia fermamente convinta che ognuno valga quanto gli altri in democrazia sono anche una certa che ciascuno è diverso dagli altri nelle scelte e nei modi con cui affronta di temi e fa al suo meglio il gioco della propria squadra, nel rispetto pieno delle regole e con in mente l’obiettivo del benessere dei propri concittadini e del proprio territorio.

Raccolgo quindi queste sensazioni e dei frammenti di cuore e mente in queste raccolte online. Se vi va di farvi un’idea delle persone che sono dietro alla macchina pubblica e dei cittadini che scelgono di farsi Stato , con tutti i loro limiti e difetti, potete darci un’occhiata qui di seguito.

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Vergaglia (M5S): deciso nel 2010 il divieto di nascita ad Orvieto.

In base all’Accordo Stato Regioni del 2010, i punti nascita devono eseguire almeno 1000 parti annui.” Firmato vecchia politica.

Sono numerosi in questi giorni i commenti di esponenti e candidati politici volti a strumentalizzare le parole del ministro per la Sanità, dottoressa Giulia Grillo, eletta in quota M5S travisando le sue parole evocando il rischio di chiusura dei reparti del Santa Maria della Stella, in particolare del punto nascite. Dice il Ministro: “In questi mesi stiamo lavorando ad un decreto per gli standard dell’assistenza territoriale. Noi oggi siamo molto bravi sull’ospedalità, dove abbiamo degli standard e ridotto le inefficienze. Però sulla medicina del territorio dobbiamo efficientare la spesa e lì c’è molto margine e dobbiamo ridurre gli sprechi”

E’ vero che sia molto serio e sentito il rischio di un declassamento dell’Ospedale di Orvieto, ascrivibile nei successi come nei problemi alla politica regionale dell’Umbria ed alle scelte dei manager che, giova ricordarlo, hanno costretto persino i consiglieri comunali locali a numerosi atti ed interventi, ed addirittura una Commissione di studio sulla materia che fu cavallo di battaglia dei sostenitori di Germani alle elezioni 2014, quella delle liste d’attesa. Pertanto da parte della capogruppo M5S, Lucia Vergaglia giunge una netta presa di posizione visto che le scelte del ministero sono obbligate da normative e patti proposti e firmati dalle regioni risalenti al 2010.

«La situazione va inquadrata così: l’OMS, giustamente, tende a sottolineare i rischi di punti nascita con numero di parti inferiore ad almeno 500 annui, come ad Orvieto. Questo è un dato di fatto, così come pianificazione ed accordi regionali. infatti “In base all’Accordo Stato Regioni del 2010, i punti nascita devono eseguire almeno 1000 parti annui.” ed ovviamente siamo lontanissimi da quei numeri, ma la firma fu apposta dai nostri governanti che ben sapevano di mettere Orvieto a rischio di chiusura. Un anno fa finalmente sono state recepite le proteste dai territori e la Conferenza Stato Regioni dello scorso 24 gennaio 2018, al punto 7 dell’accordo, indica i provvedimenti relativi alla rete dei punti nascita. Tra i punti di rilievo stabiliti dall’accordo la distinzione tra centri Hub (con numero di parti uguale o superiore a 1000 all’anno) e centri Spoke (con numero di parti tra 500 e 1000 all’anno) ed una serie di prescrizioni relative al numero di cesarei in questi centri, molto ridotti nel nostro caso.

A nostro avviso se il complesso di Santa Maria della Stella non costituirà, insieme ad altri, una azienda articolata su di una superficie territoriale maggiore assieme ad altri complessi, attraverso cui utilizzare escamotage come il cumulo delle nascite, ben difficilmente si può gestire questa vicenda senza derogare la legge e le normative. Deroghe per le quali ci spenderemo se avremo l’occasione, prospettando una nuova e più efficace pianificazione regionale in vista del rinnovo regionale, ben sapendo che la politica sanitaria è, appunto, in capo alla regione Umbria, attualmente fagocitata dagli scandali,

mentre la mancanza di un punto nascite è infatti gravissima in termini di ripopolamento demografico ed è una condanna alla desertificazione, alla fuga delle famiglie assieme agli altri fattori come quelli socioeconomici o lavorativi che, a causa di scelte scellerate del passato ed una atomizzazione eccessiva delle strutture per venire incontro non ad una certa nomenclatura medica quanto piuttosto a calcoli elettorali regionali che da sempre penalizzano le aree interne come quella orvietana.

