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Cos’è il Reddito di cittadinanza?

IL REDDITO DI CITTADINANZA NON È UNA MISURA ASSISTENZIALE

Che sia chiaro: con il reddito di cittadinanza non te ne stai a casa, anzi. Rimetteremo in moto i centri per l’impiego, sarai obbligato a frequentare dei corsi di formazione e se non accetti i lavori che ti verranno proposti, perderai il sussidio.
Sarà una manovra economica che stimolerà la crescita, le famiglie torneranno a spendere e ripartiranno i consumi.

Fatelo sapere a tutti!

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Interrogazione Capanni in zone esondabili

LA NUOVA CARTOGRAFIA DELLE AREE ESONDABILI INDICA RISCHI NELLE COSTRUZIONI PROVVISORIE. OCCORRE FARE LE VERIFICHE CON DILIGENZA. NON AVENDO TROVATO ATTI INTERROGHIAMO IL SINDACO.

Quella dei capanni fluviali è un’altra delle terre di nessuno che sfuggono ad ogni classificazione e responsabilità degli enti che dovrebbero essere preposti, con buona pace di quelle iniziative di governo del territorio caricato non nel contratto di fiume. In questi casi però le responsabilità diventano concorrenti e bisogna fare in modo che nessuno se ne possa lavare le mani e quindi occorre scrivere scrivere scrivere.

Saranno poi gli uffici a trovare il modo migliore di passare il cerino tra di Orvieto, provincia di Terni, regione Umbria , autorità di bacino arrivando alla magistratura delle acque e risolvere il problema? Noi non possiamo fare che il nostro dovere di tenere alta l’attenzione e non è che possiamo risolvere le cose come se fossimo sempre al posto del sindaco o del dirigente con tanto di ufficio, cartografia e personale tecnico a disposizione.

Da parte nostra possiamo solo garantire restiamo a disposizione per ogni segnalazione ed approfondimento e che la guardia non l’abbiamo mai abbassata. Al tempo stesso garantiamo a tutte le persone di buona volontà impegnate nel lavoro e nell’opera di preservazione di questo magnifico territorio e nel suo sviluppo e valorizzazione che non siamo tra quelli che gettano discredito ed allarme.

Ci riuscirebbe facile battere i pugni e fare chiasso, agitandoci invece che realizzando anche se siamo solo dell’opposizione. Fidatevi sarebbe molto meno faticoso ed impegnativo, e tra l’altro ci sarebbe riconosciuto in maniera plateale come merito anche se nel frattempo non sarebbe servito alla maggioranza dei cittadini.

Giornata mondiale della Democrazia 2018

COME PROMOTORI DELLA DEMOCRAZIA DIRETTA NON POSSIAMO NON RICONOSCERE L’IMPORTANZA DI QUESTA GIORNATA

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito nel 2007 la Giornata mondiale della democrazia per celebrare il valore e l’importanza della democrazia per gli stati membri, per il Sistema Nazioni Unite e per tutte le organizzazioni regionali, intergovernative e non governative. Si celebra il 15 settembre di ogni anno. Continua a leggere Giornata mondiale della Democrazia 2018

Ogni maledetto settembre

COME IN QUEL FILM SUL FOOTBALL “OGNI MALEDETTA DOMENICA” AD INIZIO DELLA STAGIONE SPORTIVA CI SI ACCORGE DI TUTTI I PROBLEMI DELLO SPORT ORVIETANO.

Ogni settembre si ricomincia con le questioni legate allo sport dimenticato, con i costi che aumentano per l’accesso alle strutture comunali e soprattutto provinciali perché, va detto, a differenza di tanti comuni anche piccoli nei nostri dintorni noi ad Orvieto abbiamo scelto di non avere un palazzetto dello sport comunale nonostante le possibilità del passato.