Come uscirne?

Noi abbiamo già le idee chiare ed un piano in tre fasi.

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Lucia Vergaglia (M5S Orvieto). Occorre impegno per far parte del Movimento.

NON ARRENDERSI È PIÙ DIFFICILE QUANDO LE COSE DIPENDONO DA NOI.

Di Lucia Vergaglia.

Credete che basti un click?
Far parte del Movimento 5 stelle è una cosa alla portata di tutti, ma esserlo davvero non è così spensierato come di possa credere.
Occorre dimostrare che l’impegno c’è stato nella continuità della partecipazione, nella attenzione a valutare e votare i tantissimi atti sottoposti alla discussione, nel proporre temi e contributi e, aspetto totalmente inedito, nel formarsi grazie ai corsi di e – learning sulla macchina amministrativa presenti sulla piattaforma Rousseau.
No, non c’è una Scuola Politica dove basta accreditarsi all’ingresso ed arrivare abbastanza svegli al momento del buffet della pausa caffè per farsi presentare i pezzi grossi.
Macché il nostro ‘attivismo scelto è svolto fuori casa a contatto con i cittadini, preferibilmente con chi addirittura non vota più.

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Finanza locale ad Orvieto. Chi è colpa del suo mal pianga se stesso.

CITTADINI ED IMPRESE STANNO SUBENDO IL CLIMA DI INCERTEZZA LOCALE CHE SI AGGIUNGE ALLA RECESSIONE INTERNAZIONALE. DALLA CRISI DEGLI SWAP ALLA VICENDA DEI TITOLI ILLIQUIDI È UN QUADRO DESOLANTE IN CUI VA REGISTRATO CHE LE PERSONE PREFERISCONO NON INVESTIRE.
Nel saggio La borsa Karl Emil Maximilian Weber, nel 1924, mette in evidenza come investimenti borsistici (e speculazione) siano già in quei tempi strumenti molto utilizzati per reperire la liquidità necessaria a consentire, attraverso lo sviluppo del commercio, l’estensione del mercato. L’autore non si limita a valutazioni puramente econometriche ma approfondisce le caratteristiche sociali e quelle specifiche reti personali e familiari che di fatto partecipano al controllo sociale in presenza di una struttura culturale ed etica che tende a premiare il successo nell’ accumulo e nell’utilizzo del capitale economico e delle risorse finanziarie.

A distanza di quasi un centinaio di anni leggiamo sui giornali che c’è una diffusa incapacità di utilizzare i mezzi finanziari sul nostro territorio.

L’analista intervistato procede descrivendo quindi come negativa attuale scelta di cautela mostrata da imprenditori e cittadini che preferiscono avere i soldi sul conto piuttosto che investire. Insomma con le dovute proporzioni sembra quasi lo stesso approccio descritto da Weber, pochi anni prima della famosa “grande depressione”, aggiungendo una valutazione negativa in chiave pedagogica. E secondo noi è un approccio errato.

Ci permettiamo di contestualizzare localmente le scelte dei cittadini orvietani che vengono da anni non solo di crisi conclamata a livello nazionale ed internazionale, che in questo territorio ha falcidiato aziende ed impoverito enti, ma anche da quelli che vengono descritti dalla stampa appunto come scandali finanziari locali, peraltro tutti orvietani, come ad esempio la crisi degli swap e la questione dei titoli illiquidi per i quali è nato il locale comitato dei risparmiatori. Senza voler arrivare a ricordare che alcune delle nostre eccellenze industriali sono state schiacciate non dalla crisi o dalla mancanza di clienti ma dal credit crunch nonostante avessero delle esclusive, degli ordinativi importanti ed il know-how per ottemperare come ad esempio la Electrosys.

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Ad Orvieto Piazza del Commercio è ancora senza commercio.

IN CINQUE ANNI LA SITUAZIONE DELLA PIAZZA DI ORVIETO SCO È RIMASTA FERMA AL PALO. IL COMMERCIO LANGUE E GLI ATTRATTORI SONO ALTROVE.