E così cittadini e società sportive si devono sbarcare costi ed impegni che altrove sono in capo alle amministrazioni che ne fanno tesoro e trasformano in opportunità. E noi ogni “maledetto” settembre, come in quel film americano sul Football “Ogni maledetta domenica” dobbiamo fare la nostra opera di informazione e denunce attraverso pubbliche interrogazioni ed atti di trasparenza che non fanno fare ad Orvieto la miglior figura, ce ne rendiamo conto virgola ma che sarebbe molto tenere nascosti sotto il tappeto secondo il consueto adagio che accompagna ad amministrazione di Giuseppe Germani “va tutto bene Madama la marchesa”.

Invece no non va bene per niente e c’è da stare col fiato sul collo visto che è mancata quella capacità agonistica nei confronti degli altri comuni europei dello Sport e quella capacità organizzativa difendere le nostre eccellenze locali, che non mancano affatto, e di diventare davvero un centro di riferimento dello Sport nazionale ed internazionale.

Il pinicidio elettorale

CON L’AVVICINARSI DELLE ELEZIONI LE CITTÀ SI RIFANNO IL LOOK STENDENDO ASFALTO E RIDIPINGENDO I CANCELLI MA AD ORVIETO SI VA OLTRE CON LA TRADIZIONE DEL PINICIDIO.

Il pinicidio viene da lontano e non è né di destra né di sinistra, ad Orvieto in Umbria esiste da qualche anno. C’è un diffuso susseguirsi di interrogazioni da parte della politica di maggioranza seguita poi dalle risposte da parte della Giunta che mette in atto il taglio dei Pini, perciò pinicidio.

Colti in castagna vi diranno che erano piante vecchie e tarlate quindi pericolanti. Salvo per il fatto che non c’è un dirigente che abbia firmato nel passato per tali attestazioni di pericolosità e che le immagini che vengono lanciate sui social parlano da sole con tronchi che sono la rappresentazione vera e proprie del legno di qualità.

Intendiamoci capita anche ai platani ma quella dei Pini di Ciconia fu un vero e proprio scandalo e adesso sembra che ci stia per avvicinare ad un nuovo periodo motosega. Come Movimento 5 Stelle e con Lucia Vergaglia abbiamo cercato di portare l’attenzione su questa problematica numerose volte in passato oltre alle tante attività legate al nostro patrimonio boschivo e più In generale al verde pubblico. Va detto che lo abbiamo fatto in assenza di sostegno da parte delle associazioni dichiaratamente ambientaliste e di quei partiti che si erano scritti ecologia all’interno del simbolo salvo poi fare tutt’altro.

Come M5S l’ambiente resta una delle nostre 5 stelle, a differenza di altri noi non facciamo passi indietro.

Università o Tribunale alla ex Caserma Piave di Orvieto?

RAPPORTI CON LE UNIVERSITÀ? NOI SIAMO IN PRIMA LINEA. MA RINUNCIARE ALLA CORTE EUROPEA È IRRESPONSABILE.

di Silvio Torre.

Ben vengano gli accordi e nuovi corsi universitari come ha spiegato in pubblica Assise sia dal professor Bizzarri che dagli esponenti del Csco, Centro Studi città di Orvieto, E dov’è che addirittura l’idea progettuale di un Campus Universitario anche se in era di università on-line diventa più difficile immaginarlo rispetto agli anni 90. È magnifico vedere tanti giovani che vengono da altre nazioni qui città a studiare e conoscerci, incontrarsi, e render vive alle nostre strade insieme a tutti noi. Tra l’altro da commerciante ho un ottimo ritorno della nuova presenza ed un grande ricordo visto che da lontano rimaniamo ancora in contatto e continuano a promuovere sia noi che la città ed il territorio.
Però ragazzi ostacolare in questo momento delicato della trattativa la possibilità di portare il Tribunale europeo unificato dei brevetti qui ad Orvieto ci è sembrata e ci continua a sembrare una roba da irresponsabili.
E hai voglia a dire noi segmentiamo gli spazi… vediamo di cosa hanno bisogno…
Si doveva aspettare la fine della trattativa o mettere in mezzo l’idea delle università quando era il momento cioè un minuto dopo le elezioni a sindaco di Orvieto.
In ogni caso il protocollo parla del singolo programma E non dirmi che un campus ad una università. Un programma che può benissimo essere ospitato nelle sedi attualmente disponibili e certo non necessita di 55000 metri cubi dell’imponente ex caserma Piave.
Insomma per dare lustro a una “non notizia” si è rischiato di affondare una delicata trattativa.
So che Movimento 5 stelle con Lucia Vergaglia ha chiesto il carteggio cronologico completo relativo alla ex caserma degli ultimi mesi per ricostruire nei fatti l’andamento della vicenda e cercare di metterci una pezza.