Anche i pochi tentativi fatti si sono scontrati con un comune ostile e degli innesti burocratici apparentemente fatti apposta per scoreggiare l’iniziativa privata. Le promesse di Germani sono state disattese ma questo era nell’aria. Anche il tentativo di Lucia Vergaglia di portare la questione delle commissioni per lavorare sul regolamento delle grandi superfici di vendita alimentare è stato reso vano dall’obbligo di farlo passare attraverso il qsv ( il quadro strategico di valorizzazione previsto dalla legge regionale) che però nel frattempo è stato sospeso.

Insomma quella parte del quartiere che era destinato a commercio e servizi è diventato un parcheggio dormitorio.
Aspettiamo adesso le mirabolanti promesse elettorali dei candidati che faranno la carrellata anche ad Orvieto Scalo proponendo soluzioni fantastiche peccato solo che quando lavoravamo per quella parte di territorio nessuno, ci ha sostenuto neanche coloro che oggi si candidano.

Giornata mondiale del riciclo

OGGI UN CITTADINO ORVIETANO CI HA CHIESTO COME MAI SIAMO NETTAMENTE CONTRO GLI INCENERITORI MENTRE ALCUNI STATI RICCHI SONO A FAVORE… BEH… SEMPLICEMENTE SIAMO PER UN AMBIENTE PULITO E SANO.

di Sergio Costa, ministro per l’ambiente.

Oggi in tutto il mondo si celebra una pratica semplice quanto rivoluzionaria: il riciclo.

Nel passato considerata un’attività utile ma marginale, fin dai primi giorni del mio governo ho voluto renderla centrale per rivoluzionare non soltanto il paradigma ambientale ma anche economico del Paese.

Come?
Innanzitutto ho creato una competenza specifica sull’economia circolare nel Ministero dell’Ambiente. Sembra una piccola cosa, invece è importantissimo.

Fino ad oggi tutti ne parlavano ma senza una vera e propria competenza ministeriale erano tutte parole al vento: non esisteva una politica strutturale, capacità di spesa, e neanche una cabina di regia sul “chi fa cosa”. Bene, dal 10 agosto di quest’anno tutto questo esiste.

Dal giorno dopo ho insediato una task force di esperti per scrivere più decreti End of Waste possibili: voglio che pannolini, pneumatici, scarti di lavorazione dell’edilizia, plastiche miste… tanti più rifiuti possibile, smettano di essere considerati tali per diventare nuova materia creando quindi una nuova economia e, anche, più posti di lavoro.

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Vergaglia. Consegne e logistica vanno integrate nel sistema città.

IL CENTRO STORICO ASSEDIATO DAI FURGONI OGNI MATTINA. I CORRIERI CHE GIRANO COSTANTEMENTE. ORVIETO SI STA SNATURANDO PER LE CONCENTRAZIONI DI TRAFFICO E LA MANCANZA DI UNA MODERNA GESTIONE DELLA LOGISTICA.

Una delle cinque stelle del simbolo del Movimento fondato da Beppe Grillo e gianroberto Casaleggio è legata al mondo dei trasporti, la cosiddetta logistica. Si tratta della disciplina relativa al trasportare i prodotti da un luogo all’altro nei tempi previsti, in modo efficiente e al minor costo possibile, e comprende la gestione dei processi di scambio dei relativi dati e delle relative informazioni.


In questa pillola di programma M5S per Orvieto 2019 Lucia vergaglia ci spiega il suo punto di vista su cosa è mancato in questi anni e sul perché di logistica occorre discuterne anche in campagna elettorale.

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Orvieto. Il Reddito di cittadinanza si dimostra necessario.

VANNO AVANTI LE PRATICHE E LE RICHIESTE PER ISEE E RDC ANCHE NELLA NOSTRA CITTÀ ED IL CENTRO PER L’IMPIEGO SI STA ATTREZZANDO. MA IL COMUNE?

Abbiamo fatto inserire nel nuovo statuto comunale il diritto al lavoro ed all’occupazione ed affiancato questa iniziativa tutti quegli atti tecnici che permettono la regolamentazione autonoma del comune in modo da poter avviare uno sportello lavoro ed inserirsi nei processi relativi alle politiche attive per il lavoro. Il reddito di cittadinanza è una di queste in quanto il suo meccanismo impone la partecipazione ad iniziative civiche e socialmente utili, nel caso si segua il percorso previsto dal patto per il lavoro, che però devono essere organizzate appunto dal comune. Lo stesso comune, attraverso il suo braccio operativo Csco, Centro Studi città di Orvieto, può operare fornendo spazi e professionalità con un percorso formativo professionale nel caso invece l’utente del reddito di cittadinanza decida per il cosiddetto reskilling, cioè firmando il patto per la formazione, ed anche in questo caso il Comune può e deve essere protagonista.