Però se la trattativa salta qualcuno si dovrà assumere la responsabilità di spiegarlo agli orvietani.

Conti dormienti: una interrogazione

ABBIAMO INTERROGATO IL SINDACO PER CONOSCERE SE È QUALI INFORMAZIONI ABBIA ACQUISITO DALLE BANCHE SUL TERRITORIO IN RELAZIONE AI “CONTI DORMIENTI ” E SE IL COMUNE SOLLECITERÀ I CITTADINI.
La data di scadenza fissata per tutti i Conti dormienti, polizze, libretti di risparmio, che non vengono più movimentati dal titolare per 10 anni affluiti al Fondo Rapporto Dormienti nel novembre 2008 è fissata per il prossimo novembre. Tutti questi fondi saranno automaticamente trasferiti nelle casse dello Stato.

E non si tratta soltanto dei conti correnti ho dei libretti di risparmio ma è un’intera serie di categorie ed intermediazioni bancarie che sono coinvolte:

  • depositi di denaro;
  • libretti di risparmio;
  • conti correnti bancari e postali;
  • azioni;
  • obbligazioni;
  • certificati di deposito e fondi d’investimento;
  • assegni circolari non riscossi entro il termine di prescrizione.

Si tratta di ulteriore ricchezza che dovrebbe essere trattenuta sul territorio, se possibile e se il privato vuole , essere rimessa nell’economia reale. La nostra popolazione, ancora di più che nel resto della regione Umbria, è piuttosto anziana e potrebbe esserci un numero di rapporti di questo genere molto, ma molto, elevato.

Doverosamente chiediamo al primo cittadino della nostra Orvieto se abbia per tempo acquisito informazioni su tale delicata materie e se voglia o possa in qualche modo sollecitare la popolazione a non perdere queste proprie risorse. In ogni caso cogliamo l’occasione per richiamare pubblicamente l’attenzione su questa scadenza che il prossimo novembre potrebbe privarli di beni di loro proprietà diretta oppure ereditaria, soprattutto quest’ultima non è da sottovalutare perché potrebbe essere letteralmente sfuggita di vista a tanti cittadini che verrebbero da novembre letteralmente andare in fumo la possibilità di ottenere indietro quanto depositato, non riscosso oppure investito dai loro cari negli anni passati.

Risposta a Barbabella sull’Unesco

UNA LETTERA APERTA DELL’EX SINDACO BARBABELLA CI CHIEDE SE ABBIAMO APPROFONDITO LA QUESTIONE UNESCO. AVENDOLA PRESENTATA IN CONSIGLIO DOVEROSAMENTE RISPONDIAMO.

Abbiamo letto sulla stampa della richiesta formulata attraverso una lettera aperta scritta di pugno dall’ex sindaco Barbabella che chiama in causa i gruppi consiliari e rispondiamo la medesima massima trasparenza che abbiamo dimostrato portando prima in commissione e poi in consiglio comunale la questione per un dibattito, un approfondimento degli atti ed una approvazione pubblica.

L’ex sindaco solleva la questione del comitato promotore i cui specifici punti di accordo individuano chi avrebbe fatto i progetti e chi è autore e quindi titolare e responsabile dei segni distintivi utilizzati per veicolare il progetto e rendersi riconoscibili come appunto promotori. Oltre a questo chiede, a nostro avviso giustamente, se da parte dei gruppi consiliari sì e proceduto ad una analisi sia della documentazione in itinere che valutazione degli interessi per i cittadini ed il territorio.

Qui di seguito la risposta di Lucia Vergaglia

Si firma “cittadino orvietano” l’ex sindaco del nostro comune ed ex presidente della società risorse per Orvieto. Le sue domande sono semplici e forse un po’ maliziosa per cercare di ottenere un endorsement nei confronti di un progetto i cui profili non sono stati ancora ben compresi anche da operatori esperti come lo stesso Barbabella. Le domande relative al comitato promotore ed agli interessi particolari che possono emergere dall’utilizzo dei segni distintivi di cui è autore lo stesso proponente del progetto ad esempio potrebbero ingenerare un sospetto di possibile privatizzazione del Monte Peglia come lo stesso ex sindaco scrive nella sua lettera aperta. L’unesco è però un ente delle Nazioni Unite ed i rigidi protocolli che utilizza sono estremamente specifici sul fatto che nel momento in cui vengono istituite le riserve , come è recentemente avvenuto proprio per il Monte Peglia, la sovranità non viene ceduta e resta dello Stato con le sue varie diramazioni come per esempio i comuni. Sovranità è una parola che a noi è molto cara ed è nella descrizione degli iter del processo per la creazione delle riserve dove si usa la locuzione “giurisdizione sovrana dello stato di appartenenza”. Inoltre vorrei far presente che la fase nella quale il comitato promotore si relaziona per ottenere il riconoscimento e ormai, da un mese, superata con successo e si deve aprire ora la fase della governance che ho già chiesto di avviare anche pubblicamente ed alla quale auspichiamo la più ampia partecipazione possibile.

Proprio sul tema della governance ho inteso già il mese scorso riporta che l’attenzione alla centralità di Orvieto che è dotata di tutti quei servizi a partire dallo stesso palazzo dei congressi e quelle professionalità che hanno come punti cardinali il nostro centro studi e l’alta scuola e che quindi può contribuire praticamente ed efficacemente a soddisfare la mission che il programma 2015-2025 della Mab Unesco e che riassumendo sono sviluppare e rinforzare i modelli di gruppo sostenibile, condividere a livello internazionale le esperienze fatte e le conoscenze acquisite, sostenere le strategie e le politiche di qualità legate allo sviluppo sostenibile ed infine incontrare ed aiutare gli altri stati a favorire la biodiversità come da noi individuata per mitigare gli effetti o contribuire al contenimento del riscaldamento globale. Insomma si tratta di attività di ricerca e studio, di formazione, di simposi e Congressi che potrebbero avere impatti più che positivi sul nostro territorio qualora fossimo capaci di fare sistema e non impelagarci in lotte intestine. Ricapitolando le risposte all’articolato insieme di quesiti proposti dall’ex presidente di risorse per Orvieto sono semplici: il comitato promotore ha già ottenuto il risultato del riconoscimento della riserva ora c’è bisogno della governance che sarà ovviamente un processo differente. Gli atti sono stati presentati e Messi a disposizione grazie a noi pubblicamente e pertanto rivendichiamo la massima trasparenza e naturalmente anche la valutazione dell’opportunità di far parte di questo progetto per i numerosi motivi che ho appena elencato. Le norme attuali e gli stessi protocolli della UNESCO inoltre impediscono ogni forma di privatizzazione e chiariscono che le aree in questione restano sotto la sovranità dello Stato italiano.