Dal 6 marzo sono partite le richieste ed il regione ci siamo accorti che la necessità del reddito di cittadinanza è sentita e diffusa. Questo accade anche nel nostro territorio.

Ed essendo i numeri importanti in termini di possibile utenza gli enti Come il nostro comune devono attrezzarsi per rendere le politiche attive per il lavoro veramente uno strumento di inclusione operativa , senza abdicare ancora una volta per favorire i privati nella somministrazione dei percorsi formativi. Tuttavia atti in questa direzione da parte del comune non se ne sono visti, almeno fino ad ora.

Audit energetico permanente degli edifici pubblici di Orvieto. Niente da fare.

IN UNA GIORNATA DRAMMATICA IN CUI SI SONO BOCCIATE PROPOSTE SACROSANTE COME IL CONTRASTO ALLO SFRUTTAMENTO DELL’ACCATTONAGGIO ED IL CODICE ETICO PER GLI APPALTATORI COMUNALI È ANCHE MANCATO IL NUMERO LEGALE SULLA MOZIONE M5S PER RENDERE PUBBLICHE LE INFORMAZIONI RELATIVE AI CONSUMI ENERGETICI DEGLI EDIFICI DEL PATRIMONIO PUBBLICO E SULLA PROPOSTA DI RIQUALIFICAZIONE.

È noto che il comune di #Orvieto, come richiamato dal sindaco emerito Cimicchi e dalle note di commento della stampa, non si sia dotato di un piano energetico dotato di prospettive nel tempo. Questa cosa fa il paio con milione di euro e passa che nel nostro bilancio compare che tra i costi in termini di consumi energetici del nostro patrimonio. Per questo avevamo presentato una proposta articolata di audit energetico e di organizzazione sulla riqualificazione degli edifici del nostro patrimonio pubblico ma non c’è stato niente da fare perché maggioranza ed ex maggioranza hanno fatto mancare il numero legale proprio su questa proposta che avrebbe portato risparmio e benefici per l’ambiente. Ciò è avvenuto durante la giornata drammatica in cui essenzialmente tutta la maggioranza ha appoggiato ognuno dei 78 passaggi del piano regolatore è l’ex maggioranza si è regolarmente astenuta su ogni elemento senza entrare nel merito a differenza di Lucia Vergaglia che ha discusso caso per caso, la situazione è diventata ancora più critica quando della ex maggioranza ormai non rimaneva quasi nessuno e quindi decideva la sola maggioranza le bocciature del codice etico per gli appaltatori del comune di Orvieto proposta dal Movimento 5 Stelle a prima firma Lucia Vergaglia ed addirittura si è preferito respingere iniziativa per la quale si attivava un contrasto allo sfruttamento dell’accattonaggio forzato del nostro comune con istituzione di un presidio gestito dal terzo settore. Infine il fuggi fuggi generale che ha impedito il raggiungimento del numero legale per la discussione della proposta sulla riqualificazione energetica degli edifici pubblici e sulla analisi dei consumi, il cosiddetto Audit energetico. Una figura pessima in uno degli ultimi Consigli Comunali le quali si poteva far valere il proprio ruolo di rappresentante eletto da parte sia della maggioranza che dell’ex maggioranza. Quantomeno noi possiamo andare a testa alta per aver provato fino in fondo a fare il nostro dov’è che è a migliorare le condizioni di vita anzi la qualità della vita degli orvietani ed il benessere del territorio. Così come abbiamo

Per fare il quadro della situazione noi siamo comunque ottimisti. Ben vengano le iniziative singole come quella della sostituzione di porzioni di illuminazione con sistemi più moderni ed a basso consumo basati sulle tecnologie dei led ma la questione, a nostro avviso, va affrontata fissando dei paletti che siano al punto di partenza e l’obiettivo di medio termine e che possono essere seguiti dalle adeguate professionalità all’interno del comune che, per i tanti pensionamenti che arriveranno nei prossimi anni, potrebbe dotarsi di un esperto da includere tra i funzionari come Energy Manager. Nel frattempo però

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