Iter

Il dossier di candidatura è elaborato sulla base del format “Biosphere Reserves Nomination Form”; previo avvio di un gruppo di lavoro che argomenti e contestualizzi i sette criteri definiti nel Quadro Statutario e che individui correttamente le parti della Riserva da destinare alle tre funzioni e le relative zonazioni. E’ necessario che il processo di candidatura sia condiviso da tutti gli stakeholder istituzionali e non del sito proposto.

Le candidature vanno trasmesse da chiunque abbia interesse (Istituzioni, Enti, Amministrazioni pubbliche, associazioni ed altri soggetti) al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che avvia il procedimento ed attiva il Comitato Tecnico Nazionale MAB, al quale partecipa come invitato permanente la CNIU. Al termine dell’istruttoria, in caso di parere positivo, il dossier di candidatura viene inviato alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’UNESCO per la trasmissione ufficiale ai Segretariati UNESCO competenti entro il 30 settembre di ogni anno.

Il Consiglio MaB, International Co-ordinating Council of the Man and the Biosphere Programme (ICC), tra il maggio e il luglio dell’anno seguente, sulla base della valutazione fornita dal Comitato Consultivo Internazionale, International Advisory Committee for Biosphere Reserves- IACBR, designa il sito proposto quale Riserva della Biosfera oppure stabilisce il differimento o la bocciatura della candidatura. Le Riserve, pur rimanendo sotto la giurisdizione sovrana dello Stato di appartenenza, fanno parte della Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera, in cui la partecipazione è facoltativa e volontaria e la mission per il periodo 2015-2025 consiste nel:

  • sviluppare e rinforzare modelli di sviluppo sostenibile nella Rete mondiale delle Riserve della Biosfera
  • condividere le esperienze fatte e le conoscenze acquisite al fine di facilitare la diffusione e l’applicazione mondiale di questi modelli
  • sostenere la gestione, le strategie e le politiche di qualità relative allo sviluppo sostenibile e alla pianificazione
  • aiutare gli Stati membri e le parti interessate a soddisfare gli obiettivi di sviluppo sostenibile il più rapidamente possibile grazie alle esperienze condivise dalla Rete mondiale delle Riserve della Biosfera, sperimentando politiche, tecnologie ed innovazioni che favoriscano la gestione sostenibile della biodiversità e delle risorse naturali e la riduzione e l’adattamento ai cambiamenti climatici

Note sul “cittadino Barbabella”
consigliere comunale e assessore dal 1975 al 1980, poi Sindaco di Orvieto dal 1980 al 1989; consigliere provinciale di Terni dal 1990 al 1995; di nuovo consigliere comunale di Orvieto dal 1999 ad oggi con funzione di capogruppo; Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione per il Centro Studi Città di Orvieto (CSCO) dalla fondazione fino al 2004; Presidente di RPO Spa dal 2004 al 2007.

Bilancio partecipativo si o no?

APPROVATO ALL’UNANIMITÀ IL BILANCIO PARTECIPATIVO NON È ANCORA OPERATIVO. INTOPPI E LENTEZZA OPPURE CATTIVA VOLONTÀ DELL’AMMINISTRAZIONE?

“A pensar male si fa peccato ma probabilmente ci si azzecca” diceva un famoso politico della prima repubblica, Giulio Andreotti. La questione è semplice: il MoVimento 5 Stelle con Lucia Vergaglia ha proposto è fatto approvare all’unanimità lo strumento del bilancio partecipativo. Questo strumento permette ai cittadini, qualora fosse messo in pratica, di poter anticipare delle scelte rispetto alle proposte dell’amministrazione. Per fare un esempio Potremmo avere una quota di bilancio di, diciamo, €100.000 che potrebbero essere destinati alla progettazione di un nuovo svincolo oppure alla messa in sicurezza di strada e segnaletica presso le scuole Oppure ancora a progetti di formazione sulla sicurezza stradale nelle scuole stesse. A seconda di quanto sono fatti bene gli strumenti gestiscono informativi per presentare il bilancio partecipativo la gran parte dei cittadini potrebbero decidere (anche attraverso una piattaforma informatica) se tutti o parte di quei soldi vengono equamente distribuiti oppure vengono concentrati su un singolo capitolo di spesa.

Per fare questo è necessario ovviamente il sistema di regole per l’accesso alle informazioni ed il voto informato per indicare le scelte, ed ovviamente serve la piattaforma su cui votare che potrebbe essere anche informatica legata allo “Spid” o ad altri strumenti per identificare i cittadini.

Però ad un anno dalla approvazione del bilancio partecipativo manca ancora tutto.

Mentre questo dal lato mortifica e penalizza i nostri cittadini e tutti noi dall’altro fa sorgere anche il legittimo sospetto che l’amministrazione voglia avere il completo controllo nelle segrete stanze per proporre un bilancio, per così dire, a fini elettorali.

Non siamo mica nati ieri e sappiamo benissimo che sotto le elezioni Si fanno il grosso dei lavori e si assegnano il grosso delle attività di incarico, tuttavia privare del tutto i cittadini della possibilità di esprimersi secondo noi è qualcosa in più di una scorrettezza a fini propagandistici e senza dubbio non è fare il bene alla città.

Da parte nostra c’è la coscienza pulita di aver reso possibile la partecipazione diretta alle scelte del comune per tutti gli orvietani , sia dal punto di vista pratico e sostanziale che da quello etico e politico e cercheremo , con i pochi mezzi che abbiamo da forza non sufficientemente votata nel passato , di informare la cittadinanza e pressare con atti ed iniziative questa amministrazione.

Ci teniamo però a ribadire che noi non avremmo avuto alcun problema a lasciare agli orvietani di ogni orientamento politico e culturale la decisione su una parte sensibile dei fondi a disposizione rendendo appunto vivo il bilancio partecipativo , e rendendolo parte fondante del processo di formazione delle iniziative comunali nel nostro territorio.

Noi non abbiamo paura del confronto ed abbiamo forse una maggiore fiducia nelle scelte consapevoli di coloro che vivono e lavorano ad Orvieto piuttosto che avere l’arroganza di decidere al posto loro.

Citofonare Touring club

INCREDIBILI LE ASSENZE DEI BORGHI ORVIETANI TRA LE GUIDE TOURING DEL CENTRO ITALIA

Abbiamo doverosamente chiesto notizie ed approfondimenti sulle scelte editoriali del Touring Club e un chiarimento: ” Quali sono le loro pubblicazioni che parlano specificamente dei borghi del territorio orvietano”
Bagni, Bardano, Baschi Scalo, Benano, Biagio, Botto, Buon Viaggio, Canale, Canonica, Capretta, Ciconia, Colonnetta di Prodo, Corbara, Fossatello, Morrano, Mossa del Palio, Orvieto Scalo, Osa, Osarella, Osteria Nuova, Padella, Pian del Vantaggio, Ponte del Sole, Prodo, Rocca Ripesena, San Bartolomeo, San Faustino, … mancano del tutto.

Ma anche da Città della Pieve a Narni una intera area della regione Umbria risulta assente eccezion fatta in relazione al turismo religioso. Le scelte redazionali dell’editore sono libere ma la nostra domanda sui motivi o su prossimi volumi che riguardino il nostro territorio è stata trasmessa a firma di Lucia Vergaglia.

Lucia Vergaglia M5S
Lucia Vergaglia M5S

Aspettiamo risposta ma siamo positivi siamo certi che molto probabilmente è già in valutazione e studio una prossima pubblicazione sui nostri territori. Fossimo noi l’amministrazione avremmo invitato i responsabili del Touring ad un incontro con una visita guidata a una parte meno conosciuta e visitata ma altrettanto meritoria dei nostri territori. Ed avremmo colto l’occasione per presentare l’albo delle nostre denominazioni comunali De.Co. ma al governo cittadino non ci siamo noi.